Gimigliano ha aperto il Giubileo della Madonna di Porto
Mons. Claudio Maniago: «Il protagonista è il Signore». Celebrato anche il ricordo del ritorno del quadro trafugato nel 1807
Gimigliano – Con una solenne Concelebrazione Eucaristica presieduta dall’Arcivescovo Metropolita di Catanzaro-Squillace, Claudio Maniago, la comunità di Gimigliano ha aperto ufficialmente il Giubileo della Madonna di Porto nel IV Centenario (1626-2026) della venerata immagine mariana.
Una celebrazione intensa e partecipata, che ha visto la presenza delle autorità civili e militari del territorio: il Sindaco di Gimigliano Laura Moschella, il Presidente della Provincia di Catanzaro Amedeo Mormile, il Vice Sindaco di Catanzaro Giusy Iemma, i Carabinieri della Stazione di Gimigliano guidati dal Comandante Francesco Aloisio, e la Confraternita di San Giovanni, segno della tradizione religiosa che continua a custodire la devozione popolare.
«Non siamo noi a cercare Dio: è Lui che ci cerca»
Al centro dell’omelia, il forte richiamo dell’Arcivescovo: «Il protagonista è il Signore». Mons. Maniago ha invitato la comunità a non considerare il Giubileo come un’iniziativa umana, ma come un dono che nasce dall’iniziativa stessa di Cristo.
«Se celebriamo questo Giubileo – ha affermato – è perché il Signore non si è stancato di noi. È Lui che ci cerca, che continua a credere nella bellezza della nostra vita». Un messaggio che ha restituito all’Anno Santo il suo significato più autentico: tempo di grazia, di conversione e di rinnovata gioia.
Richiamando il Vangelo della Trasfigurazione, l’Arcivescovo ha sottolineato come ogni persona sia un capolavoro della “fantasia di Dio”, chiamata a far risplendere i doni ricevuti. Davanti al Crocifisso – ha ricordato – si manifesta un amore appassionato e fedele che non si arrende davanti ai limiti umani.
Il quadro come “finestra” e la memoria del 1807
Il Giubileo ruota attorno all’immagine della Madonna di Porto, ma – ha precisato Maniago – «il quadro è come una finestra»: una finestra aperta su Maria, e Maria finestra aperta su Cristo. Sostare davanti a quell’immagine significa affacciarsi su una promessa di vita nuova, attraverso la preghiera, la confessione e l’Eucaristia.
Nella giornata di ieri, martedì 3 marzo, la comunità ha inoltre vissuto il significativo ricordo del ritorno del quadro trafugato dai francesi nel 1807 e successivamente restituito a Gimigliano. La processione nei centri storici e il tradizionale “cunfrunta” con il Patrono San Giuseppe, attraverso il gruppo scultoreo di scuola serrese, hanno rinnovato il legame tra fede, memoria storica e identità popolare.
Il Giubileo della Madonna di Porto si apre così come tempo di consolazione e responsabilità, chiamando la comunità a custodire e testimoniare una bellezza che non appartiene al passato, ma continua a generare speranza nel presente.
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