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Al carcere della Dozza un altro detenuto si toglie la vita

Marika Di Cristina
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Al carcere della Dozza un altro detenuto si toglie la vita
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BOLOGNA, 5 DICEMBRE 2011 – Un altro detenuto, il secondo in questa settimana, si è tolto la vita. In realtà le cause del decesso sono ancora incerte, bisognerà stabilire se si tratta di un decesso o di un incidente.[MORE]

L'uomo, un immigrato di origine marocchina di 34 anni, arrestato in luglio e in attesa di giudizio per spaccio di stupefacenti, era stato trovato privo di vita nella cella che condivideva con un altro detenuto. Secondo le prime informazioni, pare che poco prima avesse sniffato gas dalla bomboletta in dotazione per il fornellino da campo. Gli agenti di polizia penitenziaria e il personale sanitario, allertati dal compagno, sono intervenuti subito, ma inutilmente.

È il sessantesimo suicidio in Italia dall'inizio dell'anno, il terzo in Emilia-Romagna nelle ultime due settimane e il secondo in una settimana nel carcere di Bologna. Quello che preoccupa è sempre il sovraffollamento delle carceri. «Sono circa 68.000 i detenuti presenti e sarebbero oltre settantamila se non ci fosse stata la legge 199 del 2010 che ha consentito a circa 4000 detenuti con fine pena inferiore ad un anno di ottenere gli arresti domiciliari. L'applicazione di tale misura, seppur dagli effetti limitati, è la prova che le misure alternative alla detenzione, se applicate a soggetti meritevoli e non socialmente pericolosi, contribuiscono a deflazionare le carceri e facilitano la rieducazione», ha spiegato il segretario aggiunto del Sappe, Giovanni Battista Durante .

E anche i sindacati si fanno sentire. «Un'ennesima tragedia che non solo allunga la lista delle morti in carcere, quanto ripropone quella prepotente urgenza di soluzioni più volte richiamata a gran voce, e con autorevolezza, dal Capo dello Stato», è il commento di Eugenio Sarno, segretario della Uil Penitenziaria.

L'episodio bolognese, anche secondo il coordinatore nazionale dei Garanti regionali dei diritti dei detenuti Salvo Fleres, conferma che «la situazione penitenziaria italiana è divenuta insostenibile. Negli ultimi giorni anche a Cagliari ed a Trieste due detenuti hanno perso la vita, mentre ad Alghero e a Firenze si sono registrate delle risse, giusto per limitarsi a ciò che è accaduto soltanto nelle ultime settantadue ore».

Marika Di Cristina

 


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Scritto da Marika Di Cristina

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