CATANZARO, 14 OTTOBRE 2015 – Tra gli scandali italiani rientra quello dell’incapacità di usare, opportunamente e secondo le scadenze stabilite a priori, i fondi dell’Unione Europea.[MORE]
Si tratta di fondi già stanziati, ma in gran parte congelati dalle regioni dell’Italia meridionale per mancanza di procedure idonee a prevenire il rischio del disimpegno dei predetti fondi. Proprio questo rischio si sta profilando in Calabria, dove i diversi fondi europei andranno perduti perché disimpegnati o non spesi secondo le procedure previste. In generale, il Programma operativo nazionale Reti e mobilità ed i Programmi regionali di Sicilia, Campania e Calabria 2007-2013 continuano ad arrancare nell’assorbimento dei fondi Ue.
Bruxelles mette in evidenza regioni come Val d’Aosta o Liguria, al 98% e al 95% dell’assorbimento del Fondo europeo per lo sviluppo regionale (Fesr; dati della Commissione Ue) per il periodo 2007-2013, il Pon Reti e mobilità col 57% ed i Programmi regionali di Sicilia (66%), Campania (68%) e Calabria (70%), che restano in difficoltà e rischiano il disimpegno dei fondi. Un ritardo che diverrà sempre più incolmabile e, in un periodo di crisi, dovrebbe solo che essere evitato proprio dalle regioni che più di altre, in Italia, avrebbero bisogno di finanziamenti comunitari.
Luna Isabella
(foto da confartigianato.it)
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