Aisha Gheddafi rivela trattative in corso tra il regime e i ribelli
ROMA, 1 LUGLIO – “Per porre fine al bagno di sangue dei libici siamo pronti ad allearci anche con il diavolo, gli insorti armati”. È quanto afferma Aisha Gheddafi, 35enne figlia del leader libico Mu’ammar Gheddafi, in un’intervista trasmessa sull’emittente France 2.[MORE]
Trattative sì, ma il Rais rimarrebbe in ogni caso al suo posto, anche a quanto sostiene la figlia. Aisha, da buon avvocato quale è, ha difeso l’imputato: “mio padre è un simbolo, una guida per il popolo libico. Dove volete che vada? Questo è il suo Paese, la sua terra, il suo popolo. Dove andrebbe? C'è una cosa che non potrete mai capire, ed è che mio padre è un simbolo”.
Fino ad alcuni giorni fa gli insorti sostenevano come le trattative, che si svolgerebbero già da tempo, non siano però mai state dirette, come invece quelle che sarebbero attualmente in corso di svolgimento. Che queste trattative siano reali oppure un’altra trovata del Colonnello, è tutto da verificare. Di certo l’amata ed unica figlia di Gheddafi potrebbe non essere la fonte più distaccata, obiettiva ed attendibile.
D’altro canto, però, i ribelli rimangono fermi nel sostenere che i combattimenti si fermeranno solo se il Rais deciderà di ritirarsi. Un rappresentante dei ribelli libici, Mansour Sayf Al-Nasr, ha affermato ieri, in occasione del 17esimo vertice dell'Unione africana di Malabo: “Se vedremo che Gheddafi si ritira, siamo pronti a fermare le ostilità e negoziare con i nostri fratelli dell'entourage dello stesso Gheddafi. Si parla di negoziati e non si parla della guerra. E le nostre truppe avanzano da tutti i lati”. I coordinatore in Francia del Consiglio nazionale di transizione, ha quindi lasciato intendere la possibilità di una prossima conquista di Tripoli e di un conseguente accerchiamento della capitale. A quel punto Gheddafi sarà in trappola e probabilmente sarà costretto a lasciare. “È isolato nel suo bunker. Non va più in strada. Siamo pronti a tutto”.
La figlia-avvocato del Colonnello difende la posizione inamovibile del padre mentre i ribelli non hanno intenzione di ritirarsi. Quali trattative siano quindi possibili rimane un dubbio.
Filomena Maria Fittipaldi
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