Torino: Viaggio nella più grande discarica abusiva della città
TORINO, 06 SETTEMBRE 2013 - Torino, Strada Bellacomba. La più grande discarica abusiva della città si trova nascosta nel quartiere Villaretto, un non-luogo periferico dove da anni vengono abbandonati rifiuti di ogni genere, in spregio alla legge: almeno mille metri cubi di immondizia tra cui macerie edili, eternit, vecchi elettrodomestici, pneumatici, pezzi di autoveicoli, materiali di imballaggio, taniche contenenti sostanze chimiche, vernici e mobilio. Il tutto sparso su un'area demaniale sottoposta a vincolo paesaggistico ambientale nei pressi del fiume Stura. Vane sono state finora le speranze dei residenti di assistere ad una bonifica della zona, così come una chimera è ancora il progetto di riqualificazione dell'intero territorio e la realizzazione di una pista ciclabile. Tutto rimane sulla carta, per non dire nei sogni, in attesa che si accertino i confini della proprietà comunale.
Eppure il percorso ad ostacoli per restituire Strada Bellacomba ai cittadini è iniziato ormai da ben sette anni con le prime segnalazioni dei residenti di Villaretto, esasperati dai continui sversamenti illeciti di rifiuti da parte di sconosciuti: fusti di olio, liquidi non meglio identificati e materiale lanoso. Il sito era stato inserito nel 2007 nell’elenco delle 11 discariche abusive scoperte a Torino nel corso dell’operazione “Green” della Guardia di Finanza. Allora era stata rilevata, tra l’altro, la presenza di «oli esausti, fusti di isocianato, vernici sintetiche, elettrodomestici, derivati del pvc, lastre di amianto, tubi fluorescenti frantumati con polveri luminescenti a base di fosforo e cadmio». Un nuovo intervento, questa volta da parte degli uomini del Corpo Forestale dello Stato di Torino, ha confermato nel 2010 la presenza in Strada Bellacomba di tonnellate e tonnellate di rifiuti.
Intanto, nel corso degli anni, gli interventi di ripulitura sono stati molti, ma ogni volta la “via dei rifiuti” è tornata tale e quale. Nemmeno l'installazione delle telecamere sui muri di cinta delle abitazioni private ha scoraggiato i soliti ignoti a desistere nel lasciare nottetempo la propria spazzatura. Le ultime ispezioni della polizia municipale in Strada Bellacomba hanno infatti rilevato la presenza di nuovi ammassi di rifiuti, anche di origine industriale. Già, ma scaricati da chi?
Soffermandosi ad osservare quanto è stato abbandonato in questi anni, tutto lascia pensare che alcune imprese edili, assunte colpevolmente da incauti privati, cerchino di risparmiare buttando a Villaretto quanto dovrebbe essere conferito in discarica. Per non parlare dei cosmetici sparsi qua e là, la cui provenienza, vista la lingua scritta sulle confezioni (il cinese), appare piuttosto chiara. Inoltre, percorrendo le strade tra Torino e Borgaro salta subito all'occhio la presenza di tre campi rom, un paio dei quali non autorizzati. Non è possibile affermarlo con assoluta certezza né è giusto generalizzare, ma anche in Strada Bellacomba, così come in Lungo Stura Lazio (l'altro grande accampamento non autorizzato di Torino), il binomio rom-discariche abusive appare quanto mai evidente.
È dunque possibile che qualcuno si serva degli abitanti dei campi per sbarazzarsi facilmente degli scarti scomodi? Toccherà alle forze dell'ordine accertare le responsabilità esistenti a tutti i livelli. E probabilmente, proprio per il timore che le indagini potessero condurre ai responsabili dello scempio, qualcuno quest'estate ha voluto appiccare il fuoco ad alcune cataste di immondizia, riducendo in cenere gli eventuali indizi. Rimane comunque ancora da capire cosa contengano i tanti sacchi neri, chiusi e gettati tra la vegetazione ai bordi della strada, così come rimane da accertare la natura delle decine di taniche con all'interno residui di liquidi, lasciate ad inquinare il terreno.
Nel corso del nostro sopralluogo del 4 settembre abbiamo visto e fotografato alcuni contenitori di plastica e dopo una semplice ricerca siamo riusciti ad accertare che si tratta di detergenti chimici. La pericolosità di queste sostanze e il loro impatto sulla flora e la fauna del posto possono facilmente comprendersi leggendo le avvertenze riportate sul sito dell'azienda produttrice: “Prodotto ad esclusivo uso professionale. Provoca gravi ustioni. Conservare sottochiave e fuori dalla portata dei bambini. Usare guanti adatti e proteggersi gli occhi e la faccia”. E ancora: “In caso di incidente o malessere consultare immediatamente il medico”.
Massimiliano Ferraro [MORE]
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