Guerra Iran-USA, nuovi raid americani dopo gli attacchi alle petroliere nello Stretto di Hormuz
Bombardamenti statunitensi contro obiettivi iraniani dopo gli attacchi alle navi commerciali. Teheran denuncia la violazione degli accordi e minaccia ritorsioni. In rialzo petrolio e gas, mentre lo Stretto di Hormuz torna al centro della crisi internazionale.
La guerra tra Iran e Stati Uniti entra in una nuova fase di forte escalation. Dopo gli attacchi contro alcune petroliere in transito nello Stretto di Hormuz, attribuiti a Teheran dalle autorità statunitensi, il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) ha annunciato una vasta operazione militare contro obiettivi strategici nel sud dell'Iran.
Secondo quanto riferito da fonti americane citate da Axios, i nuovi raid Usa in Iran avrebbero avuto un'intensità fino a quattro o cinque volte superiore rispetto ai bombardamenti condotti alla fine di giugno. Parallelamente, Washington ha ripristinato le sanzioni sul settore petrolifero iraniano, revocando la deroga che consentiva la produzione e la vendita di greggio.
Raid Usa in Iran dopo gli attacchi nello Stretto di Hormuz
L'operazione militare americana arriva come risposta agli episodi verificatisi nelle ultime ore nello Stretto di Hormuz, uno dei punti più strategici al mondo per il commercio di petrolio e gas.
Secondo le ricostruzioni diffuse dagli Stati Uniti, almeno tre navi commerciali, tra cui alcune petroliere, sarebbero state colpite durante il transito. In diversi casi gli attacchi avrebbero provocato incendi e danni strutturali alle imbarcazioni, senza causare vittime tra gli equipaggi.
Il CENTCOM ha definito le azioni iraniane una "grave violazione del cessate il fuoco" e ha autorizzato una serie di bombardamenti contro infrastrutture considerate strategiche.
Quali obiettivi sono stati colpiti dagli Stati Uniti
Secondo fonti dell'amministrazione americana, gli attacchi hanno interessato numerosi siti militari iraniani situati lungo la costa meridionale del Paese.
Tra gli obiettivi figurerebbero:
- sistemi di difesa aerea;
- postazioni radar e di sorveglianza costiera;
- missili terra-aria;
- batterie di missili antinave;
- siti di lancio di droni;
- strutture portuali utilizzate a fini militari.
Nelle ore successive sono state segnalate numerose esplosioni nelle aree di Bandar Abbas, Sirik e sull'isola di Qeshm, zone che rivestono un ruolo fondamentale nel controllo dello Stretto di Hormuz.
Teheran accusa Washington e annuncia possibili ritorsioni
La risposta dell'Iran non si è fatta attendere.
Il Ministero degli Esteri iraniano ha accusato gli Stati Uniti di aver violato il memorandum d'intesa sottoscritto nelle scorse settimane e ha parlato di una nuova escalation provocata da Washington.
Le autorità iraniane hanno dichiarato che il Paese adotterà "misure decisive" per difendere la propria sicurezza nazionale, lasciando intendere la possibilità di nuove ritorsioni militari se gli attacchi dovessero proseguire.
Contestualmente, Teheran ha criticato anche la decisione americana di revocare la deroga che consentiva la commercializzazione del petrolio iraniano, sostenendo che la misura rappresenti una violazione degli accordi raggiunti.
Lo Stretto di Hormuz resta il punto più delicato della crisi
Lo Stretto di Hormuz continua a rappresentare uno dei principali punti nevralgici della sicurezza energetica mondiale.
Attraverso questo corridoio marittimo transita infatti una quota significativa delle esportazioni globali di petrolio e gas naturale liquefatto (GNL). Ogni aumento della tensione nell'area si riflette immediatamente sui mercati internazionali.
Nelle ultime ore, inoltre, sono emerse indiscrezioni secondo cui Iran e Oman starebbero valutando l'introduzione di un sistema di pedaggi per le navi che attraversano lo stretto, ipotesi che alimenta ulteriormente le preoccupazioni della comunità internazionale.
Petrolio e gas in rialzo dopo gli attacchi
L'inasprimento del conflitto ha avuto effetti immediati sui mercati energetici.
Il prezzo del gas naturale europeo è tornato sopra i 46 euro al MWh, mentre anche il petrolio Brent e il WTI hanno registrato nuovi rialzi, spinti dai timori di possibili interruzioni nelle forniture provenienti dal Golfo Persico.
Gli operatori finanziari osservano con attenzione l'evolversi della situazione, consapevoli che un eventuale blocco dello Stretto di Hormuz potrebbe avere conseguenze rilevanti sull'economia mondiale.
Continuano i funerali di Ali Khamenei
Sul fronte interno iraniano proseguono intanto le cerimonie funebri dedicate alla Guida Suprema Ali Khamenei, giunte al quarto giorno.
Dopo le manifestazioni a Teheran, migliaia di persone hanno partecipato ai cortei religiosi nella città santa di Qom, mentre le celebrazioni proseguiranno anche in Iraq prima della sepoltura definitiva prevista a Mashhad.
Esplosioni a Damasco durante la visita di Macron
La giornata è stata segnata anche da un altro episodio di forte tensione in Medio Oriente.
Due esplosioni hanno colpito il centro di Damasco, nelle vicinanze dell'hotel dove aveva pernottato il presidente francese Emmanuel Macron, in visita ufficiale in Siria.
Le autorità siriane parlano di almeno 18 feriti, tra cui quattro agenti di polizia. L'Eliseo ha confermato che il presidente francese non era presente nell'albergo al momento delle esplosioni e che il programma della visita è proseguito regolarmente.
Scenario internazionale sempre più instabile
La nuova offensiva americana e le minacce di risposta da parte dell'Iran riportano il Medio Oriente in una fase di estrema instabilità.
L'attenzione della comunità internazionale resta concentrata sullo Stretto di Hormuz, il cui controllo è determinante per gli equilibri energetici mondiali. Eventuali nuovi attacchi o ulteriori sanzioni potrebbero aggravare la crisi, con ripercussioni non solo sul piano militare ma anche sull'economia globale e sui prezzi dell'energia.
Vuoi restare sempre aggiornato con le notizie più importanti?
Iscriviti ai nostri canali ufficiali:
Riceverai in tempo reale tutti gli aggiornamenti direttamente sul tuo smartphone.