Caro carburanti in Calabria proteste a Lamezia e autotrasporto verso il fermo del 16 ottobre
Trattori nella zona dell’aeroporto e consegne a rischio mentre le imprese chiedono risposte sui costi del settore
Il caro carburanti in Calabria continua ad alimentare la mobilitazione di agricoltori e autotrasportatori. A Lamezia Terme, il presidio dei trattori nella zona dell’aeroporto sta causando difficoltà alla circolazione. Sul fronte del trasporto merci, Fedralog conferma il fermo annunciato per il 16 ottobre, mentre resta aperto il confronto con la Regione.
Due proteste distinte, unite dalla preoccupazione per i costi necessari a mantenere operative le imprese. Il prezzo del carburante pesa sulle attività agricole e sulla movimentazione dei prodotti, con conseguenze che possono estendersi lungo tutta la filiera produttiva e distributiva.
Presidio degli agricoltori a Lamezia e disagi nella zona dell’aeroporto
La protesta degli agricoltori calabresi, iniziata in mattinata, prosegue lungo la grande rotatoria che conduce all’aeroporto di Lamezia Terme. I manifestanti occupano la zona con i trattori, rallentando il traffico in uno dei punti di accesso allo scalo.
Le difficoltà interessano anche gli automobilisti provenienti dalla Statale 18 e dalla direttrice dei Due Mari. La Polizia controlla l’ingresso verso l’aeroporto, con la presenza di personale Anas impegnato nella gestione della viabilità.
Secondo quanto riferito, vengono aperti temporaneamente alcuni passaggi per consentire il transito a chi deve raggiungere lo scalo, prima di richiudere i varchi. La circolazione resta quindi condizionata dall’andamento del presidio.
Al centro della mobilitazione c’è l’aumento dei costi del carburante, che per gli agricoltori incide sia sull’impiego dei mezzi di lavoro sia sul trasporto della produzione.
Fedralog conferma il fermo dell’autotrasporto del 16 ottobre
Intanto, Fedralog ribadisce la decisione di fermare il servizio di autotrasporto in Calabria il 16 ottobre. È stata convocata un’assemblea regionale dell’associazione per formalizzare la mobilitazione.
La conferma arriva dopo il confronto alla Cittadella regionale di Catanzaro tra l’assessore Antonio Montuoro e una delegazione della categoria. Il tavolo è seguito alla protesta di lunedì, quando circa cento automezzi hanno raggiunto la sede della Regione per richiamare l’attenzione sulle difficoltà delle imprese.
L’incontro ha aperto uno spazio di dialogo, ma non ha portato al ritiro del fermo annunciato.
Costi e liquidità mettono in difficoltà le imprese
Il consigliere regionale di Fedralog Girolamo Giovinazzo ha espresso apprezzamento per l’interlocuzione con l’assessore e con il presidente della Regione, sottolineando però che la situazione economica del settore richiede risposte concrete.
La disponibilità di una consulta come tavolo tecnico viene considerata un primo risultato. Per l’associazione, tuttavia, questo strumento non offre ancora una soluzione immediata alle difficoltà dell’autotrasporto merci per conto terzi.
Il problema riguarda anche la liquidità delle aziende: secondo Giovinazzo, in diversi casi mancano le risorse necessarie a sostenere le spese e garantire la circolazione dei mezzi. Una pressione economica che spiega la scelta di mantenere la protesta nonostante l’avvio del confronto istituzionale.
Possibili ripercussioni sulle consegne e sugli approvvigionamenti
Nelle intenzioni illustrate da Fedralog, il fermo prevede l’arresto dei mezzi aderenti alla mobilitazione, con possibili conseguenze sulle consegne delle merci trasportate su gomma.
L’associazione avverte che lo stop potrebbe ripercuotersi anche sugli approvvigionamenti dei supermercati, compresi i prodotti alimentari. Si tratta di uno scenario prospettato dai rappresentanti della categoria: l’impatto effettivo dipenderà dall’adesione e dalle modalità della protesta.
Giovinazzo ha inoltre ipotizzato un possibile coinvolgimento della Sicilia e di altre regioni. Al momento, però, il fermo confermato riguarda la Calabria, mentre un’eventuale estensione resta da definire.
Una mobilitazione che coinvolge produzione e trasporto
Il presidio di Lamezia e il fermo annunciato dagli autotrasportatori mostrano come il caro carburanti incida su passaggi diversi della stessa filiera: dal lavoro nei campi alla consegna dei prodotti.
Per gli automobilisti, i disagi sono già visibili nella zona dell’aeroporto. Per le imprese e la distribuzione, l’attenzione si concentra invece sul 16 ottobre e sugli sviluppi del confronto con la Regione, chiamato a tradurre il dialogo avviato in risposte alle difficoltà segnalate dagli operatori.
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