Caro carburanti il gasolio torna a salire e - Europa prepara nuove misure contro i rincari
La fine dello sconto sulle accise aumenta il costo del pieno mentre Bruxelles punta su acquisti congiunti e sicurezza delle forniture
Il caro carburanti torna a pesare su automobilisti e imprese. Dal 6 ottobre, con la fine dell’agevolazione fiscale e in assenza di un nuovo intervento sulle accise mobili, il gasolio registra un aumento di circa sei centesimi al litro.
Il rincaro interessa anche il tetto temporaneo applicato da Eni: il limite sul diesel passa da 2,19 a 2,25 euro al litro, perché il precedente prezzo comprendeva il beneficio fiscale. Il meccanismo commerciale resta quindi attivo, ma non compensa il ritorno della tassazione ordinaria. rainews.it
Perché il pieno costa di più anche con il tetto al prezzo
Il prezzo del gasolio dipende da diverse componenti: costo del prodotto, distribuzione, margini commerciali e imposte. Un limite applicato da una compagnia può contenere il prezzo nelle condizioni previste dall’iniziativa, ma non garantisce automaticamente l’assorbimento di un aumento fiscale.
Per un rifornimento da 50 litri, sei centesimi in più significano circa tre euro aggiuntivi. L’effetto diventa più consistente per chi percorre molti chilometri e per le attività che utilizzano quotidianamente mezzi diesel, dall’autotrasporto all’agricoltura.
Occorre inoltre distinguere il tetto di una singola compagnia da un limite nazionale: non rappresenta un prezzo massimo valido per tutte le stazioni di servizio.
Bruxelles rilancia gli acquisti congiunti di energia
La pressione sui carburanti si inserisce in una più ampia crisi energetica europea. Nel suo intervento del 6 ottobre al Parlamento europeo, Ursula von der Leyen ha indicato in circa 100 miliardi di euro il costo aggiuntivo delle importazioni di combustibili fossili sostenuto dall’Europa dall’inizio della guerra in Iran.
La Commissione intende avviare una nuova task force per aggregare la domanda di energia, riprendendo l’esperienza del coordinamento europeo sugli approvvigionamenti di gas. ansa.it
L’obiettivo è riunire le esigenze degli acquirenti europei per rafforzarne il potere negoziale e migliorare la sicurezza delle forniture. Si tratta però di uno strumento da organizzare: l’annuncio non comporta una riduzione immediata dei prezzi alla pompa.
Aiuti mirati e maggiore flessibilità sulle regole del metano
Per contrastare il caro energia, Bruxelles orienta i sostegni verso famiglie e attività maggiormente esposte. La Commissione considera gli interventi generalizzati più onerosi per i bilanci pubblici e potenzialmente capaci di alimentare ulteriormente la domanda.
Von der Leyen ha inoltre annunciato un anno aggiuntivo di flessibilità per gli esportatori interessati dalle nuove regole europee sul metano. L’intenzione è alleggerire le difficoltà di adeguamento dei fornitori in una fase di tensione energetica. Il passaggio richiede comunque attuazione e non va interpretato come una cancellazione complessiva degli obblighi ambientali. reuters.com
Le raffinerie diventano centrali per la sicurezza energetica
Un altro punto del piano riguarda il confronto con le raffinerie europee, necessario per affrontare costi industriali e disponibilità dei prodotti.
La distinzione tra petrolio e carburanti è fondamentale: disporre di greggio non basta se mancano capacità e condizioni adeguate per trasformarlo in diesel, benzina e altri combustibili. La progressiva riduzione della capacità di raffinazione rende quindi più difficile assorbire eventuali interruzioni degli approvvigionamenti.
Anche il rilascio di 100 milioni di barili di greggio e diesel, annunciato dal G7, richiede dettagli operativi su quantità, prodotti e Paesi coinvolti prima di poterne valutare pienamente gli effetti sul mercato. reuters.com
Le richieste italiane sul costo dell energia
Il governo italiano punta a portare nel confronto europeo la competitività delle imprese, l’impatto dell’energia sulle bollette e i margini di intervento dei bilanci nazionali.
Tra i temi indicati figurano il sistema ETS, attraverso cui vengono scambiate le quote di emissione, e una possibile tassazione degli extraprofitti energetici. Sono dossier distinti dal ripristino dello sconto sul gasolio e non equivalgono a misure già operative per ridurre il costo del pieno.
Per famiglie e imprese, il nodo resta il tempo necessario affinché le decisioni producano risultati. Gli interventi fiscali possono incidere direttamente sul prezzo finale; acquisti congiunti, scorte e raffinerie agiscono invece sulla disponibilità e sul costo dell’energia, con effetti che dipendono dall’attuazione e dall’andamento dei mercati.
Vuoi restare sempre aggiornato con le notizie più importanti?
Iscriviti ai nostri canali ufficiali:
Riceverai in tempo reale tutti gli aggiornamenti direttamente sul tuo smartphone.