Oltre 350 milioni di persone nel mondo convivono con una malattia reumatica, di cui circa 6,5 milioni in Italia
Oggi, per molti pazienti, la remissione rappresenta una possibilità concreta di riprendere in mano la propria vita
Nasce “The Museum of Fallen Things”, la campagna promossa da AbbVie per promuovere una nuova consapevolezza sulle possibilità di controllo della malattia e di qualità di vita nelle patologie reumatologiche
Roma, 1 ottobre 2026 – In vista della Giornata Mondiale delle Malattie Reumatiche del 12 ottobre, AbbVie lancia "The Museum of Fallen Things", una campagna di sensibilizzazione che nasce con l'obiettivo di aumentare la consapevolezza sui risultati oggi raggiungibili in termini di controllo della malattia, recupero della quotidianità e qualità di vita e invita chi convive con una patologia reumatica a non fermarsi ai limiti che questa impone. Con il patrocinio delle principali associazioni pazienti — ANMAR ODV (Associazione Nazionale Malati Reumatici), ALMAR (Associazione Laziale Malati Reumatici) e APMARR (Associazione Nazionale Persone con Malattie Reumatologiche e Rare) — e alla presenza di esperti, la campagna è stata presentata oggi con un evento che si è svolto alla Terrazza del Pincio a Roma, dalle 10.00 alle 18.00.
Cuore dell’iniziativa è “The Museum of Fallen Things”: una mostra che raccoglie oggetti quotidiani — un bollitore caduto, un telefono scivolato di mano, un barattolo rotto — e le storie di chi li ha vissuti, per trasformarli in testimonianze di qualcosa che, grazie alla remissione, può appartenere sempre più al passato.
Le malattie reumatiche sono patologie croniche di origine infiammatoria che interessano articolazioni, muscoli, ossa, tendini e legamenti, arrivando talvolta a coinvolgere anche altri organi. Se ne contano oltre 150 tipologie differenti, che colpiscono oltre 350 milioni di persone nel mondo e circa 6,5 milioni solo in Italia.1 Di queste, 734.000 devono convivere quotidianamente con forme croniche gravi come l’artrite reumatoide e le spondiloartropatie.2 Il peso di queste malattie può interferire anche con i gesti più semplici, a causa del dolore cronico e delle limitazioni motorie, spesso aggravati da diagnosi tardive, con un forte impatto sulla qualità della vita.
«Per chi convive con una patologia reumatica l’impatto sulla qualità di vita è molto profondo anche dal punto di vista psicologico e sociale, aspetti spesso sottovalutati. Il dolore e le limitazioni fisiche possono portare a rinunciare alla propria autonomia e a perdere il piacere delle attività quotidiane più semplici», commentano Sara Severoni, ANMAR e ALMAR e Antonella Celano, APMARR, in rappresentanza delle associazioni pazienti. «La remissione di malattia è un messaggio di speranza: riaccende sogni e passioni, restituendo alle persone la fiducia in un futuro migliore e l'opportunità di vivere la propria vita con serenità ed entusiasmo, senza il costante pensiero del dolore».
Grazie alle innovazioni terapeutiche più recenti, oggi raggiungere la remissione — la fase in cui i segni e i sintomi di una malattia si attenuano o scompaiono — non è più soltanto un obiettivo clinico, ma una reale opportunità che consente ai pazienti di recuperare autonomia di movimento e di riappropriarsi quotidianamente della propria vita.
Nel corso della giornata si sono svolti diversi incontri tra medici e pazienti. Nello specifico, hanno partecipato gli esperti reumatologi (Prof.ssa Maria Sole Chimenti, Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, la Prof.ssa Paola Conigliaro, Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, il Prof. Luca Navarini, Università Campus Bio-Medico di Roma e la Prof.ssa Francesca Romana Spinelli, Sapienza Università di Roma) i quali hanno evidenziato che «Oggi, grazie alla ricerca, si è giunti a una maggiore comprensione dei fenomeni patogenetici alla base di queste malattie. Questo ha permesso di sviluppare farmaci con meccanismi d’azione innovativi, che rendono la remissione un obiettivo concreto e accessibile per un numero sempre più ampio di pazienti che non dovranno più arrendersi a un'invalidità progressiva. Bisogna considerare, però, che l'efficacia di queste innovazioni è strettamente legata alla tempestività dell'intervento. Per questo è fondamentale promuovere una diagnosi precoce e incoraggiare un dialogo aperto con il reumatologo».
Oltre al percorso espositivo, la giornata ha previsto talk con esperti e un workshop creativo, durante il quale i partecipanti hanno potuto decorare delle tote bag, lasciando il loro segno sulla stoffa con colori e parole. Le creazioni, che ognuno ha portato con sé al termine dell’esperienza, sono diventate un ricordo concreto dell’iniziativa e un modo per continuare a diffonderne il messaggio.
«Negli ultimi anni la reumatologia ha vissuto un cambiamento profondo: la ricerca ha ampliato le conoscenze sui processi infiammatori alla base di queste malattie e ha reso possibile porsi obiettivi terapeutici sempre più ambiziosi. Oggi la remissione è un obiettivo che medico e paziente possono definire insieme fin dall’inizio del percorso di cura», dichiara Caterina Golotta, Direttore Medico di AbbVie Italia. «Perché questo accada è fondamentale che il paziente sia informato e partecipe: sapere che la remissione è possibile e parlarne apertamente con il reumatologo significa costruire insieme un percorso di cura più consapevole ed efficace».
«Il nostro impegno quotidiano in AbbVie è rivolto alla ricerca e allo sviluppo di soluzioni terapeutiche innovative in grado di migliorare concretamente la vita di chi affronta una malattia reumatica, affinché nessun paziente debba rassegnarsi a convivere con il dolore», afferma Irma Cordella, Corporate Affairs Director di AbbVie. «Con “The Museum of Fallen Things” vogliamo accrescere la sensibilità e la consapevolezza su queste patologie e stimolare un dialogo aperto ed efficace tra medici e pazienti per tracciare insieme il percorso verso la remissione».
AbbVie in Immunologia
AbbVie è impegnata a ridefinire lo standard di cura per i pazienti che convivono con patologie immuno-mediate, con l'obiettivo di aiutarle a vivere una vita libera dai limiti imposti dalla malattia. Da oltre 20 anni, AbbVie guida e contribuisce a plasmare il campo dell'immunologia attraverso una ricerca scientifica all'avanguardia. Basandosi su una profonda competenza in gastroenterologia, reumatologia e dermatologia, e in altre aree con alti bisogni clinici tuttora insoddisfatti, continuiamo a investire in una pipeline ampia e differenziata, che spazia tra modalità innovative, nuovi meccanismi d'azione e approcci di nuova generazione progettati per contrastare la complessa biologia alla base delle malattie immuno-mediate.
Oggi, oltre 1 milione di pazienti nel mondo sono trattati con i farmaci immunologici di AbbVie, approvati in più di 175 Paesi per 19 malattie immunomediate che colpiscono le popolazioni adulte e pediatriche. Nel nostro impegno a rafforzare la nostra eredità e a guidare la prossima ondata di innovazione, restiamo concentrati sul fornire progressi significativi per i pazienti e sull'ampliare l'accesso ai nostri farmaci. Per maggiori informazioni, visitare www.abbvie.com/immunology.
Vuoi restare sempre aggiornato con le notizie più importanti?
Iscriviti ai nostri canali ufficiali:
Riceverai in tempo reale tutti gli aggiornamenti direttamente sul tuo smartphone.