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Cina svaluta ancora lo yuan, borse europee in caduta libera

Campania

SALERNO, 12 AGOSTO 2015 - Borse europee ancora in calo per l'inattesa decisione della Cina di svalutare lo yuan per dare nuovo slancio all'economia del paese. Inaspettatamente, dopo un primo taglio della valuta di ieri,  Banca centrale cinese ha tagliato il cambio contro il dollaro di oltre il 3,5%. 

Nella nota diffusa dall'agenzia di rating americana Standard & Poor's, si legge "La maggiore flessibilita' del tasso di cambio" decisa dalla PBoC potrebbe "evitare un aumento dei rischi al rating sovrano" del Paese.  "In linea di principio questo potrebbe permettere significative variazioni al tasso di cambio nel corso del tempo, ma la Banca centrale di Pechino ha per ora limitato le variazioni giornaliere a meno del 2%", spiega l'agenzia di rating. "La liberalizzazione dei mercati dei capitali" cinesi prosegue, continua S&P aggiungendo che "i recenti cambiamenti hanno permesso agli investitori esteri maggiore accesso ai mercati finanziari del Paese". E inoltre prosegue spiegando che "andare avanti con questo trend senza consentire una maggiore flessibilità del tasso di cambio dello yuan potrebbe limitare le politiche monetarie e aumentare i rischi alla stabilita' finanziaria" del Paese. Il nuovo metodo di definizione dei tassi di cambio avrà anche vantaggi per l'Istituto centrale cinese il quale "potrà meglio definire la politica" per mantenere i prezzi stabili "se non deve tenere il tasso di cambio in un range di oscillazione molto stretto".

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A farne le spese oltre ai titoli del lusso e delle società maggiormente esposte sul mercato cinese, anche il comparto delle materie prime e gli asset ritenuti più rischiosi. I mercati europei hanno aperto la seduta di stamani all'insegna delle vendite: Piazza Affari perde il 2,5%, Londra l'1,2%, Francoforte l'1,8% e Parigi l'1,6%. Ieri sera a Wall Street il Dow Jones ha perso l'1,21%, perdendo gran parte di quanto guadagnato lunedì. Dal canto suo il governo cinese ha spiegato l'importanza di questa manovra per didare vigore all'economia del paese. Infatti, l'industria manifatturiera mostra segnali di rallentamento +6% a luglio, come pure l'export e le vendite al dettaglio cresciute "solo" del 10,5%. Una tesi questa condivisa anche dal Fondo monetario internazionale, giudicando la svalutazione dello yuan come un primo passo per allinearsi agli altri mercati mondiali.

 

(foto:linkiesta.it)

Filomena I. Gaudioso