Stadio Marulla, il Consiglio di Stato accoglie l’appello del Cosenza Calcio Sospeso il provvedimento comunale che fermava
Sospeso il provvedimento comunale che fermava per 18 mesi la concessione dell’impianto Il Comune dovrà valutare soluzioni alternative capaci di conciliare i lavori di riqualificazione con la sicurezza e la continuità delle attività sportive
Nuovo passaggio decisivo nella vicenda legata allo stadio San Vito Gigi Marulla. Il Consiglio di Stato ha accolto l’appello cautelare presentato dal Cosenza Calcio contro il Comune, modificando la precedente decisione del Tribunale amministrativo regionale della Calabria.
Con l’ordinanza numero 03661 del 2026, pubblicata il 2 settembre, la Settima Sezione ha sospeso il provvedimento comunale che prevedeva l’interruzione della concessione per l’utilizzo dello stadio durante i lavori.
Accolto l’appello cautelare del Cosenza Calcio
La società rossoblù si era rivolta al Consiglio di Stato dopo che il TAR Calabria, attraverso l’ordinanza numero 400 del 2026, aveva respinto la richiesta cautelare avanzata in primo grado.
I giudici di Palazzo Spada hanno invece riconosciuto la rilevanza delle conseguenze che uno stop prolungato potrebbe determinare per il club. Una sospensione di 18 mesi rischierebbe infatti di produrre effetti difficilmente recuperabili sotto il profilo economico, sportivo e dell’immagine societaria.
Il provvedimento non rappresenta ancora una decisione definitiva nel merito della controversia, ma modifica concretamente il quadro cautelare e impone una nuova valutazione della situazione.
I rischi legati a uno stop di 18 mesi
Secondo il Consiglio di Stato, impedire al Cosenza Calcio di utilizzare il proprio impianto per un periodo così lungo potrebbe incidere sull’organizzazione delle partite casalinghe, sui rapporti con i tifosi, sugli introiti e sulla programmazione sportiva.
La vicenda aveva preso forma nel mese di giugno, quando il Comune aveva disposto la sospensione della convenzione a partire dal 17 agosto 2026 e fino al 31 dicembre 2027, motivando la scelta con le esigenze di sicurezza connesse all’apertura del cantiere per l’ammodernamento dello stadio.
Il club aveva evidenziato anche le possibili conseguenze sull’iscrizione al campionato di Serie C, dichiarandosi disponibile a collaborare con l’Amministrazione per individuare una soluzione compatibile con lo svolgimento dell’attività calcistica.
L’ipotesi Crotone considerata poco praticabile
Tra gli elementi esaminati dal Collegio figura anche la possibilità di trasferire le partite interne del Cosenza allo stadio di Crotone. Una soluzione che, secondo i giudici, presenta diverse criticità.
La distanza superiore ai 100 chilometri, l’assenza di collegamenti ferroviari diretti e stabili tra le due città e la documentata rivalità tra le tifoserie renderebbero il trasferimento difficilmente sostenibile dal punto di vista logistico e dell’ordine pubblico.
Il Consiglio di Stato non si è quindi limitato a valutare il danno per la società, ma ha considerato anche le difficoltà che una lunga trasferta potrebbe comportare per i sostenitori rossoblù e per la gestione delle gare casalinghe.
Le soluzioni alternative per utilizzare il Marulla
L’ordinanza ribadisce che le esigenze di incolumità pubblica restano inderogabili. La sicurezza degli spettatori, degli atleti e degli operatori dovrà continuare a rappresentare la priorità durante ogni fase dei lavori.
Allo stesso tempo, il Comune viene sollecitato a verificare la possibilità di adottare misure meno penalizzanti rispetto alla sospensione totale della concessione. Tra le ipotesi indicate figurano la riduzione della capienza, la separazione fisica delle aree di cantiere, l’introduzione di specifiche prescrizioni e una programmazione delle lavorazioni coordinata con il calendario sportivo.
Si tratta, peraltro, di soluzioni già valorizzate nella documentazione di gara, nella quale veniva considerata positivamente la capacità dell’impresa aggiudicataria di separare le zone interessate dai lavori e assicurare la continuità delle attività sportive ufficiali.
Cosa succede adesso
Il Consiglio di Stato ha disposto la trasmissione dell’ordinanza al TAR Calabria, che dovrà fissare rapidamente l’udienza per esaminare il merito della controversia, come previsto dall’articolo 55, comma 10, del Codice del processo amministrativo. Le spese della fase cautelare sono state compensate.
La decisione, dunque, non equivale a un via libera automatico e senza condizioni alla piena riapertura del Marulla. Prima di consentire lo svolgimento delle partite dovranno essere accertate tutte le condizioni tecniche, operative e di sicurezza.
L’ordinanza segna però un passaggio importante per il Cosenza Calcio, perché esclude che la sospensione integrale per 18 mesi possa essere considerata l’unica soluzione possibile. Adesso spetterà all’Amministrazione comunale, insieme ai tecnici e agli organismi competenti, individuare un equilibrio concreto tra la riqualificazione dello stadio e la prosecuzione dell’attività sportiva.
(L’immagine é solo descrittiva)
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