Calcio e sostenibilità economica Bedin indica la strada per il futuro dei club
Calcio e sostenibilità economica Bedin indica la strada per il futuro dei club
Il presidente della Lega Serie B richiama le società alla responsabilità finanziaria investire con equilibrio è indispensabile per tutelare il valore sportivo e garantire continuità al sistema
Bedin al workshop dedicato al futuro economico del calcio
Il futuro del calcio professionistico dipenderà sempre di più dalla capacità delle società di coniugare risultati sportivi, programmazione e stabilità finanziaria. È il messaggio lanciato da Paolo Bedin, presidente della Lega Serie B, durante la tavola rotonda dal titolo “Disequilibrio sostenibile Il calcio tra passione popolare pressione mediatica e deficit economico finanziario”.
L’incontro si è svolto allo Sheraton San Siro di Milano, nell’ambito delle iniziative promosse da Calciomercato, Adise e Master Group. Al centro del confronto sono finite le difficoltà economiche che interessano numerosi club e la necessità di individuare nuovi modelli gestionali capaci di proteggere l’intero movimento.
Secondo Bedin, il principio è chiaro: senza sostenibilità economica il sistema calcio rischia di perdere stabilità, credibilità e capacità di programmare il futuro.
La sostenibilità non è un limite alle ambizioni sportive
Nel suo intervento, il presidente della Lega B ha evidenziato come la responsabilità finanziaria non possa più essere considerata una scelta facoltativa. Per una società sportiva rappresenta ormai una condizione essenziale per continuare a operare, rispettare gli impegni e costruire risultati duraturi.
La sostenibilità nel calcio non deve quindi essere interpretata come un ostacolo alla competitività. Al contrario, può trasformarsi in uno strumento strategico attraverso il quale organizzare meglio le risorse disponibili e ridurre il rischio di crisi improvvise.
Una gestione equilibrata consente ai club di rispettare con regolarità gli obblighi civilistici e sportivi, pagare stipendi e fornitori, programmare le attività e affrontare le scadenze senza compromettere la continuità aziendale.
L’obiettivo non è semplicemente spendere meno, ma investire in maniera più consapevole, evitando che la ricerca immediata del risultato sportivo produca squilibri difficili da sostenere nel medio e lungo periodo.
Conti in ordine per investire nella crescita dei club
Una società finanziariamente solida dispone di maggiori possibilità per pianificare il proprio sviluppo. Le risorse possono essere destinate non soltanto alla costruzione della squadra, ma anche al rafforzamento della struttura organizzativa, alla formazione del personale e alla crescita del settore giovanile.
Un modello sostenibile permette inoltre di investire negli impianti sportivi, nei centri di allenamento, nelle tecnologie e nelle iniziative rivolte ai tifosi. Si tratta di elementi fondamentali per aumentare il valore complessivo di un club e renderlo meno dipendente dai risultati ottenuti in una singola stagione.
La stabilità finanziaria accresce anche l’affidabilità della società agli occhi di sponsor, partner commerciali e potenziali investitori. Un club con una gestione trasparente e una programmazione credibile viene percepito come un soggetto più sicuro con il quale avviare collaborazioni a lungo termine.
Il libro Fuorigioco finanziario presentato a Milano
La tavola rotonda è stata anche l’occasione per presentare Fuorigioco finanziario, il volume scritto da Paolo Bedin insieme all’economista Jacopo Carmassi e al revisore dei conti Vincenzo Loi.
La prefazione è firmata da Umberto Lago, docente di management e tra gli ideatori del sistema di Fair Play Finanziario UEFA. Il libro propone un’analisi delle regole economiche che governano il calcio europeo e approfondisce le strategie necessarie per rendere più solide le società.
Il volume si rivolge agli addetti ai lavori, ai dirigenti e agli appassionati interessati a comprendere ciò che avviene dietro i risultati del campo. Il punto centrale è che, nel calcio contemporaneo, il successo sportivo non può essere separato dalla qualità della gestione societaria.
Il confronto con Bundesliga e LaLiga
L’incontro, moderato dal vicepresidente dell’Adise Rocco Galasso, ha ospitato anche l’intervento di Jacopo Carmassi, che ha messo a confronto i sistemi adottati dai principali campionati europei.
Non esiste un modello perfetto da replicare integralmente. È però possibile studiare le misure che hanno prodotto i risultati migliori nei diversi Paesi e costruire un insieme di soluzioni adatto alle caratteristiche del calcio italiano.
In questo scenario, Bundesliga e LaLiga rappresentano due riferimenti importanti per le politiche di controllo economico, per la regolamentazione dei club e per la capacità di programmare lo sviluppo delle competizioni.
Il confronto con le altre leghe può aiutare il sistema italiano a individuare regole più efficaci, salvaguardando allo stesso tempo la competitività delle squadre e l’identità dei campionati.
Prevenire le crisi prima che diventino irreversibili
Vincenzo Loi ha approfondito l’applicazione al calcio del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza. La prevenzione assume un ruolo decisivo, perché riconoscere tempestivamente i segnali di difficoltà permette di intervenire prima che lo squilibrio finanziario diventi irreversibile.
Monitorare indebitamento, liquidità, costi e capacità di rispettare le scadenze può contribuire a proteggere le società ancora sane. L’obiettivo non è soltanto sanzionare chi non rispetta le regole, ma creare strumenti capaci di anticipare i problemi e favorire percorsi di risanamento credibili.
Il valore sociale e territoriale delle società di calcio
Francesco Maria Spanò di Luiss University Press, editore del volume, ha richiamato infine l’attenzione sulla funzione sociale svolta dalle società sportive.
Una squadra di calcio non è una semplice azienda. Rappresenta una comunità, coinvolge migliaia di tifosi e produce effetti economici, culturali e occupazionali sul territorio. La crisi o la scomparsa di un club può quindi provocare conseguenze che vanno ben oltre il risultato sportivo.
Proteggere la sostenibilità delle società significa anche tutelare la loro storia, i lavoratori, i vivai e il legame con le città. La sfida del futuro sarà trovare un equilibrio concreto tra passione popolare, ambizione agonistica e responsabilità economica.
Una nuova cultura gestionale per il calcio italiano
Dal workshop di Milano emerge la necessità di un cambiamento culturale. Proprietà e dirigenti saranno chiamati a valutare ogni investimento tenendo conto non soltanto degli obiettivi immediati, ma anche degli effetti sulla stabilità futura del club.
Una squadra competitiva costruita su basi economiche fragili rischia di ottenere risultati temporanei. Una società organizzata, trasparente e sostenibile può invece attraversare con maggiore sicurezza le difficoltà e creare valore nel tempo.
Il percorso indicato da Bedin punta dunque a un calcio italiano più responsabile, nel quale la solidità dei bilanci diventi parte integrante del progetto sportivo.
Consigli per affrontare il caldo e proteggere le persone più fragili
Durante le giornate caratterizzate da temperature elevate, anziani, bambini, neonati, donne in gravidanza e persone fragili devono ricevere particolare attenzione. È importante bere acqua regolarmente, anche in assenza dello stimolo della sete, ed evitare alcolici, pasti molto pesanti e bevande eccessivamente zuccherate.
Le persone anziane e chi soffre di patologie croniche dovrebbero limitare le uscite nelle ore più calde, generalmente tra le 11 e le 18, mantenere gli ambienti freschi e seguire le indicazioni del proprio medico senza modificare autonomamente le terapie.
Per bambini e neonati è necessario offrire frequentemente liquidi o poppate, utilizzare abiti leggeri e traspiranti e non esporli direttamente al sole. I neonati e i bambini non devono mai essere lasciati soli in automobile, nemmeno per pochi minuti.
Le donne in gravidanza dovrebbero mantenersi ben idratate, evitare sforzi nelle ore centrali della giornata e rivolgersi al medico in presenza di malessere, gonfiore insolito, capogiri o forte debolezza.
Confusione, nausea, mal di testa intenso, pelle molto calda, perdita di coscienza e temperatura corporea elevata possono indicare un possibile colpo di calore. In presenza di questi sintomi è necessario chiamare tempestivamente il 112 e portare la persona in un luogo fresco mentre si attendono i soccorsi. ( Fonte Lega B )
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