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La Chiesa di Lamezia prega il Signore perché ponga fine all’attuale epidemia

Calabria > Catanzaro

LAMEZIA TERME (CZ) 10 MAR - I parroci della parrocchia della chiesa del Carmine don Gigi Iuliano e don Pino Latelli e il vice don Francesco Bellomo insieme ai fedeli  si stringono in preghiera per invocare il Signore affinché liberi  l’Italia dal Coronavirus che si espande inesorabilmente anche nel mondo. Il vescovo della diocesi di Lamezia Terme Giuseppe Schillaci, in occasione della tradizionale festività di Sant’Antonio di Marzo, ha rivolto un caloroso messaggio ai fedeli in questo cruciale momento di paure ed incertezze.

«In questo tempo in cui siamo limitati nell’incontrarci, costretti a cambiare le nostre abitudini -ha  affermato -  lasciamo più spazio all’interiorità e concentriamoci sulla lettura della Parola. Lasciamoci condurre docili dalle mani del Signore, come i discepoli, che lo seguirono non perché erano bravi, ma perché erano discepoli. Questa può essere l’occasione per ritrovarci con Lui ‘nel segreto’: avremo l’opportunità di pregare. Noi – ha proseguito  - speriamo di poter continuare a dire messa, ma il virus si allarga a macchia d’olio, e sono qui per pregare con voi che il Signore allontani questa piaga non solo da noi e dalla nostra persona, ma da tutti, nessuno escluso. È il momento di una corresponsabilità nella quale la Chiesa porta il suo contributo di preghiera, di speranza e di prossimità.

Questa prova deve poter costituire un’occasione per ritrovare una solidarietà che affratella». Sensibili i parroci della parrocchia del Carmine di Lamezia Terme a questa critica situazione, che sta vivendo l’Italia ed altri Paesi del mondo,  hanno invitato i fedeli a «vivere questo tempo, segnato dal diffondersi del Coronavirus, impegnandosi a trovare in famiglia, piccola chiesa domestica, alcuni momenti di ascolto della Parola, di preghiera e di solidarietà soprattutto verso gli anziani e gli ammalati. Il momento è certamente grave – sostengono  i parroci - ma non per questo bisogna cadere nella trappola della disperazione o della paura, che paralizzano soprattutto la ragione.

È necessario alimentare la speranza che, unita alla potenza delle fede, ci spinge ad affrontare il buio di questi momenti alla luce del mistero pasquale, mistero di dolore e di morte ma soprattutto mistero di resurrezione». I parroci e i fedeli,  accogliendo  l’invito del vescovo di Lamezia Terme Giuseppe Schillaci, vivranno   mercoledì 11 marzo una giornata di digiuno e di preghiera per chiedere l’aiuto del Signore. «Si pregherà – comunicano - anche per i contagiati, il personale sanitario, per gli anziani che vivono nelle case di riposo e per le nostre comunità perché la quaresima porti a una conversione del cuore e a riscoprire il tesoro dell’Eucarestia e della Chiesa come popolo di Dio.

I sacerdoti, poiché  sono sospese le celebrazioni liturgiche,  sollecitano i parrocchiani a seguire la santa messa, possibilmente quotidiana, in televisione e  ricordano  ai fedeli che l’Eucarestia, anche senza la partecipazione del popolo, è e rimane sempre la fonte e il culmine del culto pubblico del Corpo Mistico di Cristo. La santa messa sarà celebrata dai parroci quotidianamente, a porte chiuse, nell’ora solita e annunciata dal suono delle campane. I fedeli si uniranno ad essa col raccoglimento, con la comunione spirituale e con la preghiera perché si ponga fine a questa epidemia e si possa uscire dalle sabbie mobili della paura e dell’incertezza.

Di particolare importanza l’invito che i sacerdoti  rivolgono  alla comunità per  vivere insieme un momento speciale di preghiera da rivolgere alla Beata Vergine del Carmine: alle ore 17.00 di ogni giorno, contemporaneamente, le famiglie, ognuna nella sua casa, reciteranno il santo rosario. Alla Vergine i sacerdoti e i fedeli affideranno, in questo momento di prova e di dolore, le speranze del mondo intero.

Foto: Chiesa del Carmine

Lina Latelli Nucifero