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Zoom sulla Serie A - 6^ giornata

Vanna Chessa
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CAGLIARI, 1 OTTOBRE 2012 - Cala il sipario sulla sesta giornata di Serie A e non si registrano scossoni al vertice. La Juventus e il Napoli dominano con 16 punti; i bianconeri hanno rifilato un poker alla Roma nell’anticipo di sabato sera e il Napoli ha battuto di misura la Sampdoria al Marassi. L’Inter e la Lazio inseguono a quattro punti di distanza. In coda sono rimaste solo Siena e Cagliari, ma quella rossoblù è l’unica squadra della massima serie a non aver ancora vinto una gara in questa stagione.

Nel primo anticipo di sabato, il Milan non va oltre l’uno a uno in casa del Parma. I rossoneri rischiano grosso al 21° quando Zapata atterra Lucarelli in area, ma per l’arbitro non è rigore. Il solito El Shaarawy e l’ex romanista Bojan non concretizzano due buone opportunità per la squadra di Allegri; sul finale i ducali vanno vicinissimi al goal con Ninis, ma il gran destro del centrocampista esce di poco al lato. Al 49° del secondo tempo il Milan riparte in contropiede, Bojan serve il Faraone El Shaarawy che entra in area, si libera di Zaccardo e trafigge Mirante senza pietà. Il centravanti dell’Under 21 realizza così il suo quarto goal nelle ultime tre partite, ormai una garanzia per l’attacco milanista. Nell’arco di pochi minuti il Milan fallisce per due volte il raddoppio, prima con Boateng, che manda alto di testa, poi con Bojan che, libero sul secondo palo, invece di calciare in porta sceglie di passare la palla ad Ambrosini in posizione di offside. Il Parma risponde colpo su colpo e solamente un intervento provvidenziale di Nocerino toglie a Gobbi la gioia del goal. Al 65° Montolivo commette fallo su Ninis al limite dell’area, ed è punizione per i gialloblù. Lucarelli tocca per Galloppa che calcia un rasoterra, la barriera si apre e Abbiati non riesce a bloccare il pallone che si infila proprio sul suo palo. All’84° Mirante salva il risultato con una grandissima parata sulla punizione di Montolivo.[MORE]

Juventus-Roma è da sempre uno dei match più attesi del campionato, ma quest’anno è stato sentito ancor di più visto il ritorno a Torino del mister giallorosso Zdenek Zeman, indubbiamente l’allenatore meno amato dai tifosi bianconeri. I padroni di casa partono bene e al 10° Taddei atterra Marchisio al limite dell’area, una posizione dalla quale Andrea Pirlo non può certo sbagliare; il regista juventino, infatti, porta la sua squadra in vantaggio con una punizione rasoterra che buca la barriera prima e Stekelenburg poi. Sono passati appena cinque minuti quando Castan commette un fallo di mano in area. È rigore per la squadra di Conte, batte Vidal e raddoppia. Il momento critico per la Roma non è ancora finito, perché al 19° arriva il 3-0 di Matri che, solo davanti al portiere, non perde la sua occasione. La difesa dei giallorossi non è certo all’altezza della situazione, ma nemmeno il resto della squadra riesce a impostare il gioco, a gestire la situazione e a fronteggiare la forza dei campioni d’Italia. La traversa centrata da Marchisio dalla distanza chiude il brutto quarto d’ora degli uomini di Zeman, che non hanno i mezzi per fronteggiare il pressing avversario. Nella ripresa due parate di Stekelemburg su Vidal e Matri danno fiducia alla Roma, così al 60° Tachtsidis si presenta davanti a Buffon, per la prima volta, ma calcia alto. I bianconeri hanno abbassato il ritmo e si limitano a controllare la gara, i giallorossi hanno quindi l’occasione di spingere sull’acceleratore e guadagnano un calcio di rigore. Bonucci commette fallo in area poiché si disinteressa del pallone e fa ostruzione su Destro; il penalty lo calcia Osvaldo, che spiazza il portiere. La Juve torna in avanti con Marchisio e Vucinic, ma Stekelenburg si salva ancora. Al 90° Barzagli salta Taddei con un sombrero e serve Giovinco che parte sul filo del fuorigioco, dribbla il portiere e firma il poker bianconero. Dopo questa pesante sconfitta la delusione dei tifosi romanisti è evidente, soprattutto perché le difficoltà della squadra sono palesi e tanti sostengono che la rosa giallorossa non sia adatta per il gioco zemaniano. Intanto i bianconeri non perdono un colpo e si confermano la squadra più in forma del campionato.

Il Napoli di Mazzarri si rivela cinico e capace di vincere, anche se di misura, contro una Sampdoria brava a non lasciare spazi liberi agli avversari. Al 14° Maggio tenta un pallonetto che finisce sulla parte alta della rete, e pochi minuti dopo Estigarribia risponde calciando a fil di palo. L’episodio più rilevante di questa frazione di gioco è l’espulsione di Mazzarri per proteste; l’allenatore partenopeo chiedeva l’espulsione di Obiang, autore di una dura entrata su Inler, ma l’arbitro ha ammonito il centrocampista doriano ed espulso il mister napoletano. Nella ripresa il match diventa nervoso e si susseguono interventi fallosi e cartellini gialli. Al 66° Hamsik guadagna un rigore dopo una splendida azione personale, Gastaldello viene espulso e dal dischetto Cavani realizza il suo sesto goal stagionale. Sul fronte opposto Obiang spara un gran tiro da fuori area, ma non centra la porta e manca il pareggio. Per il Napoli ci provano Insigne e Cavani, ma non concretizzano. La Samp chiude in attacco, però il reparto arretrato partenopeo non concede occasioni.

Dopo la grande conclusione di Calaiò, sventata dalla parata di Marchetti, sembra che il Siena possa rendersi pericoloso all’Olimpico di Roma, ma dopo appena un minuto i biancocelesti passano in vantaggio con Ederson, che insacca di testa un pallone proveniente dal calcio d’angolo. La Lazio attacca e crea gioco con faciltà; al 25° Pegolo travolge Mauri, ma l’arbitro lascia correre. Al 35° il portiere toscano si ripete, ma stavolta atterra Klose ed è rigore. Ledesma firma il raddoppio e il primo tempo si chiude sul 2-0. Al 50° Paci colpisce di tacco e il pallone esce di pochissimo. A questo punto dell’incontro sono i padroni di casa a rendersi pericolosi con Mauri, Candreva e Onazi. Al 90° c’è un corner per gli ospiti, Paci è il più veloce di tutti e scaglia il pallone alle spalle di Marchetti.

Nel posticipo di domenica l’Inter batte la Fiorentina per 2-1 e sfata il tabù di San Siro, come aveva già fatto il Milan mercoledì sera. Le due squadre sono molto aggressive e cercano subito la porta avversaria anche dalla distanza. Dopo un quarto d’ora di gioco, Rodriguez intercetta col braccio la conclusione di Zanetti ed è rigore per i nerazzurri. Sul dischetto si presenta il Principe, che calcia forte alla destra di Viviano; il portiere intuisce la direzione, ma non può fare nulla di più. Centoventi secondi dopo è lo stesso Milito a sfiorare il raddoppio su assist di Cassano, non segna però centra la traversa con un gran tiro al volo che fa scattare in piedi tutto lo stadio. Sul fronte opposto si rendono pericolosi soprattutto Ljajic e Jovetic, ma Handanovic e la difesa interista si fanno trovare pronti. Al 30° l’Inter riparte con Coutinho che ruba palla a Borja Valero e serve Cassano, il quale offre un assist d’oro a Milito, ma Viviano para. Quattro minuti più tardi Cassano firma il 2-0 su passaggio di Cambiasso e realizza la sua quarta rete stagionale. Il risultato non è ancora al sicuro perché al 41° Pizarro trova Romulo, che di testa batte Handanovic; la Fiorentina accorcia le distanze e riapre la partita prima dell’intervallo. Non è serata per Rodriguez; infatti dopo aver provocato il rigore nel primo tempo, si fa espellere per un intervento in scivolata su Nagatomo, lasciando i viola in dieci dal 62°. Due miracoli del bravissimo Viviano su Milito salvano i gigliati dal terzo goal e bloccano il risultato sul 2-1 per l’Inter, che ha saputo vincere e confezionare numerose occasioni contro una Fiorentina mai doma e sempre in partita.

Il Torino di Ventura va a Bergamo e infligge agli orobici una rotonda sconfitta, maturata nel secondo tempo dopo un black-out dei bergamaschi. Il primo tempo non è facile per gli ospiti, i nerazzurri passano in vantaggio con Denis alla mezzora, mentre i granata non riescono a sbloccarsi. A firmare il pareggio al 38° è il capitano Rolando Bianchi, che realizza il rigore provocato dal fallo di mano in area di Bonaventura. Uno pari dopo i primi quarantacinque minuti di gioco, ma i padroni di casa hanno centrato anche due traverse. Nella ripresa scende in campo un Torino più intraprendente, che passa in vantaggio al 61° con un goal di schiena di Gazzi sugli sviluppi di un corner. Al 66° Stevanovic calcia un diagonale al volo che Consigli non può bloccare. Sei minuti dopo D’Ambrosio realizza la quarta rete, ancora su calcio d’angolo di Cerci. Appena 180 secondi e Bianchi sigla la quinta marcatura, dopo aver dribblato il portiere in uscita. Risultato troppo severo per l’Atalanta, che per un’ora intera aveva giocato meglio degli avversari.

Si chiude sullo 0-0 l’incontro tra Udinese e Genoa. I friulani fanno a meno di Totò Di Natale, non convocato dopo la discussione nella sessione di allenamento di sabato. Nel dopopartita Guidolin ha spiegato che non si è trattato di una discussione tra lui e il capitano, ma che l’esclusione del bomber è dovuta al rispetto delle regole che vigono nello spogliatoio della sua squadra. L’inizio della gara è equilibrato, anche se il gioco è spesso interrotto dai numerosi interventi fallosi compiuti da entrambe le squadre. Alla mezzora i padroni di casa falliscono una chiara occasione da goal; l’ottimo Lazzari conclude un’azione personale servendo Faraoni, che manda alto sopra la traversa. Se dalla parte opposta un tiro di Kucka sfiora il palo, i bianconeri non si lasciano intimidire e rispondono con Pasquale, che calcia al volo ma non centra la porta. Al primo minuto del secondo tempo, Immobile viene atterrato al limite dell’area da Coda, ma l’arbitro lascia correre. Le azioni offensive si alternano e le due formazioni sfiorano ripetutamente il goal del vantaggio; tra gli uomini di Guidolin sono Faraoni e Lazzari a rendersi più pericolosi, anche se l’attacco friulano risente notevolmente dell’assenza del bomber Di Natale. Per il Genoa sono Bertolacci, Kucka e Anselmo a cercare la via del goal, ma il risultato non si sbocca.

Il Bologna rifila un poker al Catania grazie a un Gilardino in grande spolvero. Al 18° Guarente apre le marcature con un potente sinistro dal limite dell’area. Gli etnei vanno vicini al pareggio con Castro e Bergessio, ma al 40° si sveglia Gilardino e sul filo del fuorigioco batte il portiere e raddoppia. I siciliani macinano gioco e sul finale sono sfortunati quando Capuano centra l’incrocio dei pali. Al 49° il Catania reclama un rigore, ma l’arbitro non è d’accordo e sei minuti più tardi Agliardi si supera parando la splendida conclusione di Lodi. Anche il Bologna chiede il calcio di rigore, ma il gioco era già stato fermato per fuorigioco. Al 62° arriva però il terzo goal dei padroni di casa con Gilardino che di testa batte Andùjar. Lodi prova nuovamente dalla distanza, ma Agliardi toglie la palla da sotto l’incrocio. A dieci minuti dal termine Capuano viene espulso per doppia ammonizione e gli ospiti rimangono in dieci contro undici. Durante i minuti di recupero Diamanti tenta il pallonetto, il portiere etneo respinge, però Kone è bravo a ribadire in rete.

A Palermo il Chievo parte bene, ma Dainelli commette un’ingenuità e offre a Miccoli la possibilità di calciare una punizione da un’ottima posizione. Il capitano rosanero, titolare dopo le esclusioni delle prime partite dell’era Gasperini, torna al goal piazzando la palla sotto l’incrocio gialloblù. Al 27° Marco Rigoni pareggia direttamente dal calcio d’angolo, la palla entra in porta senza che nessuno la sfiori. Il Chievo va vicino al vantaggio per due volte, ma il primo tempo si chiude in parità. Il risultato cambia al 58° del secondo tempo, quando Miccoli entra in area, si libera di due difensori e trafigge Sorrentino con un rasoterra sul primo palo. La squadra di casa rimane in dieci a mezzora dal termine per doppia ammonizione di Brienza, ma questa sanzione non è destinata a rovinare la gara dei palermitani. Al 68° Ujkani non trattiene un tiro di Miccoli e Giorgi insacca con facilità. Le meraviglie del capitano del Palermo non sono finite, perché al 79° delizia i suoi tifosi e tutti gli amanti del calcio inventando un incredibile pallonetto; Miccoli realizza la sua tripletta calciando al volo da più quaranta metri un pallone spettacolare che scavalca Sorrentino e finisce in rete. Il Chievo cerca di correre ai ripari, ma nel pomeriggio siciliano gli onori sono tutti per la squadra di Gasperini, che vince e cerca di allontanarsi dalla parte bassa della classifica.

Il fanalino di coda è il Cagliari che, davanti ai quasi 4400 abbonati ammessi allo stadio di Is Arenas, perde e accende l’ira dei tifosi delusi da una squadra priva di idee e soprattutto da un allenatore che non piace ai supporters rossoblù. Pare ormai scontato l’esonero di Ficcadenti, il presidente Cellino starebbe valutando un ritorno di Edy Reja, l’eroe che riportò la squadra sarda in Serie A nel lontano 2004. Tra i papabili ci sarebbero anche Delio Rossi, ex allenatore della Fiorentina e Diego Lopez, bandiera rossoblù ora mister delle giovanili cagliaritane. Nel primo tempo i padroni di casa si sono resi pericolosi con Sau, Pinilla e Ibarbo, che ha confezionato diverse azioni personali sfruttando la sua velocità. Ad arrestare gli attacchi del Cagliari ci ha pensato Terlizzi, sempre pronto a intervenire. Sul finale della prima frazione di gioco, il portiere Perin e il palo negano la gioia del goal a Dessena e Nainggolan. Ancor prima dell’intervallo, il Pescara mette in campo Weiss al posto di Quintero. Sarà proprio una mossa azzeccata, perché il giovane attaccante si rivelerà decisivo. Rossettini commette fallo sul nuovo entrato al limite dell’area, viene ammonito ed è punizione per gli abruzzesi, che passano in vantaggio con Terlizzi, anche se per ingannare Agazzi è decisiva la deviazione di Perico. Pochi minuti dopo Rossettini rimedia il secondo cartellino giallo per aver ingenuamente atterrato Weiss lanciato nella fascia destra del Cagliari, ma ancora molto lontano dalla porta. I rossoblù rimangono in dieci al 55°, ma non rinunciano ad attaccare. Il solito Terlizzi, protagonista su tutti i fronti, stavolta si fa trovare al posto giusto e salva il risultato rinviando di testa una punizione di Cossu. Al 76° Weiss dribbla Pisano e battendo Agazzi firma lo 0-2 a Is Arenas. All’82° Terlizzi intercetta di mano la conclusione di Nainggolan ed è rigore per il Cagliari. Il cileno Pinilla spiazza Perin e riapre la partita. I sardi attaccano, ma la difesa del Pescara resiste agli assalti e il risultato finale è 1-2.

Vanna Chessa

 


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Scritto da Vanna Chessa

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