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Primi segnali positivi per il Belgio; ma è davvero lecito pensare alla fine della crisi di governo?

Simona Peluso
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Primi segnali positivi per il Belgio; ma è davvero lecito pensare alla fine della crisi di governo?
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Bruxelles, 24 luglio 2011- Hanno riempito intere pagine di giornali, consumato fiumi di inchiostro, e sono riusciti persino a soffiare all' Iraq il record per la crisi di governo più lunga della storia: dopo mesi di tentennamenti, finalmente, sembra che i politici belgi abbiano trovato un punto di appiglio per uscire dalla situazione di ristagno in cui il Paese si trova dal 13 giugno 2010.[MORE]

Ieri, infatti, il re Alberto II ha nominato formateur Elio Di Rupo, presidente del Partito Socialista francofono, che avrà l'incarico di guidare la formazione di una coalizione di governo. Una mossa che in realtà sembra aver lasciato piuttosto indifferenti i media del Paese, che in questa lunga maratona che dura oramai da tredici mesi, hanno visto succedersi più volte negoziatori, “pre-formateur“, mediatori e mandati esplorativo.

Nessuno, finora, è riuscito a superare questa fase di stallo, che dura da quando, dopo le ultime elezioni, la spaccatura politica, culturale, linguistica e sociale tra Vallonia e Fiandre ha raggiunto il suo apice: così, gli Autonomisti della Nuova Alleanza Fiamminga (Nieuw-Vlaamse Alliantie, N-VA) di Bart De Wever hanno stravinto al Nord, mentre al sud hanno avuto la meglio i socialisti guidati da Elio Di Rupo.

Un verdetto che ha acuito distanze che esistono da anni, e riportato a galla vecchi problemi, come quello dei fiamminghi sempre più favorevoli a un distacco dalla regione meridionale, considerata una palla al piede per lo sviluppo economico di un Paese che De Wever ha definito "uno stato fallito".

Il N-VA chiede inoltre una revisone dello status di Bruxelles capitale, ufficialmente bilingue, ma rivendicata da sempre dalla comunità fiamminga come propria. E' proprio questa, insieme al progetto di riforma dello stato, una delle questioni principali su cui i due partiti non riescono a mettersi d'accordo.

La nuova proposta di Di rupo, però, sembra stia raccogliendo numerosi pareri favorevoli, e lascerebbe fuori proprio il partito fiamminga, includendo invece altre otto formazioni e regalando grande spazio al partito Cristiano Democratico e Fiammingo (CD&V) di centrodestra, che in passato aveva dichiarato invece che mai sarebbe entrato in un governo senza il N-VA

La formazione del governo, insomma, appare ancora  lontana, ma il fatto che il CD&V, dopo numerosi negoziati, abbia accettato il compromesso, è un gran passo avanti per dare nuovo ossigeno alla situazione, il segnale più positivo dal 13 giugno scorso. Sperando che le cose non cambino dopo la pausa che sta per cominciare, e che farà tornare tutti ai tavoli delle trattative solo a partire dal 15 agosto.

Simona Peluso


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Scritto da Simona Peluso

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