Ogni relazione è debole se manca quella con Cristo

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Non si riesce nel mondo a placare la sete di guerra; la voglia di corruzione e di eliminazione di al...

Non si riesce nel mondo a placare la sete di guerra; la voglia di corruzione e di eliminazione di alcune minoranze etniche e religiose; l’abominevole uso del corpo, persino nell’infamante violazione della purezza infantile; la tendenza a chiudersi ogni qualvolta che cade addosso al singolo o alla collettività la complementarità delle questioni di giustizia sociale universale, legati alla rottura o meno degli equilibri naturali e politici dell’intero pianeta. In tutti questi comportamenti si percepisce l’assenza totale del Figlio di Dio. Non si può pensare ad una vita regolare e in equilibrio con quanto cresce attorno all’uomo, se si è convinti che senza Cristo l’uomo abbia comunque la possibilità di recepire il senso alto della esistenza umana. Scrive il teologo:

“Quando la nostra relazione con Cristo è autentica, tale è anche la relazione con gli altri. Lo stesso Santo Stefano che aveva una relazione trasparente con il Signore non cede alle lusinghe dei persecutori, ma prega per la loro salvezza senza barattare la sua fede”. Si tratta di una verità forte ed attuale che mette ognuno, se cosciente, al riparo di tranelli. facendogli mantenere un rapporto stabile con Cristo e di riflesso con il mondo che lo circonda. Quando una relazione qualsiasi mostra all’esterno la sua falsità, in una qualunque circostanza essa avvenga, significa che in quel preciso momento storico la stessa non abbia mantenuto i legami ordinati con Cristo Signore.

La gelosia, l’invidia, la furbizia, la voglia di prevalere a tutti i costi, la non ammissione del valore attestato altrui, il litigio, l’occulta violazione di punti qualificati della storia personale o di comunità, la rottura pilotata di un rapporto di qualità, denotano la presenza di una falsa relazione con il Figlio dell’uomo. Non si tratta di una supposizione, ma di una verità che Cristo ci ha trasmesso mostrandoci la sua “complicità eterna” con il Padre suo. Quella stessa “complicità” che l’uomo dovrebbe perennamene avere con Cristo. È chiaro come scrive Fatima che sia importante prima a chi non crede far conoscere Cristo. La preghiera poi diventerà un atto naturale e conseguenziale. Proviamo a ribaltare la situazione qui descritta.

Potrebbe mai esistere o avere ragione un solo punto di quelli qui elencati in presenza di un legame intimo con Cristo? Conoscete qualcuno che non bari nella sua relazione con l’Eucaristia, capace di volere la guerra? Di tendere ad una rivalità senza sostanza? Di preferire il conflitto e la degenerazione, ecc,? Potrebbe mai un uomo che ama Cristo uccidere sua moglie, pur in condizioni avverse? Potremmo andare avanti per ore, ma la risposta non potrà che essere una sola: Se la relazione con Cristo è limpida e chiara, così sarà la relazione con il prossimo in tutte le sue sfaccettature. L’essenziale è capire che Eucaristia e Parola sono interconnesse; il convincimento nell’una non può escludere l’altra e viceversa. Unità d’essenza e diga impenetrabile da ogni forma del male.

Un rapporto di divisione e di incomprensione tra gli uomini non è altro che lo specchio di un rapporto sbagliato con il Signore. Sottolinea il teologo: “È necessario da subito, intento che si trasforma in un augurio per il 2019, avere una visione nuova del rapporto con Cristo. È questo l’aspetto principale da curare. Il resto è conseguenza; è niente, si fa sé”. Riconciliarsi con Cristo è ritrovare la giusta relazione con il mondo che circonda ognuno. L’uomo vuole questo? È intorno a questa risposta che si gioca la possibilità di incalzare una rivoluzione nuova, mai fatta e pensata fino ad oggi, ma in grado di concedere al mondo l’alba migliore.

Egidio Chiarella

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