"Hitchcock" di Sacha Gervasi, chiaroscuro di superficie che riflette la luce
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"Hitchcock" di Sacha Gervasi, chiaroscuro di superficie che riflette la luce

venerdì 10 maggio, 2013

Hitchcock è il primo lungometraggio diretto da Sacha Gervasi, basato su una sceneggiatura di John J. McLaughlin, tratta a sua volta dal libro di Stephen Rebello Come Hitchcock ha realizzato Psycho. Il film è stato distribuito il 23 novembre 2012 per poter partecipare agli Oscar 2013. E’ uscito in Italia il 4 Aprile 2013.

Il lungometraggio di Sacha Gervasi racconta il personaggio di Alfred Hitchcock e il periodo di lavorazione del film Psycho, stilizzando gli eventi e i protagonisti con una patina vellutata che ricorda ed omaggia le atmosfere sofisticate ed eleganti presenti nei film di Alfred Hitchcock. Non si assiste ad una messa in scena che abbia l’intento di svelare l’uomo e i suoi più reconditi turbamenti, in maniera realistica o drammatica, ma ad un tentativo brillante e leggero di far rivivere, attraverso citazioni e ricordi, la sensazione di un’icona del cinema, di un’estetica, di un linguaggio caro ai cinefili quanto al pubblico.

La storia raccontata nel film è incentrata sul rapporto tra il regista Alfred Hitchcock e sua moglie Alma Reville durante la lavorazione del film Psycho; si parte dalla storia dell'assassino Ed Gein, che ha ispirato il personaggio di Norman Bates, fino alla distribuzione della pellicola nelle sale cinematografiche nel 1960. Il film svela e racconta come la figura di Alma sia stata determinante per il regista tanto nella vita privata quanto per il suo lavoro e le sue capacità artistiche.[MORE]
Hitchcock di Gervasi non intende, nonostante il regista abbia scelto il suo centro di gravità nella vita sentimentale della coppia, scandagliarne le problematiche e indagare la realtà con la lucidità oggettiva del film biografico; sa invece mettere in scena in modo gustoso, come forse avrebbe fatto Hitchcock stesso, la percezione di zone oscure che rimangono in ombra mentre su tutto il resto, attraverso il miracolo dell’immaginazione salvifica, si proietta la luce. Il cinema di Hitchcock è costruito in modo mirabile sull’esorcizzazione di quelle ombre che, celate negli anfratti più profondi della psiche, sono in divenire verso qualcos’altro, grazie al gioco del cinema, collocate in atmosfere da favola, sublimazione del reale attraverso una seducente, ammaliante, illusione.
Ugualmente, nel film di Gervasi l’atmosfera che permea tutta la storia è quella dell’evocazione, del ricordo, stimolo che apre la strada alla bellezza dell’immagine, una bellezza che non si scorge in profondità ma in trasparenza. Hitchcock non si rivela ma gioca a nascondersi, a evocare e riflettere tutto ciò che in superficie può toccare la luce.

Tutti i personaggi obbediscono a questa istanza di evocazione senza mai uscire con le loro movenze da una cornice estetica, che potrebbe apparire forzata per qualunque altra biografia ma che risulta efficace per raccontare Alfred Hitchcock ed il film Psycho.
Certo, ad una considerazione più attenta, il film potrebbe sembrare superficiale, edulcorato, semiserio, frettoloso, impregnato dell’ansia di ottenere un risultato piacevole presso il pubblico, inutilmente elegante. Una biografia su Alfred Hitchcock invece non poteva non giocare - rischiare - la carta di somigliargli - facendogli da specchio - per rendergli sincero omaggio.

Le interpretazioni dei personaggi seguono e ricalcano una linea più stilistica che narrativa, costruita su accostamenti di tono e riferimenti sia alle opere di Hitchcock che al suo personaggio, icona del cinema ma anche simbolo di una filosofia estetica, sempre volta alla luce e alla leggerezza, incapace di cedere al dramma e alla melanconia, salda sull’importanza della sperimentazione tecnica in grado di conferire verità e bellezza alla finzione scenica.
Questa forma espressiva si ritrova nel film di Gervasi, attraverso un cocktail ben amalgamato di eleganza, ironia ed equivoci che ruotano intorno al fulcro della situazione senza mai affondare il coltello, utilizzandolo come perno attorno a cui elaborare idee, immagini, sogni allo scopo di respingere paure, sofferenze, traumi.

Hitchcock di Sacha Gervasi sceglie per questo di rimanere distante dall’uomo, dalla persona reale (Alfred Hitchcock) ma vicino al film e al personaggio (Psycho/Norman Bates) i quali, pur provenendo da una zona d’ombra, incarnano quella trasparenza che riflette la luce, stilizzazione che acquista un valore nella messa in scena e contemporaneamente conferisce autenticità alla figura del regista.


Titolo originale: Id.
Interpreti: Anthony Hopkins, Helen Mirren, Toni Collette, Scarlett Johansson, Jessica Biel, James D'Arcy, Michael Stuhlbarg, Ralph Macchio, Danny Houston
Origine: USA, 2012
Distribuzione: 20th Century Fox
Durata: 98'


(In foto particolare del manifesto del film)

Gisella Rotiroti

 


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