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Senza morale barcolla e cade ogni verita'!

Calabria

15 GIUGNO 2015 - Il cittadino oggi è frastornato, impaurito, sotto pressione, quasi incapa-ce di darsi un
obbiettivo da perseguire al lungo termine. Ma cosa sta succedendo? Perché tanta  incertezza? In apparenza sembra che tutto vada per il meglio, ma se si guarda in  profondità non è difficile identificare un malessere di fondo che riguarda tutti i ceti sociali, anche se in molti partono, rispetto ad altri, con un peso aggiuntivo dovuto alla loro  instabile condizione socio-economica. Sarebbe comunque un errore fermarsi solo a  considerare il fenomeno puntando l’attenzione esclusivamente sulle fasce più deboli. Quello che sta succedendo è di portata molto più ampia e se da una parte è pur vero che chi stringe la cinghia abitualmente è costretto a tirarla ancora con il rischio di spezzarla, dall’altra chi ha una posizione finanziaria sicura, comunque si accorge che la precarietà sociale generale mette a rischio ogni lodevole prospettiva.  [MORE]

Quando parlo di categorie diverse mi riferisco sempre e comunque alla parte sana del Paese. In una società che si dice progressista e democratica ricchi e poveri dovrebbero coesistere, senza far mancare a nessuno i diritti essenziali che salvaguardano la dignità di ogni persona, a prescindere dal censo. Se non è così, vuol dire che anche la parte sana è minacciata in modo silente da un pensiero unico, solo in superficie assicurante, che sta travolgendo il mondo, annullando il senso alto dell’identità, nella diversità dei singoli, dei territori, dei costumi, delle consuetudini, del cibo, della profondità spirituale. A tutto questo se poi si aggiunge l’avanzare di un pensiero relativistico, che smorza l’attenzione sui principi assoluti legati alla verità oggettiva delle cose, per costruire una “misericordia flessibile” di stato, di famiglia, di formazione scolastica, di progetto politico, di mercato, di solidarietà, si capisce che siamo messi veramente male!

Anche l’essere maschio e femmina, forse l’esempio di identità chiara nella differenza più chiara del mondo, oggi non è più certezza. Persino le tangenti, frutto di un perverso equilibrio nel patto fraudolento tra le istituzioni e un certo mondo che vende i suoi servizi, si distinguono ormai tra quelle lecite e quelle illecite. L’essenziale è la data di registrazione, se prima o dopo la scoperta di una frode pubblica. Esempi che stravolgono l’immaginario collettivo, spinto a credere che ogni cosa, se in apparenza “giustificabile”, possa essere salvaguardata e regolarizzata come segno di verità. Ma se non c’è morale in ogni azione umana, personale, economica, politica, sociale, familiare, culturale, può esserci verità?

Penso proprio di no! La corruzione non è un fenomeno che può essere combattuto solo con le leggi, che tra l’altro vengono proposte e approvate da coloro che spesso sono artefici di scandali e di connivenze al quanto discutibili. L’uomo deve riprendersi la sua bellezza interiore, per potersi guardare allo specchio senza arrossire dinnanzi a se stesso, prima che dinnanzi agli altri, qualsiasi sia il suo ruolo nella comunità. Concludo con una

riflessione teologica che consegno a me stesso, ai lettori e a tutti coloro che a parole sono contro la falsità e la mancanza di etica nelle diverse funzioni pubbliche e private. “Vita morale e vita veritativa di un uomo sono una cosa sola, perché sono l’una il frutto e l’altra l’albero. Se la vita morale è inesistente anche l’altra vita, quella veritativa è inesistente. Senza morale mai vi potrà essere verità nell’uomo, perché la verità dell’uomo è la sua altissima moralità”. Si è come nel quadro dei sei cechi di Pieter Bruegel: Il primo che guida il gruppo cade e tutti rischiano di finire nel burrone. Senza morale barcolla e cade ogni verità.

Egidio Chiarella

http://www.egidiochiarella.it
egidiochiarella@gmail.com