Ormai sembra che all’interno del Pdl la rottura tra le correnti sia insanabile, rottura che manderebbe in crisi l’intero governo. Non sono nemmeno passate 24 ore dal duro intervento di Gianfranco Fini contro gli inquisiti presenti nel partito, che arriva seccata la replica di uno dei protagonisti delle vicende giudiziarie, il coordinatore nazionale Denis Verdini. Infatti stamani durante una conferenza stampa, Verdini non solo si è scagionato da tutte le accuse mossegli dai magistrati, ma ha accusato Fini di non “averlo difeso”.[MORE]
Ma la polemica non sembra placarsi: uno dei finiani, Italo Bocchino, ha nuovamente invitato Verdini a dimettersi poiché “non è lucido” –ha affermato- “per poter fare il coordinatore del partito”. Persino il leader della Lega, Umberto Bossi, è intervenuto dicendo, ai giornalisti che lo aspettavano davanti Montecitorio, che ormai la separazione tra Berlusconi e Fini è imminente.
Il Premier dal canto suo continua a dire che il governo è saldo e che ha i numeri per governare, fatto sta che ormai i due leaders e fondatori del Pdl seguono due strade diverse.
La prova del fuoco avverrà a breve, e cioè quando ci sarà il voto di sfiducia presentato dalle opposizioni contro il sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo, mozione che la corrente finiana del partito non“disprezza”.
Siamo ormai alla resa dei conti e gli scenari potrebbero essere svariati: da un governo di transizione al ritorno alle urne, solo nelle prossime settimane si potrà capire il destino del governo.
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