Caso Gdf: il silenzio di Mendella costa "30mila al mese e gite con i calciatori"
NAPOLI, 12 GIUGNO 2014 - "Garantivamo al colonnello Mendella un tenore di vita altissimo" e così i fratelli Pizzicato, proprietari di diversi locali e attività commerciali i Napoli, avrebbero evitato i controlli della Guardia di Finanza. I fratelli raccontano ai pm il sistema da loro organizzato per corrompere il comandante della Gdf di Livorno, Mendella appunto, che è stato arrestato con l’accusa di concorso in concussione per induzione e rivelazione di segreto di ufficio. Dal racconto fatto dai Pizzicato sembra che al colonello non sarebbero bastati i 30 mila euro in contanti che riceveva mensilmente, e allora si faceva anche pagare le lussuose gite nei posti più in d’Italia.
Nell’inchiesta dei pm Vincenzo Piscitelli e Henry John Woodcock, delegata alla Digos, Mendella non è l’unico ad essere accusato. I magistrati sospettano un vero e proprio sistema di corruzioni nel quale sarebbero coinvolti altri ufficiali delle Fiamme Gialle. Gli inquirenti credono che una parte delle mazzette possano essere finite anche nelle mani di Vito Bardi, comandante in seconda della Guardia di Finanza, che è stato accusato di corruzione. Il generale Bardi era stato già indagato nel 2011 con l’accusa di favoreggiamento e rivelazione di segreto nell’ambito dell’inchiesta P4.
I dubbi per l’attuale inchiesta sono nati da ciò che Pizzicato, a partire dal 14 novembre scorso, ha raccontato. “Nel 2005 venni avvicinato da un mio collega Pietro Luigi De Riu e mi disse che sarebbe stato bene che per la mia attività incontrassi un suo amico, il maggiore Fabio Massimo Mendella, con il quale fu organizzata una cena presso uno dei locali che all’epoca gestivamo, “La Scalinatella” di Napoli... De Riu ci propose di trovare un accordo economico con Mendella, in misura proporzionale al volume d’affari della società. Mi fu detto che con 15 mila euro al mese avremmo potuto star tranquilli... Cominciai quindi a pagare, ma poi nel tempo i versamenti sono cresciuti a 20 mila e poi fino a 30 mila euro. Non abbiamo avuto mai alcun controllo generale o comunque mirato dalla Guardia di Finanza. Complessivamente avrò versato oltre l milione di euro. Questi versamenti sono stati tutti quanti effettuati a Napoli... in qualche circostanza io avevo messo i soldi contanti in una confezione di un cellulare richiedendo alle mie segretarie di consegnarli al dottor De Riu. L’ultimo dei pagamenti è avvenuto a settembre, ottobre del 2012. Il contante lo abbiamo ritirato in banca in Italia fino al 2011 più o meno, poi ho utilizzato somme che venivano prelevate dai conti presenti in Lituania e Bulgaria”.[MORE]
Alla luce di questo, è stato notificato un provvedimento di custodia cautelare anche per il commercialista di Afragola Pietro De Riu, che ha svolto il ruolo dell’intermediario tra l’ufficiale di Finanza e gli imprenditori napoletani.
Dopo il trasferimento a Roma di Mendella, lo stesso fece trasferire la sede delle Gotha spa, la società dei Pizzicato, nella capitale così da poter fare una “verifica pilotata”. Per questa verifica il colonnello pretese un surplus di “150 mila, perché a suo dire erano stati coinvolti, data la natura straordinaria dell’iniziativa, i generali che avevano autorizzato la stessa”.
Mendella quindi che all’inizio si era accordato per 15 mila euro, ha preteso poi sempre di più. Da 15 sono diventati 20 e poi 30 mila, e tutte le vacanze di lusso che si concedeva con gli amici erano offerte dai Fratelli Pizzicato. Ad esempio, nel 2007, l'ufficiale, la fidanzata e il commercialista Pietro Luigi De Riu trascorsero una settimana in un residence di Porto Rotondo a spese dei Pizzicato, che pagarono anche la cena tutte le sere. Dalle indagini è anche emerso che proprio nel periodo a cui risalgono le mazzette, Mendella ha acquistato diverse case a Roma, a mare e in montagna, per un ammontare di 900 mila euro.
Michela Franzone
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