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Fondazione Progetto Mirasole compie 10 anni: apre il Caffè Letterario dell’Abbazia di Mirasole

Redazione
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Fondazione Progetto Mirasole compie 10 anni:  apre il Caffè Letterario dell’Abbazia di Mirasole
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Riportare l’Abbazia di Mirasole al centro della vita della comunità, trasformando la conservazione del patrimonio in un’occasione di incontro, inclusione e nuove opportunità. Era questo l’obiettivo di valorizzazione promosso dalla Fondazione Patrimonio Ca’ Granda nel 2016 quando, dopo 8 secoli di alterne vicende e periodi di abbandono, ha assegnato con un bando pubblico il prezioso bene in concessione a Fondazione Progetto Mirasole Impresa Sociale e Fondazione Progetto Arca danno avvio al progetto di gestione e valorizzazione che riporta l’Abbazia di Mirasole a essere un luogo vivo, aperto e accessibile, dove la tutela di un patrimonio storico di straordinario valore si intreccia con cultura, accoglienza sociale e inserimento lavorativo.

Dopo 10 anni questo impegno prosegue con l’apertura del Caffè Letterario dell’Abbazia di Mirasole inaugurato oggi alla presenza di Luca Capelli, presidente di Fondazione Progetto Mirasole; Alberto Sinigallia, presidente di Fondazione Progetto Arca; Marco Alparone, vicepresidente e assessore al Bilancio e Finanza Regione Lombardia; Pino Pozzoli, vicesindaco del Comune di Opera; Achille Lanzarini, direttore generale della Fondazione Patrimonio Ca’ Granda e Maria Antonella Costantino, direttrice della UONPIA della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano.

La giornata di oggi segna un nuovo passo nella restituzione degli spazi alla comunità, ma la rinascita dell’Abbazia di Mirasole parte da molto più lontano: dal 1797 l’Abbazia fa parte del patrimonio della Ca’ Granda, l’antico Ospedale Maggiore di Milano, oggi Policlinico di Milano, a cui nei secoli papi, nobili, imprenditori e cittadini hanno donato migliaia di ettari di terreni agricoli, cascine, chiese e altri beni. Un patrimonio di circa 8.400 ettari che per secoli ha contribuito concretamente alla cura dei malati e all’assistenza dei più fragili, fornendo risorse per finanziare l’ospedale, alimentare i pazienti e sostenere la vita delle sue strutture. È la Fondazione Patrimonio Ca’ Granda oggi a custodire e valorizzare questo antico patrimonio con la missione di sostenere il Policlinico, secondo il proprio motto un tempo inciso sull’orologio dell’ospedale “Abbiate cura di ciò che vi è stato donato”.

 

“Quando 10 anni fa siamo entrati in Abbazia la nostra missione era chiara: ridare vita a questo luogo recuperandone gli spazi, aprirlo alla comunità e alla comunità riconsegnarlo” racconta Luca Capelli, presidente di Fondazione Progetto Mirasole. “Da allora abbiamo fatto un passo alla volta e ogni tappa porta il nome di chi ci ha creduto con noi: la rigenerazione di un luogo come questo non è mai il gesto di uno solo, è il risultato di una fiducia che si costruisce nel tempo e che si moltiplica. L’inaugurazione di questo nuovo spazio del Caffè Letterario è per noi un’occasione per fare il punto sul passato e guardare al futuro”.

 

Il Caffè Letterario è un luogo dedicato alla lettura, all’incontro e alla convivialità che apre al pubblico proponendo un gesto semplice dal forte valore simbolico: un bookcrossing aperto a tutti. Chiunque può partecipare portando un libro che ha amato da lasciare sugli scaffali, perché possa trovare un nuovo lettore e continuare il suo viaggio e, viceversa, tornare a casa con un libro per sé. Il programma di eventi e iniziative del Caffè Letterario include: letture di romanzi, competizioni di poesia e presentazioni di libri con gli autori; serate musicali con band e orchestre, laboratori e festival teatrali a cura di Opera Liquida anche grazie al coinvolgimento di alcune persone detenute per la realizzazione degli spettacoli in qualità di attori, scenografi, costumisti, tecnici di assistenza. Infine, ospiterà degustazioni, eventi legati al mondo della cucina e iniziative ludico-culturali per famiglie. L’accesso è libero e gratuito e non richiede prenotazione.

Il Caffè Letterario è realizzato grazie al progetto “Battiti di Abbazia” di Fondazione Cariplo e sostenuto anche da Fondazione Nazionale Comunicazioni, Art Bonus, Fondi PNRR/NextGenerationEU.

Inaugurata anche la Casa delle Associazioni, uno spazio stabile dedicato alle realtà del Terzo Settore che negli anni hanno abitato e animato l’Abbazia di Mirasole, un ambiente accogliente in cui lavorare, incontrarsi, condividere idee e costruire nuovi progetti.

 

Si parte subito con il programma del Caffè Letterario dal 25 al 27 settembre con tre giorni di appuntamenti a ingresso libero tra teatro, musica, storia, arte e astronomia. Trasformata in un vero e proprio palcoscenico a cielo aperto grazie a Opera Liquida - la compagnia teatrale della Casa di Reclusione Milano Opera -, la corte ospita oggi, venerdì 25 settembre, alle 20.30, Selvatico Ancestrale, per la prima volta fuori dalle mura del carcere. Lo spettacolo racconta del rapporto tra uomo e natura, la cura e la devastazione, accanto al tema della trasformazione.

Sabato 26 settembre alle 20.30, PEM Habitat Teatrali porta in scena Giovinette - le calciatrici che sfidarono il Duce che parla di donne, sport e resistenza. A seguire, la presentazione del libro “La nazionale senza casa. Calcio, sogni e resistenza in Palestina” con l’autrice Giulia Bassi e Monica Nacchi, realizzato con il sostegno del Nazra Palestine Short Film Festival.

Il programma include una rievocazione medievale dell’Associazione Duecentesca, la musica dei Sound 51 e il reading teatrale La Costituzione siamo noi. Appuntamento con la storia e l’arte, grazie alla mostra Humilis Lana di Luisa Carminati, dedicata alla vicenda degli Umiliati e alla tradizione della lavorazione della lana a Mirasole, accompagnata da un laboratorio di maglia e uncinetto. Spazio alla divulgazione scientifica con le osservazioni astronomiche curate da AstroMirasole.

 

I lavori di ristrutturazione realizzati finora per migliorare l’Abbazia proseguono con la creazione di quello che può essere definito il “Borgo Mirasole”, grazie a un finanziamento di 7 milioni di euro frutto della sinergia tra Ministero della Cultura, Regione Lombardia e Comune di Opera. L’obiettivo è restituire all’Abbazia di Mirasole una nuova centralità, valorizzandone il patrimonio storico e architettonico e rendendo l’intera area più accessibile e funzionale grazie a nuova organizzazione della viabilità e della sosta, nel rispetto del contesto del Parco Agricolo Sud Milano.

Dei 7 milioni di euro, 2 sono destinati dal Ministero della Cultura per la riqualificazione dell’Abbazia e interventi di rifunzionalizzazione della viabilità di accesso, grazie anche all’impegno del Comune di Opera che ha stanziato altri 1,4 milioni di euro in opere pubbliche (nuova pista ciclabile e allargamento della strada consortile). Il contributo di Regione Lombardia di 3,5 milioni di euro è destinato al recupero dell’ex Ristorante Mirasole che ospiterà una nuova comunità terapeutica UONPIA, in sinergia con la Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico.

 

In questo contesto, Fondazione Progetto Mirasole, in quanto impresa sociale, conferma il proprio obiettivo di promuovere inclusione sociale e lavorativa, in particolare a favore di persone in condizioni di fragilità attraverso attività formative, produttive, culturali, di ristorazione e accoglienza, creando opportunità di lavoro e accompagnando le persone in percorsi di autonomia. Nel 2025 sono 97 i lavoratori di Progetto Mirasole, di cui 71% in condizioni di fragilità (rifugiati, ex detenuti, disoccupati).

Tra loro c’è Paolo, persona detenuta assunta come lavoratore all’interno dell’Abbazia, che racconta la sua esperienza: “Se dovessi descrivermi direi che sono un ragazzo di buona famiglia che, a un certo punto, si è perso. Quando ho lasciato la scuola, ho intrapreso una strada che mi ha portato velocemente al carcere. Ero giovane ma ho capito subito che l’unica possibilità che avevo era ricominciare a studiare, così mi ci sono dedicato da autodidatta prima e frequentando i corsi in carcere dopo: era come prendermi una rivincita sul me stesso che aveva fatto la scelta sbagliata. Da quel momento la cultura mi ha sempre accompagnato, è stata uno strumento di evoluzione e consapevolezza, che mi ha anche permesso di conoscere mia moglie, che è un’insegnante. Da allora non ho mai smesso di studiare, leggere, fare teatro. E, grazie all’opportunità di lavorare all’Abbazia di Mirasole, posso continuare a riprendere in mano la mia vita un pezzo alla volta”.

 

Foto credit Daniele Lazzaretto
 


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