Arriverà presto a Sarno: intervista a Colapesce
NAPOLI, 24 LUGLIO 2012 - Riprende il tour di Lorenzo Urciullo, in arte Colapesce, rilanciato dalla recente collaborazione con Meg, ex singer dei 99 Posse, nella reinterpretazione di Satellite, uno dei brani più suggestivi dell'album Un meraviglioso declino. Il cantautore siciliano sarà infatti in concerto il 27 luglio, alle ore 22,30, a Sarno (Sa) al parco fluviale “5 Sensi” in una serata organizzata dal circolo culturale Keydrum che conclude, nella preziosa location all’aperto, una lunga stagione di concerti e spettacoli. Intanto, l'abbiamo messo sotto torchio - ma non troppo, vista l'afa.
A.M: La novità di queste settimane è la versione acustica di Satellite, con la partecipazione di Meg, storica componente dei 99 Posse prima e splendida solista poi. Che tono ha dato, a questa nuova versione, l'integrazione di una voce femminile?
COLAPESCE: L'ha migliorata parecchio, ho sempre immaginato questo brano cantato da una donna e la splendida voce di Meg calza a pennello sulla canzone. Questa esperienza ha rafforzato la nostra amicizia e spero di poter collaborare ancora con lei in futuro.[MORE]
A.M: Il live acustico è stato registrato da Umberto Nicoletti (editing Nicola Belvedere) ai Das Studio di Milano. Com'è stata, quel giorno, l'esperienza di una sinergia creativa tra due meridionali?
COLAPESCE: E' stata una giornata fantastica, eravamo un po' stanchi per via del video ufficiale di Satellite (otto ore di piscina e occhi gonfi dal cloro), però, nonostante la stanchezza, c'era una bella energia che andava canalizzata. Dopo cena, con "la panza china" , abbiamo improvvisato una session che ci ha portato a quella versione di Satellite. Umberto l'ha immortalata con la sua grande sensibilità.
A.M: A proposito di videoclip... A testimonianza della tua versatilià artistica, sei stato tu stesso l'ideatore della sceneggiatura del video di Restiamo in casa, animato da Michele Bernardi. Proveresti a raccontarcelo a parole tue?
COLAPESCE: La sceneggiatura di Restiamo in casa era nel testo stesso della canzone. Lui, lei, la precarietà, l'immobilità, il non saper scegliere. Un cataclisma (o gli alieni?) per dare una scossa al piattume occidentale. I cattivi "arriveranno presto" a risolvere la situazione, ma risulteranno più buoni dei nostri cattivi.
Lavorare con Michele è stato fantastico, è davvero un grande artista, sicuramente faremo altre cose insieme.
A.M: Un meraviglioso declino, come contraddicendo il detto latino omen nomen, pare piuttosto un punto di svolta nella tua ascesa musicale. Sappiamo però anche che hai nelle corde la capacità di reinventarti continuamente, di essere prometeico. Cosa ti frulla in testa, per il futuro?
COLAPESCE: Sto lavorando alla scrittura di una graphic novel e ho iniziato a comporre le canzoni per il prossimo disco Colapesce. Sono uno stacanovista disoccupato.
A.M: Una curiosità: l'ottava canzone del disco, I barbari, è ispirata ad un famoso horror di Brian Yuzna, dal titolo Society. Come è nata questa suggestione e qual è il tuo rapporto, anche creativo, col cinema?
COLAPESCE: Un meraviglioso declino è pieno di riferimenti cinematografici, vedi Sottotitoli, dove faccio riferimento a vari film e registi, tra cui Hitchcock e Wes Anderson, oppure Un giorno di festa dove descrivo una scena di Magnolia. Così pure per i Barbari, questa sorta di aristocratici che divorano l'uomo comune per nutrire il loro ego. Mi sembrava un parallelismo perfetto per descrivere un aspetto diffuso della nostra italietta.
A.M: Una delle caratteristiche a più riprese rimarcate di questo disco è quella di una notevole cura degli arrangiamenti. Come e quanto cambia la tua musica nell'esecuzione dal vivo?
COLAPESCE: Il live è molto fedele al disco, però evitiamo di stare troppo incasellati negli arrangiamenti e nell'esecuzione "fotocopia". E' giusto che la musica live, così come il teatro, sia ogni volta un'esperienza unica e irripetibile.
A.M: Sei ancora molto impegnato questa estate, in un tour che sembra non conoscere fine. Il 27 luglio sarai a Sarno, nella suggestiva location del parco fluviale "5 sensi". Non vorremmo rivangare vecchie storie, ma una delle tue ultime esperienze in Campania non è stata molto fortunata. Vorremmo solo sapere se dopo lo sfogo sull'opportunità di rendere più professionale il lavoro dei promoter per non esporre a situazioni spiacevoli gli artisti, hai avuto modo di notare un "cambiamento" della situazione.
COLAPESCE: Premesso che la Campania è una delle mie regioni preferite, al sud in generale c'è la tendenza all'approssimazione. Da siciliano, l'essere vago è un aspetto che non mi turba ed ha anche i suoi lati positivi, però quando si tratta del lavoro e del rispetto delle persone, questo spirito dovrebbe venir meno e fare largo alla professionalità. Noto una maggiore attenzione nei miei confronti dopo quella vicenda, i gruppi che hanno avuto a che fare con quel promoter (dopo la nostra sfortunata vicenda) hanno avuto un trattamento perfetto. Quindi che ben vengano le "denunce" se servono a migliorare la qualità dell'organizzazione degli eventi.
A.M: Ci sono anche suggestioni letterarie nella tua opera musicale? Sappiamo che stai riscoprendo anche un po' di letteratura siciliana, negli ultimi mesi.
COLAPESCE: Si, mi capita spesso di accoppiare suggestioni letterarie alle mie canzoni (in Un meraviglioso declino trovi da Ariosto a Calvino, da Machiavelli a Pirandello). Come autori siciliani, Gesualdo Bufalino e Luigi Capuana sono i miei preferiti.
A.M: L'Italia, popolo pallonaro, un po' si è stretta attorno alla Nazionale con i recenti Europei. Quale può essere il ruolo della musica in questo "meraviglioso declino" italiano?
COLAPESCE: Visto l'esito dell'ultimo europeo potrebbe avere un ruolo consolatorio! Scherzi a parte, sono convinto che la musica abbia un'importante funzione sociale e non sia solo canzonette, spiaggia o finto buonismo cattolico alla Emma Marrone e Povia. "Si può dare di più" parafrasando il trio innominabile, ma qui la discussione si farebbe davvero troppo lunga...
Antonio Maiorino
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