Il pericolo dell'assuefazione agli scandali
Fantasticherie del cuore Calabria

Il pericolo dell'assuefazione agli scandali

mercoledì 18 ottobre, 2017

Spesso molte persone fanno finta di nulla dinnanzi alle storture che si presentano ai loro occhi. Se poi anche un credente si rassegna alle tante distorsioni oggi in voga, magari per non scontentare il manovratore di turno, si rischia ancor di più di generare illusioni di ogni tipo. Abbagli posizionati alla base di quelle solitudini, depressioni, devianze, false speranze che tanto affliggono la realtà odierna. In un clima così debole è facile coprire ogni scandalo, presentandolo a volte come una evoluzione rispetto ad un passato pieno di condizionamenti e di false barriere. Non vale più il detto latino: “Verba movent, docent, exempla trahunt”? I tempi di sicuro cambiano, ma il valore della saggezza dovrebbe rimanere in vita in tutta la sua sostanza celeste. Non è forse vero che le parole, anche nell’era di internet, spingono, muovono, insegnano, mentre gli esempi attraggano?[MORE]

“Un esempio vale più che mille parole. Per un solo esempio cattivo ci si può rovinare l’anima per l’eternità. Vivendo l’uomo nel regime del peccato, gli scandali sono sempre esistiti e sempre esisteranno. Si moltiplicheranno, non diminuiranno. Oggi in modo particolare, essi si sono centuplicati all’infinito”. In campo politico, economico, sociale, ecc., senza escludere ambiti più ristretti, come quelli relativi ai vari gruppi, alla famiglia e alla singola persona, non c’è più in molte circostanze una morale di riferimento; un confine da non oltrepassare; un gesto da fermare; dei principi con cui misurarsi. Si naviga a vista perché si è modificata la struttura comportamentale, fino al punto di smarrire il buon senso. Le sorgenti di scandalo aumentano e satana gioca i suoi passaggi più diretti per indebolire il genere umano.

Diventa importante ricordare a questo punto due avvertimenti citati da Gesù, che risuonano ancora oggi per la loro attualità. Il primo contro lo scandalo che ognuno di noi potrebbe provocare personalmente, inquinando la mente dei più piccoli e degli indifesi, pur se credenti; il secondo contro tutti quegli scandali esterni che tentano di sporcare la nostra mente e il nostro cuore. Il messaggio è chiaro! Non essere per alcun motivo fonte di scandalo, ma nello stesso tempo fare attenzione a non essere colpiti dall’immoralità altrui. L’intento vigente è evidente: fare in modo che l’uomo non pensi più secondo Dio e si tuffi per ogni sua azione nella ristrettezza della mente umana, cancellando il vangelo. Il problema grave è che non si crede più alla morte eterna. Eppure Gesù è stato durissimo contro coloro che violano con lo scandalo l’animo dei più puri:

“Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molto meglio che per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare” (Matteo 18.6). Oggi purtroppo su questi temi si sorride. L’essenziale è sfruttare al massimo il tempo da vivere, sicuri che dall’altra parte non ci siano forme di dannazione perenne. Il credo in Dio spesso si trasforma in una visione del tutto personale, affidandosi, così come fanno anche molti credenti, ad una misericordia divina che tutti accoglie nel cielo, al di là della natura non in linea con le leggi del Signore. Diventa urgente una sana formazione laico-ecclesiale, specie per chi ha responsabilità pubbliche e dovrebbe contribuire al bene comune. La stessa via mediatica, necessaria al progresso dei tempi, può trasformarsi in una trappola mortale per coloro che sono privi dello scudo di una fede matura. Sono quest’ultimi i più esposti nel subire quelle manipolazioni che portano all’assuefazione agli scandali.

 

Egidio Chiarella

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