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Covid. Roberto Speranza "Ordinanza": ecco le regioni in zona gialla. Il dettaglio

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Covid. Roberto Speranza "Ordinanza": ecco le regioni in zona gialla. Il dettaglio
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ROMA, 29 GEN - L’indice di trasmissione del contagio è sceso a 0,84. È un risultato incoraggiante frutto dei comportamenti corretti delle persone e delle misure di Natale che hanno funzionato. Numerose regioni torneranno in zona gialla. Questa è una buona notizia, ma è fondamentale mantenere la massima attenzione. La sfida al virus è ancora molto complessa.

Con il passaggio della Sicilia e della Provincia autonoma di Bolzano alla zona arancione, in Italia, in base alle ordinanze che il ministro della Salute, Roberto Speranza, firmerà in giornata e che andranno in vigore a partire da domenica 31 gennaio, in Italia non ci sono zone rosse. Cinque le regioni, in arancione: Puglia, Sardegna, Sicilia, Umbria e la Provincia Autonoma di Bolzano; 15 regioni e la provincia autonoma di Trento sono in giallo.

Il dettaglio
Nessuna regione in zona rossa. Mentre molte regioni passano da arancione a giallo, comprese Lombardia e Lazio, di cui si è discusso in questi giorni. Con loro "guadagnano" un colore migliore anche Abruzzo, Calabria, Emilia Romagna, Fvg, Liguria, Marche e Piemonte. Secondo la nuova ripartizione che verrà ufficializzata con l'ordinanza:

zona gialla: Lombardia, Piemonte, Lazio, Veneto, Campania, Basilicata, Molise, Provincia autonoma di Trento, Toscana, Abruzzo, Calabria, Emilia-Romagna, Valle d'Aosta, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Marche;

zona arancione: Puglia, Sardegna, Sicilia, Umbria, Provincia Autonoma di Bolzano;

zona rossa: nessuna regione

Le indiscrezioni uscite nei giorni scorsi descrivevano una situazione completamente diversa nelle regioni a causa di un'interpretazione del Dpcm uscita proprio dal ministero della Salute secondo la quale non essendo trascorso il quattordicesimo giorno dall'entrata in vigore delle norme restrittive, di molte regioni (dieci) che aspiravano al giallo soltanto Calabria, Emilia-Romagna e Veneto sarebbero passati all'area con minori restrizioni. Ma una decisione non era stata ancora presa e intanto molti presidenti di Regione avevano minacciato ricorsi al Tar.

Alla fine il report #37 dell'Istituto Superiore di Sanità ha certificato il passaggio o la permanenza di tutti gli enti locali in aree di relativa sicurezza (nessuna regione si trovava a rischio alto) e allo Speranza ha deciso di anticipare i contenuti dell'ordinanza. In Italia si registra "un decremento del tasso di incidenza dei casi, anche se è una decrescita lenta, tranne che a Bolzano. Vediamo un leggero aumento dei casi asintomatici o paucisintomatici e questo tiene conto del fatto che l'uso più ampio dei test antigenici consente di individuare asintomatici. L'Rt è in calo, e questo è sicuramente positivo", ha spiegato il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, al punto stampa sull'analisi dei dati della Cabina di Regia. Anche per la mortalita', ha sottolineato, "c'è una decrescita, abbastanza lenta".

Conferenza stampa del 29 gennaio sull’analisi dei dati del Monitoraggio Regionale COVID-19



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