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Zoom sulla Serie A - 14^ giornata

Vanna Chessa
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CAGLIARI, 25 NOVEMBRE 2012 – Il match clou della quattordicesima giornata è indubbiamente uno dei classici del calcio italiano, la sfida di San Siro tra Milan e Juventus. I campioni d’Italia, dopo la sconfitta subita a Torino contro l’Inter, si arrendono anche alla Milano rossonera e rimangono fermi in classifica a 32 punti. La Fiorentina pareggia in extremis contro il Torino, mentre la Roma vince di misura a Pescara grazie a una rete di Mattia Destro. Nell’anticipo di sabato il Palermo si è aggiudicato il derby siciliano contro il Catania, mentre è finita in pareggio tra Chievo e Siena. Le squadre genovesi portano a casa i tre punti; il Genoa vince a Bergamo contro l’Atalanta, invece la Samp si è imposta sul Bologna. Ma lo spettacolo non è ancora finito, devono infatti essere disputati ancora tre incontri, si tratta dei posticipi del lunedì, Cagliari- Napoli e Parma- Inter, e della sfida di martedì tra Lazio e Udinese.

Il Milan si dimostra più reattivo della Juventus già dai primi minuti di gioco, e al 14° Boateng calcia da posizione defilata. Al 21° Quagliarella prova a trasformare l’assist di tacco di Vucinic, ma Amelia è reattivo. Al momento della conclusione l’attaccante campano si trovava però in posizione di fuorigioco non segnalata dal guardalinee. Al 31° Rizzoli fischia un penalty a favore del Milan per un presunto fallo di mano di Isla sul colpo di testa di Nocerino; in realtà il pallone ha colpito la schiena dello juventino, non il braccio, perciò non ci sarebbero gli estremi per il calcio di rigore. Sul dischetto va Robinho, Buffon intuisce la traiettoria, ma la palla termina in rete. La Vecchia Signore è in palese difficoltà, la marcatura continua su Pirlo non permette al regista di impostare il gioco bianconero. Al 48° della ripresa Barzagli è costretto a intervenire su El Shaarawy per strappargli il pallone che un errore di Buffon gli aveva quasi servito sui piedi. I bianconeri vanno vicini al pareggio al 60° con Vucinic, ma la sua conclusione da centro area viene spedita in angolo; poco dopo Giovinco prova la rovesciata, ma colpisce male e la palla termina sul fondo. Sul fronte opposto si propone bene Nocerino, però il suo tiro dal limite termina alto. La Juventus vuole il pareggio; all’81° Giovinco serve Vucinic, ma Costant salva la sua porta in scivolata. Qualche minuto più tardi il montenegrino prova da fuori, ma Amelia non vuole rischiare e manda in corner. [MORE]

All’Olimpico di Torino la Fiorentina non va oltre il 2-2. La prima occasione arriva al 17° quando Aquilani sfiora la traversa. Al 28° si verifica un brutto testa contro testa tra Luca Toni e Kamil Glik e il difensore granata è costretto a uscire subito, mentre la punta della Fiorentina verrà sostituita al termine del primo tempo e condotta in ospedale per accertamenti. A cinque minuti dall’intervallo Cerci firma la prima rete dell’incontro; Santana parte in contropiede, crossa in area e l’attaccante del Torino realizza il goal dell’ex. Un minuto più tardi gli ospiti mancano il pareggio, il sinistro di Mati Fernandez finisce al lato di pochissimo. In avvio di ripresa Alessio Cerci impegna ancora Viviano, che si rende protagonista di un ottimo intervento. La Fiorentina risponde con Rodriguez, Seferovic, Mati Fernandez e Pascual, ma il pareggio arriva solo al 74° su calcio di rigore. L’arbitro assegna il penalty per l’ostruzione di D’Ambrosio ai danni di Cuadrado; sul dischetto si presenta Rodriguez, che spiazza Gillet. Trascorrono appena sessanta secondi e i granata tornano avanti grazie alla rete di Birsa, che sfrutta l’errore di Rodriguez e trafigge l’estremo difensore toscano. Sul finale Montella rinuncia a Roncaglia per mettere in campo un attaccante in più; la mossa si rivela subito azzeccata, infatti dopo appena un minuto El Hamdaoui agguanta il pareggio. Cuadrado confeziona un assist perfetto, e il nuovo entrato deve solo stoppare e calciare in rete la palla del 2-2 conclusivo.

La Roma vince di misura a Pescara davanti a un pubblico ancora affezionato a mister Zeman, al quale è stata riservata una calorosa accoglienza. Il vantaggio giallorosso arriva dopo soli quattro minuti di gioco; il capitano calcia una punizione potentissima che Perin non riesce a trattenere; Mattia Destro si avventa sul pallone e realizza la sua seconda rete con la maglia della Roma. Al 18° Totti ci riprova, sempre su punizione; il portiere abruzzese si salva parando con i pugni. Gli ospiti tengono in mano il pallino del gioco, ma non concretizzano davanti alla porta; Osvaldo è un po’ sottotono e Perin è bravo a parare il colpo di testa di Destro al 31°. Nei primi minuti del secondo tempo Florenzi e Destro mancano il raddoppio di pochissimo, mentre Totti prova in più occasioni il tiro da fuori. L’ingresso di Weiss illumina a sprazzi il gioco dei padroni di casa, che negli ultimi minuti hanno due chance con Abbruscato; i giallorossi però si difendono bene e così la prima conclusione viene murata da Piris, mentre nella seconda è decisivo l’intervento di Castan.

La vittoria del Genoa sull’Atalanta riaccende le speranze dei liguri, che grazie ai tre punti lasciano l’ultimo posto in classifica. I rossoblù sono i più intraprendenti, ma Bertolacci e Borriello non riescono a sbloccare il risultato. Al 26° viene annullato un goal a Maxi Moralez, che aveva segnato sfruttando l’assist di Denis; in realtà il fuorigioco è dubbio, la rete era probabilmente regolare. Al 39° Bertolacci non fallisce la sua terza possibilità e di sinistro insacca la palla respinta male da Manfredini. Jancovic cerca un punteggio più rotondo, ma la sua conclusione dalla distanza esce di poco a lato. Al 58° Bonaventura offre a Moralez un assist perfetto, ma l’attaccante, invece di calciare, prova il dribbling sul portiere, che riesce a fermarlo. Dieci minuti più tardi è Raimondi a spedire fuori da pochi passi l’ottimo pallone di De Luca. Sul finale di gara il migliore in campo è indubbiamente Frey, che salva il risultato parando l’impossibile prima sullo stacco di Denis e poi al momento della doppia conclusione di Denis e Raimondi.

La Sampdoria vince contro il Bologna, ma i felsinei hanno giocato l’intera partita in inferiorità numerica a causa dell’espulsione di Morleo dopo appena cinque minuti di gioco. Il centrocampista rossoblù è stato espulso per fallo da ultimo uomo dopo aver atterrato Icardi all’altezza della linea di metà campo; la decisione arbitrale è eccessiva, vista la notevole distanza che separava l’attaccante argentino dalla porta avversaria. I rossoblù riescono comunque a riorganizzarsi e a chiudere gli spazi, facilitati anche dalla prevedibilità del gioco blucerchiato. Al 50° Krsticic batte un calcio piazzato per i liguri, nel mucchio svetta Gastaldello, ma Agliardi si rifugia in corner. Al 58° Antonsson interviene bene in chiusura su Eder, ma due minuti più tardi la Sampdoria passa ugualmente in vantaggio con Poli, che trafigge Agliardi con un rasoterra da breve distanza. Al 70° il Bologna protesta per un contatto dubbio tra Gilardino e Romero, ma l’arbitro lascia correre; in ogni caso al momento del passaggio l’attaccante biellese si trovava in posizione di fuorigioco, non rilevato dal guardalinee. Lamentele anche sul fronte opposto per un contatto tra Icardi e Cherubin, però il direttore di gara non interviene. Gli ospiti cercano il pareggio, ma prima Romero para il tiro di Kone, poi Pascuato spreca due occasioni nel giro di pochi minuti; intanto i doriani in contropiede falliscono il raddoppio con Maresca. Al 90° Gilardino reclama inutilmente un penalty per un fallo di mano di Rossini in area. Nel frattempo Tissone riparte tutto solo e cerca di scavalcare Agliardi con un pallonetto, che però finisce sul fondo.

Il Palermo vince il derby contro il Catania con un netto 3-1. All’8° minuto la punizione calciata da Lodi buca la barriera e rimbalza davanti al portiere, che respinge in tuffo. Al 10° Miccoli porta in vantaggio i suoi confezionando ancora una volta un goal spettacolare; il capitano rosanero raccoglie l’assist di Morganella e dal limite trova una traiettoria perfetta e spedisce la sfera all’incrocio dei pali. Mentre la punizione di Almiron impensierisce Benussi, il Palermo dà l’assalto alla porta avversaria con Garcia, Morganella e Brienza, che centra la traversa. Durante un’azione offensiva degli etnei si verifica un contatto in area tra Spolli e Donati, ma il direttore di gara lascia proseguire il gioco; poco dopo il portiere palermitano si fa trovare pronto sull’insidiosa punizione di Lodi. Al 49° della ripresa arriva il goal del raddoppio, che porta il sigillo di Ilicic; dal limite dell’area l’attaccante è bravo a trovare l’angolino basso alla destra del portiere. Al 58° l’estremo difensore catanese respinge una violenta punizione di Miccoli, ma il terzo goal rosanero arriva dopo appena 120 secondi, ancora con Ilicic, che si beve Lodi e Andujar e insacca. Al 69° il Catania prova a riaprire la partita con la splendida rete su punizione di Lodi. Sul finale altre due chance per il Palermo, ma prima il tiro di Morganella viene respinto sulla linea da Spolli, poi Andujar manda in corner la conclusione di Dybala.

Pareggio a reti inviolate tra Chievo e Siena. In avvio si vedono prima due colpi di testa del senese Calaiò, poi l’incredibile opportunità per il Chievo, con la palla che danza sulla linea di porta e Rubin che la manda in angolo anticipando l’intervento di Paloschi, a sua volta pronto a mandare la sfera in rete. Al 47° della ripresa ci riprova Calaiò, ma centra in pieno la traversa. Nell’area bianconera anche Neto colpisce la traversa sfiorando l’autogoal, ma si fa perdonare al 78° facendo scudo col proprio corpo sulla conclusione di Cruzado.

Vanna Chessa

 


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Scritto da Vanna Chessa

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