ATENE, 4 NOVEMBRE 2011 – Lo annuncia il primo ministro George Papandreou. Il disperato tentativo di risollevare il paese dalla crisi finanziaria fallisce. «L’appartenenza della Grecia all’euro – ha detto il ministro dell’Economia Evangelos Venizelos, insieme al premier al rientro dal G20 in Francia - è una conquista storica del popolo greco e non può dipendere da un referendum». [MORE]
Salvare la presidenza del Consiglio e scongiurare nuove elezioni per il Pasok (Movimento Socialista Panellenico) attualmente, appaiono obiettivi sempre più ardui. Terzo della dinastia, Papandreou - nipote del liberaldemocratico Georgios, il figlio dello stimato socialista Andreas – oggi ha perso persino la fiducia di alcuni dei membri del suo stesso partito. Il centrodestra di Nèa Dìmokratìa si propone per un governo d’emergenza «che porti il paese ad elezioni anticipate e garantisca l’approvazione dell’accordo per il salvataggio raggiunto con i partner europei». Un incombente appuntamento alle urne, quindi, è tutt’altro che scongiurato.
Intanto, la protesta si manifesta in piazza, a casa davanti al televisore, ovunque ed è clima d’incertezza per il futuro.
Rosa Maria Curci
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