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Bombe sulla folla. Gheddafi: sono a Tripoli

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Apparizione lampo del colonnello in tv. Al Jazira: 250 morti in raid aerei. Condanna di Onu e Ue

ROMA, 22 FEB 2011 - Il leader libico Muammar Gheddafi stanotte ha fatto un'apparizione lampo sugli schermi della Tv libica per annunciare di persona di trovarsi a Tripoli e non in Venezuela e per confutare ''le malevole insinuazioni'' propagate sul suo conto dai media occidentali. La Tv di stato aveva annunciato [MORE]nella tarda serata di ieri che il leader della Jamahiriyha si sarebbe rivolto in nottata al suo popolo sullo sfondo della piu' drammatica crisi che il paese sta vivendo da quando il colonnello, nel 1969, e' salito al potere. Ma chi si aspettava uno dei suoi discorsi fiume e' stato deluso. A conferma della sua fama di uomo sempre e comunque imprevedibile, Gheddafi si e' concesso alle telecamere solo per 22 secondi. E' stato inquadrato con un mantello, uno stravagante copricapo nero e sotto un ombrello (a Tripoli pioveva) mentre stava per salire su un fuoristrada nella sua residenza di Bab Al Azizia, a Tripoli. "Vado ad incontrare i giovani nella piazza Verde. E' giusto che vada per dimostrare che sono a Tripoli e non in Venezuela: non credete a quelle televisioni che dipendono da cani randagi", ha detto il colonnello facendo riferimento alle informazioni diffuse ieri da numerose tv e media internazionali sulla sua presunta fuga da Hugo Chavez. Con una scritta in sovrimpressione, la tv libica ha spiegato che "in un incontro in diretta con la rete tv satellitare Al Jamahiriya, il fratello leader della rivoluzione ha smentito le insinuazioni dei network malevoli". Il ministro degli esteri britannico, William Hague, aveva dichiarato ieri a margine di una riunione a Bruxelles che Gheddafi aveva probabilmente abbandonato il suo Paese per far rotta verso il Venezuela. Prima di trasmettere le immagini del leader, la tv libica aveva mandato in onda un balletto in costume. Dopo ha mostrato invece immagini patriottiche di soldati in marcia con musica araba come colonna sonora. Pur breve che sia stata, quella di stanotte e' la prima apparizione televisiva di Gheddafi da quando la rivolta contro il suo regime e' scoppiata una settimana fa. Suo figlio Seif al Islam ieri notte ha invece parlato in diretta per 45 minuti, promettendo riforme, denunciando un complotto internazionale contro la Libia e ammonendo che il regime intende resistere ''fino all'ultimo uomo e all'ultima donna''.

EUROPA IN ORDINE SPARSO SU PROCEDURE RIMPATRI SMENTITA CHIUSIRA SPAZIO AEREO TRIPOLI
PARIGI, 22 FEB - I Paesi dell'Unione europea procedono in ordine sparso sulle procedure di rimpatrio dei loro connazionali dalla Libia. La Spagna ha chiesto ai suoi connazionali di lasciare il territorio libico, cosi' come la Gran Bretagna. Da parte sua, il gruppo britannico BP ha annunciato che si appresta ad evacuare nelle prossime 48 ore i suoi dipendenti. Sui rientri sembrava gravare la notizia chiusura dello spazio aereo di Tripoli, di cui ieri sera aveva parlato il ministero della della difesa austriaco. Un suo portavoce ha poi chiarito che le informazioni giunte da Tripoli non erano corrette e che lo spazio aereo della capitale libica resta aperto. Potra' cosi' procedere,salvo altri intoppi, l'evacuazione di cittadini austrici e europei che devono lasciare la Libia su un aereo militare austriaco. I gruppi tedeschi Siemens, Wintershall, RWE Dea, hanno avviato ieri le prime procedure di rimpatrio. In Francia, il ministro degli Affari europei Laurent Wauquiez, ha incoraggiato i francesi a lasciare il Paese, anche se ''al momento non ci sono minacce dirette''. Attualmente, sono circa 750 i francesi residenti in Libia. Trenta di loro, che lavoravano all'ospedale di Bengasi, la citta' cuore della rivolta contro il regime, sono stati trasferiti a Tripoli a bordo di un volo speciale. Il portavoce del ministero degli Esteri di Parigi, Bernard Valero, ha anche precisato che ''un certo numero di famiglie francesi ha lasciato il Paese'' nella mattinata di oggi e che una squadra del consolato si trova all'aeroporto per ''facilitare le procedure''. I gruppi francesi Total e Vinci hanno annunciato il rimpatrio di gran parte dei loro lavoratori. Oltre all'Austria, anche il Portogallo ha deciso di inviare in Libia un aereo militare per contribuire all'evacuazione dei loro connazionali e di altri cittadini europei. Nel caso in cui i Paesi Ue in Libia debbano ricorrere all'evacuazione del loro personale sul posto, non e' previsto nessun piano speciale a livello europeo, ma viene attuata una normale pratica di collaborazione fra i singoli Stati. Lo ha spiegato l'Alto rappresentante per la Politica estera Ue, Catherine Ashton , rispondendo alle domande dei giornalisti al termine del Consiglio dei ministri degli Esteri dell'Ue, ieri a Bruxelles. In caso di evacuazione dei propri cittadini ''i Paesi - ha detto Ashton - cercano sempre di collaborare gli uni con gli altri''. Perche' ''di fatto - ha precisato l'Alto rappresentante Ue - esiste un normale coordinamento fra i vari Paesi, all'interno e all'esterno dell'Ue. Si tratta di una normale collaborazione''. Intanto, secondo fonti diplomatiche, ieri a Tripoli si e' tenuta una riunione dei rappresentanti consolari dell'Ue, mentre una conference call tra le unita' di crisi dei diversi Paesi si e' svolta nel pomeriggio. Fuori dai confini dell'Ue, la Serbia e la Croazia preparano l'evacuazione dei loro cittadini. Mentre la Turchia ha riportato a casa in questo fine settimana circa 600 dei 25.000 turchi residenti in Libia, Paese nel quale sono presenti centinaia di aziende turche. Mentre gli USA suggeriscono ai connazionali a lasciare la Libia e hanno ordinato il rimpatrio del personale diplomatico non essenziale a causa della violenza divampata nel paese, ha annunciato il Dipartimento di Stato.

(Ansa)


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