"Sole a catinelle", Checco Zalone torna nelle sale

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ROMA, 31 OTTOBRE 2013 - ''Un uomo che è il prodotto di 20 anni di berlusconismo, ma non...

ROMA, 31 OTTOBRE 2013 -  ''Un uomo che è il prodotto di 20 anni di berlusconismo, ma non lo condanniamo, gli vuoi bene. Non abbiamo intenti ideologici, l'unica idea è fare soldi, me l'ha inculcata il produttore''. Così Checco Zalone, all'anagrafe Luca Medici, presenta la sua terza volta sul grande schermo, ancora per la regia di Gennaro Nunziante: “Sole a catinelle”, budget 8 milioni di euro, prodotto da Taodue e distribuito da Medusa, uscirà oggi nelle sale con la cifra record di oltre 1250 copie.

Continua così la scalata dell'uomo dei record, capace di incassare 15 milioni col film d'esordio "Cado dalle nubi" e stracciare tutti i primati italiani col secondo (45 milioni per "Che bella giornata"). “Proprio per questo ho aspettato tanto per tornare sul set - ha raccontato Zalone - un risultato simile non è facile da eguagliare”.

"Parlare della crisi e far ridere e' difficile - spiega Zalone durante l'incontro con la stampa a Roma - io interpreto un papà che è refrattario alla crisi, un uomo che è il prodotto del berlusconismo degli ultimi 20 anni, uno che ci ha creduto ed è anche un po' stupidino". "Non avevamo intenti ideologici - si affretta a precisare il comico - volevamo solo rappresentare una situazione presa dalla realtà". Proprio questo punto è la chiave del successo del duo Zalone-Nunziante, anche sceneggiatori dei loro film.

In “Sole a catinelle” scopriamo un Checco Zalone in versione più buonista, un padre amorevole e un marito innamorato che la crisi porta a separarsi momentaneamente alla moglie e avventurarsi in una vacanza col figlio genio. Un viaggio in Molise che si trasforma per una pura casualità in un viaggio da sogno nell'alta società. Qui gli sceneggiatori Luca Medici e Gennaro Nunziante si sbizzarriscono utilizzando il clichè classico del contrasto, tanto più forte quanto più divertente. "Il film doveva finire in Molise, una situazione bucolica in stile Adriano Celentano - racconta Zalone - poi però abbiamo deciso di cambiare, proprio per evitare il buonismo di cui qualcuno ha parlato"

Il comico non è d'accordo con la tesi del buonismo, così come non ama il termine “trash” associato ai suoi film da alcuni giornalisti. Quest'ultima considerazione manda su tutte le furie il regista che, durante la conferenza stampa,replica: "Noi non abbiamo mai fatto film “trash” e non c'è nulla di volgare in Checco. Per noi la volgarità è tutto ciò che è goffo, fare tutto ciò che è scontato come il triangolo lei-lui-l'amante o cose del genere”. ''Ci sentiamo - aggiunge - figli della commedia all'italiana, che attingeva dalla realtà: quando ti stacchi troppo dalla realtà il film perde le fondamenta''.

Checco Zalone torna quindi al cinema dopo due anni di silenzio, in un momento in cui la sua vita è cambiata per l'arrivo di una figlia Gaia. "Siamo stati due anni a pensare a una sceneggiatura - racconta ancora - poi forse il fatto di essere diventato papà mi ha spronato. Ora che ho fatto il film sono felice di poter tornare a vedere mia figlia: in questi mesi l'ho potuta vedere un paio di volte a settimana".

Nel cast del film, oltre a Checco Zalone (anche sceneggiatore con Nunziante e autore delle musiche), la francese Aurore Erguy, l'esordiente sul grande schermo Miriam Dalmazio e i piccoli Robert Dancs e Ruben Aprea. Nel film, nel ruolo di due faccendieri, Augusto Zucchi e Marco Paolini.

Da giorni Checco ha già fatto ridere e parlare di sè con le poche battute ascoltate dal trailer, ma adesso è arrivato il momento di gustarsi tutta la comicità del suo ultimo film nelle ben 1200 sale cinematografiche.

( foto dal sito cinema.nanopress.it)

Michela Franzone

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