Cerca

Corigliano Rossano, Flavio Stasi ai domiciliari per un presunto patto elettorale

Redazione
Condividi:
Corigliano Rossano, Flavio Stasi ai domiciliari per un presunto patto elettorale
Notizia in evidenza
Occhio alla notizia
Tempo di lettura: ~3 min

Rimani sempre aggiornato!

Unisciti al nostro canale Telegram per ricevere notizie in tempo reale, esclusive ed aggiornamenti direttamente sul tuo smartphone.

La Dda di Catanzaro ipotizza uno scambio tra sostegno alle comunali del 2024 e promesse di lavoro. Al centro degli accertamenti i dialoghi tra Annibale Matalone e Vincenzo Curia

Il sindaco di Corigliano Rossano, Flavio Stasi, è stato posto agli arresti domiciliari nell’ambito dell’operazione condotta nella mattinata del 28 ottobre dai carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Cosenza. La misura cautelare è stata disposta su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro.

Al centro di questo filone investigativo c’è un presunto accordo legato alle elezioni comunali del 2024. Secondo l’accusa, il sostegno elettorale sarebbe stato offerto in cambio della promessa di assunzioni nel Comune o in enti collegati.

Il presunto accordo e il ruolo degli indagati

Nella ricostruzione degli inquirenti, Annibale Matalone, destinatario della custodia cautelare in carcere e ritenuto legato alle cosche di Rossano, si sarebbe impegnato a raccogliere consensi per Stasi. La contropartita ipotizzata sarebbe stata un’occupazione per sé e per alcuni familiari.

A svolgere il ruolo di intermediario sarebbe stato Vincenzo Curia, sottoposto agli arresti domiciliari. Le accuse si fondano soprattutto sulle conversazioni intercettate tra Curia e Matalone, interpretate dagli investigatori come elementi di un possibile scambio tra appoggio elettorale e opportunità lavorative.

Il punto da distinguere è quello tra la presunta promessa e la sua eventuale realizzazione: nella ricostruzione riportata non viene descritto un inserimento lavorativo effettivamente avvenuto.

La conversazione del 6 maggio e la richiesta di un impiego

Uno dei passaggi centrali dell’ordinanza riguarda un dialogo del 6 maggio 2024. Secondo quanto ricostruito dal giudice per le indagini preliminari, Curia avrebbe riferito a Matalone l’interesse di Stasi a contattarlo in vista delle elezioni.

Matalone avrebbe subordinato la propria disponibilità a procurare voti alla garanzia di un lavoro presso l’ente comunale, indicando in particolare un impiego al cimitero.

Nei colloqui emergono anche versioni differenti sulla conoscenza tra Matalone e il sindaco. Curia avrebbe riferito che Stasi conosceva Matalone da tempo come sostenitore e disponeva del suo numero telefonico. Matalone, invece, avrebbe escluso una frequentazione diretta, richiamando rapporti amichevoli con una persona vicina al primo cittadino.

Le immagini vicino al comitato elettorale

Un altro episodio esaminato dagli investigatori risale al 16 maggio 2024. Curia avrebbe invitato Matalone a raggiungerlo nei pressi del comitato elettorale di Stasi. Le telecamere avrebbero poi ripreso i due mentre conversavano sul lato opposto della strada.

Nelle immagini il sindaco si allontana rivolgendo un saluto alle persone presenti. Le riprese non documentano un incontro tra Stasi, Curia e Matalone, un dettaglio rilevante per comprendere la portata di questo elemento investigativo.

In una successiva conversazione intercettata, Matalone avrebbe affermato di sostenere il candidato e di aver raccolto per lui circa venti voti.

La valutazione del giudice e la presunzione di innocenza

Il Gip ha ritenuto che i colloqui intercettati e le immagini acquisite, valutati nel loro insieme, sostenessero la gravità indiziaria necessaria per l’adozione delle misure cautelari. Secondo la lettura del giudice, Curia avrebbe favorito i contatti e lo scambio di informazioni, mentre nelle conversazioni emergeva la preoccupazione per i rischi legati all’uso del telefono.

Si tratta di una valutazione formulata nella fase delle indagini, che non equivale a un accertamento definitivo delle responsabilità.

Nel rispetto dell’articolo 27 della Costituzione italiana e della normativa sulla presunzione di innocenza, tutti gli indagati devono essere considerati innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.

Presunzione di innocenza

Si ricorda che, ai sensi dell’articolo 27 della Costituzione italiana e della normativa vigente in materia di presunzione di innocenza, tutti gli indagati sono da considerarsi innocenti fino a sentenza definitiva di condanna.


Vuoi restare sempre aggiornato con le notizie più importanti?

Iscriviti ai nostri canali ufficiali:

Riceverai in tempo reale tutti gli aggiornamenti direttamente sul tuo smartphone.

Rimani sempre aggiornato!

Unisciti al nostro canale Telegram per ricevere notizie in tempo reale, esclusive ed aggiornamenti direttamente sul tuo smartphone.

Scritto da Redazione

Leggi altri articoli

Rimani sempre aggiornato!

Unisciti ai nostri canali Telegram e WhatsApp per ricevere notizie in tempo reale, esclusive ed aggiornamenti direttamente sul tuo smartphone.

Contenuto partner

Il metodo, verificato giorno per giorno

Negli ultimi 30 giorni i modelli statistici di Method Tipster sono stati confermati 7 volte su 15. Oggi sono analizzate 8 partite su 2 competizioni.

Vedi come funziona il metodo →