Bramante a Milano. Una mostra a cinquecento anni dalla scomparsa
Cultura e Spettacolo Lombardia

Bramante a Milano. Una mostra a cinquecento anni dalla scomparsa

giovedì 4 dicembre, 2014

MILANO, 4 DICEMBRE 2014 - Inaugura oggi presso la Pinacoteca di Brera la mostra "Bramante a Milano. Le arti in Lombardia 1477 – 1499". L’occasione è rappresentata dal cinquecentenario dalla scomparsa dell’artista marchigiano (1444 – 1514). [MORE]

Architetto, pittore, teorico dell’architettura Bramante ebbe la sua educazione artistica ad Urbino alla corte dei Montefeltro circondato dai lavori di artisti quali Francesco Laurana, Piero della Francesca, Paolo Uccello, etc.
La mostra, aperta fino al 22 Marzo 2015 (mar – dom 8.30 – 19.15, ingresso a pagamento), curata da Sandrina Bandera, Matteo Ceriana, Emanuela Daffra, Mauro Natale e Cristina Quattrini, con Maria Cristina Passoni e Francesca Rossi e col sostegno di Giorgio Armani, ricostruisce gli anni del soggiorno lombardo dell’artista; quelli dal 1477 al 1499. E l’influenza che la sua opera ha avuto sugli artisti del territorio.

I primi anni di attività sono ancora avvolti nel mistero. Anche la prima testimonianza attendibile della sua presenza come pittore nella decorazione affrescata del Palazzo del Podestà a Bergamo (1477) non aiuta a ricostruirne la cultura, per la qualità disomogenea e la natura irrimediabilmente frammentaria degli elementi superstiti, e quando nel 1481 è attestato per la prima volta a Milano, perché fornisce il disegno con architetture e figure che sarà inciso da Bernardo Prevedari (1481), Bramante è già un artista compiuto, capace di scardinare i parametri figurativi della tradizione locale.

Con straordinaria forza inventiva piega le regole della prospettiva e gli ordini dell’architettura classica in un linguaggio rigoroso, eloquente e coinvolgente, profondamente diverso dal classicismo erudito espresso da Andrea Mantegna nella vicina città di Mantova.
La tribuna della chiesa di Santa Maria delle Grazie a Milano, innestata su di una struttura preesistente, è l’esempio migliore della stupefacente capacità dell’artista di conciliare il linguaggio “moderno” con quello delle epoche precedenti. Una crescita espressiva che probabilmente poteva maturare solo in Lombardia, dove i modelli “classici” che Bramante ha guardato appartengono soprattutto ai secoli alti del medioevo
Il rinnovamento innescato da Bramante nel territorio lombardo, in un momento di straordinaria vitalità culturale della corte sforzesca riguarda non solo l’architettura ma anche, e forse in modo più esteso, l’insieme delle arti figurative. Ed è su queste che si incentra il percorso dell’esposizione.

"Bramante a Milano. Le arti in Lombardia 1477-1499" intende evocare in primo luogo le tappe essenziali per la formazione dell’artista, e indagare il seguito che la sua attività ebbe in modo particolare a Milano e in Lombardia tra gli esponenti delle diverse arti figurative.
Sarà allestita nelle sale della Pinacoteca di Brera, dove le varie sezioni dell’esposizione interagiranno, in un dialogo serrato, con le opere della collezione permanente, secondo il progetto di Corrado Anselmi. 

Il catalogo è edito da Skira. 

www.mostrabramantemilano.it

Marcello Onéri
 


Autore
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