CAGLIARI, 12 NOVEMBRE 2012 – La dodicesima giornata ha registrato la netta vittoria dei campioni d’Italia sul campo del Pescara e la battuta d’arresto dell’Inter, sconfitta a Bergamo. Il distacco tra prima e seconda è adesso di quattro lunghezze, mentre al terzo posto con 26 punti c’è il Napoli, che ha battuto il Genoa. La Fiorentina travolge anche il Milan, e stavolta la panchina di Allegri vacilla più che mai. Il derby romano lo conquista la Lazio, molto più cinica, concreta e solida della Roma, penalizzata ancora dalla sua difesa. Vincono Palermo e Torino rispettivamente contro Samp e Bologna; soltanto un pareggio tra Cagliari e Catania, Chievo e Udinese, Parma e Siena.
La Juventus in Abruzzo gioca a tennis e rifila un netto 1-6 al Pescara. I bianconeri ci provano fin dai primi minuti con Giovinco e Marchisio, ma a sbloccare il risultato all’8° è Vidal. È Giovinco, posizionato al limite dell’area, a servire un’ottima palla a Vidal che, solo davanti al portiere, non sbaglia. Abbruscato e Zanon sono i più attivi sul fronte opposto, ma l’imprecisione al momento del tiro e la prontezza della difesa avversaria bloccano i tentativi dei padroni di casa. Al 21° l’assist di Isla permette a Quagliarella di realizzare la rete del raddoppio con un diagonale imparabile che trafigge Perin. Un minuto più tardi Quintero centra il palo su punizione con Buffon ormai battuto. L’appuntamento con il goal per gli abruzzesi è posticipato solo di 120 secondi, infatti al 24° Cascione sfrutta il cross di Cosic e batte il portiere bianconero. Non ci si annoia di certo allo stadio Adriatico, al 29° Quagliarella devia di tacco in area, Asamoah inventa una rovesciata spettacolare e firma la terza marcatura juventina. Al 37° anche Giovinco mette il suo sigillo; uno-due con Quagliarella, che gli offre una palla alta, la Formica Atomica calcia al volo e supera Perin. I padroni di casa hanno un’altra occasione clamorosa con Cascione che anticipa tutti di testa, ma Marchisio sventa tutto grazie a una rovesciata sulla linea che vale oro. C’è ancora tempo, così pochi secondi prima dell’intervallo Quagliarella sfrutta una palla lunga ed è abile a insaccare con un diagonale dalla destra. Si va al riposo sull’1-5; non certo il modo migliore per festeggiare il 20° compleanno dello sfortunato portiere Perin. Al 52° Quagliarella firma la sua personale tripletta e lo fa realizzando una strepitosa rovesciata su angolo di Pirlo. Due minuti più tardi Quintero calcia una punizione dal limite, ma Buffon para. Mister Stroppa viene espulso al 72° dopo essersi lamentato per il rigore non assegnato in seguito al fallo di Padoin. Giovinco, Weiss e Cascione hanno cercato ancora la via del goal, ma il risultato finale è 1-6 per la Vecchia Signora. [MORE]
L’Inter perde contro l’Atalanta e rallenta la sua corsa. Bergamaschi subito avanti con Bonaventura, che al 10° sfrutta il cross di Peluso e di testa batte Handanovic. I padroni di casa non mollano, anzi spingono sulle fasce e cercano anche il goal dalla distanza con Cigarini e Schelotto. Consigli deve fare gli straordinari prima su Cassano e poi su Palacio, mentre Denis si divora un goal incredibile a tu per tu con Handanovic. L’Inter cresce sul finale e Cambiasso e Cassano provano il tiro; al 40° Fantantonio inventa un assist per Palacio, che di testa avrebbe potuto pareggiare, se Consigli non avesse fatto un miracolo. L’ultima palla è per Cigarini, che dalla distanza manca la porta di pochissimo. Al 55° Peluso commette un fallo da ostruzione su Guarin, che si guadagna così una punizione; è lui stesso a calciare un missile che trafigge barriera e portiere e ristabilisce la parità. Al 60° Denis porta gli orobici sul 2-1, approfittando dell’assist di Moralez e dell’errore della difesa interista, colpevole di averlo tenuto in gioco. Sei minuti più tardi Damato fischia un rigore a favore dell’Atalanta per un fallo di Silvestre su Bonaventura; Stramaccioni e i suoi contestano inutilmente la decisione arbitrale. Denis calcia e spiazza il portiere milanese. All’82° l’estremo difensore dell’Inter si fa perdonare, salvando una conclusione impossibile di Parra da pochi passi. All’84° gli ospiti tornano in partita quando Gargano serve un’ottima palla a Palacio, che infila Consigli da posizione defilata. Il risultato si fissa sul 3-2 per l’Atalanta, che al 92° rimane in inferiorità numerica per l’espulsione di Parra, eccessiva visto il fallo commesso su Guarin.
Il Napoli vince nel finale in casa del Genoa terzultimo in classifica. All’opportunità avuta da Maggio al 12°, risponde Immobile al 15°. Nonostante siano gli ospiti a fare la partita, il primo goal lo sigla Immobile, ribattendo in rete la respinta di Cannavaro sul precedente tiro di Tezser. I padroni di casa prendono coraggio e cercano il raddoppio con Immobile, Bertolacci, Jankovic e Kucka; intanto sul fronte opposto Maggio e Cavani sono i più in forma; il Matador tenta anche una spettacolare rovesciata, ma calcia male. Al 53° c’è una mischia in area genoana, il neoentrato Mesto ha la meglio e realizza il goal del pareggio. Trascorrono appena 180 secondi e il rossoblù tornano avanti con Bertolacci, che sfrutta l’ottimo suggerimento di Antonelli e appoggia in rete; ancora Genoa al 67° con Jankovic che su punizione sfiora il palo. Il Napoli tira fuori le unghie e comincia l’assedio; al 75° il talentuoso Insigne centra la traversa. Cinque minuti più tardi Hamsik confeziona l’assist perfetto per Cavani che, solo di fronte a Frey, non sbaglia e firma il 2-2. Il vantaggio partenopeo arriva all’88° quando Mesto crossa dalla destra un pallone che Hamsik insacca di testa. In pieno recupero arriva la marcatura di Insigne, che lanciato a rete trafigge il portiere genoano e fissa il risultato finale sul 2-4 per il Napoli.
Il derby della Capitale se lo aggiudica la Lazio sotto una fitta pioggia e dopo qualche piccolo problema all’impianto di illuminazione dell’Olimpico. Al 10° è la Roma a sbloccare il risultato con Lamela, che di testa insacca un corner battuto dalla destra da Francesco Totti. Proprio il capitano riesce a impensierire Marchetti pochi minuti più tardi, la conclusione in diagonale arriva da posizione defilata, ma il portiere ex Cagliari si salva. Il gioco delle due squadre è disturbato dalla notevole quantità d’acqua presente in campo, non è facile controllare il pallone in una situazione così estrema. A dominare la gara è adesso la Lazio; al 35° Candreva trova il pareggio con punizione forte, ma centrale. Non è certo esente da colpe il portiere Goicoechea, che per non tentare la presa preferisce parare coi pugni; commette però un errore clamoroso e la palla finisce in rete. I giallorossi tornano in avanti, ma dopo il goal subito la squadra di Zeman non è più la stessa. Al 43° Hernanes scatta da centrocampo e offre una ghiotta occasione a Klose, lasciato solo da Balzaretti; il tedesco manda la palla in goal e porta in vantaggio i biancocelesti. In pieno recupero Totti calcia una punizione a favore della Roma, De Rossi in area cede al nervosismo e rifila un pugno in faccia a Mauri; inevitabile il rosso diretto per Capitan Futuro, che lascia i suoi in dieci uomini. Zeman è costretto a rinunciare a Lamela per dare più equilibrio al centrocampo, ma questo non basta ad arginare la Lazio. Al 47° un errore di Piris in difesa offre a Mauri una palla incredibile che il capitano insacca con facilità; la retroguardia giallorossa si dimostra ancora una volta inadeguata e le statistiche la bollano come la peggiore della Serie A. Hernanes e Candreva cercano il goal dalla distanza, ma il portiere è attento; intanto Osvaldo da pochi passi si divora una rete incredibile e Marquinho spara un sinistro che esce di poco. Al 84° con l’espulsione di Mauri per doppia ammonizione si ristabilisce la parità numerica e, pochi secondi più tardi, gli uomini di Zeman accorciano le distanze con Pjanic, subentrato a Totti. Il bosniaco scavalca Marchetti, troppo lontano dalla porta, con una splendida punizione da grande distanza. All’ultimo minuto Osvaldo fallisce da pochi metri il pareggio, mandando al lato di un niente un ottimo cross di Bradley.
La Fiorentina di Montella non frena nemmeno a San Siro e travolge il Milan con un netto 1-3. Viola in vantaggio al 10° con Aquilani, che approfitta del buco lasciato da Ambrosini e Mexes e grazie all’assist di Toni trafigge Abbiati. Al 34° Roncaglia commette fallo in area su Pato, ed è rigore per i rossoneri; sul dischetto si presenta il Papero, che calcia altissimo e manda la sfera in curva. Borja Valero punisce subito il Milan con una bella azione personale, prima si libera di Mexes e poi firma la sua prima rete in Serie A. Nella ripresa Allegri toglie Emanuelson e Pato per mandare in campo Bojan e Pazzini; il Milan accenna una reazione con Boateng, che di testa manda fuori di pochissimo a Viviano battuto. I padroni di casa accorciano le distanze al 59° con Pazzini; l’azione è avviata da El Shaarawy, che crossa in area, Mexes di tacco colpisce il palo, ma la palla rimane in campo, arriva il Pazzo e scaraventa in rete. Cuadrado e Mati Fernandez falliscono il colpo di grazia, mentre i milanesi cercano il pareggio con il Faraone e Boateng. Sul finale il Milan rimane in dieci uomini perché Bonera è costretto ad abbandonare il campo in anticipo per infortunio, ma i cambi a disposizione sono ormai terminati. I viola approfittano della situazione e se Cassani aveva trovato solamente il palo, all’87° ci pensa El Hamdaoui a scrivere la parola fine superando Abbiati con una splendida conclusione a giro dalla distanza.
In uno stadio Is Arenas aperto al pubblico in tre settori su quattro, il Cagliari conquista un punto grazie al pareggio a reti inviolate con il Catania. In avvio di gara la prima conclusione è di Marchese, ma sono i rossoblù ad alzare il ritmo; le invenzioni di Cossu e l’istinto di Sau creano diverse occasioni per i padroni di casa. Il finale del primo tempo è un assedio nell’area degli etnei; prima Dessena cerca il tiro dalla distanza, poi Sau calcia in porta dopo aver dribblato difensore e portiere, ma è proprio quest’ultimo a sfoderare un intervento miracoloso e a salvarsi in corner. Al 45° ci prova ancora la punta sarda, stavolta di testa, ma Andujar è attento. La seconda frazione di gioco si apre ancora nel segno del Cagliari; stavolta l’estremo difensore catanese sbaglia il rinvio e offre una palla buona a Nainggolan, il tiro del belga viene deviato e Sau, davanti al portiere, fallisce la conclusione. Al 52° gli ospiti si propongono in avanti con Spolli, cercato da Lodi, ma ottengono solo un calcio d’angolo. Il gioco perde intensità, le squadre non vogliono perdere e chiudono bene gli spazi, ma anche in questo frangente i cagliaritani sono i più reattivi.
Il Torino vince in casa battendo di misura un Bologna sempre più in crisi. Il primo tempo si chiude a reti inviolate, nonostante i tentativi di Bianchi, Sansone e Cerci per i granata e Diamanti per i rossoblù. Al 50° Gilardino manda al lato di testa; per il resto poche occasioni e molte imprecisioni su entrambi i fronti. Al 65° Agliardi si salva su una punizione di Sansone, ma un minuto più tardi è trafitto da D’Ambrosio che di testa trasforma l’assist di Santana. Gli ospiti attaccano senza troppa lucidità e sono gli uomini più rappresentativi, Diamanti e Gilardino, a sprecare due buone chance. Il colpo del KO non arriva nemmeno quando a Meggiorini capitano un paio di nitide occasioni da goal.
Parma e Siena chiudono la loro partita sullo 0-0, un punto che lascia i toscani all’ultimo posto in classifica. I bianconeri difendono bene, ma sono i ducali a sfiorare il goal con Rosi prima e con Parolo poi. Nella ripresa Pegolo devia in angolo un tiro dalla distanza di Zaccardo; intanto tra i senesi si distinguono Valiani e Sestu. Nel finale Biabiany e Belfodil non sbloccano il risultato.
A Palermo arriva un po’ di ossigeno per i padroni di casa, mentre la crisi si fa sempre più nera per la Sampdoria, ormai sull’orlo del baratro. Nel primo tempo il giovane argentino Dybala, Brienza e Ilicic si rendono pericolosi in più occasioni, e solamente la prontezza e la bravura di Romero e Gastaldello salvano la porta blucerchiata. Dopo l’intervallo gli isolani scendono in campo carichi e desiderosi di vincere, bastano sette minuti a Dybala per trovare la prima rete in Serie A e portare la sua squadra sull’1-0. L’attaccante argentino ha finalizzato l’assist di un ottimo Brienza e scagliato la palla sotto la traversa. Al 72° lo spettacolo si ripete, Brienza serve ancora Dybala, che da posizione regolare si gira e batte Romero. Tra i doriani Eder prova l’affondo, ma Muñoz è sempre pronto a fermarlo. Al 91° la giovane punta rosanero sfiora la tripletta, ma il portiere ligure manda in corner. Fiducia a tempo per Ferrara, decisivo sarà il derby della Lanterna previsto per domenica 18 novembre.
Finisce 2-2 tra Chievo e Udinese, ma le discutibili decisioni arbitrali hanno influito sul risultato finale. Mentre Thereau e Pellissier sono i più attivi in avvio di gara, il guardalinee non rileva una posizione di fuorigioco e non segnala un corner. Al 38° i clivensi passano avanti con Andreolli, bravo a ribadire in rete la precedente conclusione di Luciano che si era stampata sulla traversa. Due minuti più tardi Angella pareggia, ma è molto ambigua la decisione del guardalinee di annullare la rete. Al 42° il difensore friulano si riscatta, realizzando un goal valido e mandando le squadre a riposo sull’uno pari. Al 58° Lazzari spreca un’ottima chance davanti a Sorrentino e al 70° viene fischiato un rigore per i gialloblù. Il penalty è dubbio, perché l’intervento di Danilo, anche ammonito, non sembra irregolare; dal dischetto Luciano spreca centrando la traversa. All’86° l’arbitro assegna un altro rigore, ancora per fallo di Danilo, che viene espulso per aver atterrato Thereau; il francese però era in netta posizione di fuorigioco al momento della sua partenza, offside non segnalato dal guardalinee. Stavolta batte Paloschi e il Chievo passa in vantaggio. L’Udinese non ci sta, e al 90° si pensa di nuovo Angella ad agguantare il pareggio con una marcatura dedicata all’ex compagno Morosini.
Vanna Chessa
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