Tante volte si sente dire che un calciatore a 35 anni è vecchio, da rottamare. “E’ stato una bandiera ora potrebbe ritirarsi”, il commento dei tifosi che avevano osannato il giocatore fino a qualche mese prima. Ormai il calcio è cambiato, tutto muscoli, tattica, preparazione atletica e velocità. E se l’entusiasmante ed epica semifinale mondiale Italia-Germania 4 a 3, viene vista come lenta e noiosa dai giovani, si capisce perché superati i 30 anni il declino per un atleta che da calci ad un pallone è iniziato. [MORE]
Allora giocare a 56 anni nella massima serie e risultare il migliore in campo è una barzelletta, una storiella da raccontare per far addormentare i piccoli amanti del calcio?
Non proprio, è successo in Bielorussia, dove all’età di 56 anni e con il numero 56 sulla maglietta Pudyshev, allenatore in seconda e giocatore della Dinamo Brest è entrato in campo contro il Bate Borisov, squadra avversaria della Juventus nella Champions League di due stagioni orsono. La partita l’ha persa Pudyshev, 2 a 0, ma è risultato il migliore in campo.
Un record sicuramente, visto che di esempi di longevità ce ne sono tanti, basta ricordare il camerunense Roger Milla, che dopo essere stato protagonista a Spagna '82, visse contro ogni aspettativa la sua stagione migliore a Italia '90, quando di anni ne aveva 38, per poi ripetersi a Usa '94, quando mise a segno una rete a 42 anni.
O il nostro Paolo Maldini, che ha chiuso la carriera a 41 anni da assoluto protagonista e probabilmente poteva giocare ad alti livelli per ancora qualche anno.
Vedere un calciatore ben figurare a 56 anni è da non crederci, chissà qual è il segreto: genetica, costanza negli allenamenti o il freddo siberiano che fa invecchiare più lentamente?
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