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Calabria regionali 2021: il dibattito elettorale del 21 settembre 2021

Calabria > Catanzaro

CATANZARO, 21 SET - "Il 23 luglio 2021 la sentenza della Corte Costituzionale ha definito parzialmente incostituzionale il commissariamento della sanità in Calabria. Questa sentenza riscatta la nostra terra, eppure c'è un silenzio assordante sulla questione". Lo afferma Graziella Algieri, candidata al Consiglio regionale nella lista de Magistris Presidente "La Corte Costituzionale - ha aggiunto Algieri - ha evidenziato che il mero commissariamento con nomina del commissario non è sufficiente. Lo Stato deve provvedere con personale esterno altamente qualificato in modo da evitare qualsiasi condizionamento ambientale. Sono sicura che se de Magistris fosse stato presidente della Regione, sarebbe andato direttamente dal Ministro della Sanità a richiedere il personale esterno qualificato in questione per fare ripartire la macchina sanità che da anni risulta bloccata per mancanza di risorse umane qualificate. Dove sono Spirlì ed il commissario Longo, mentre la gente muore? Che hanno fatto in merito Spirlì e Longo? Hanno chiesto alla luce della sentenza della Consulta la nomina di personale qualificato a supporto? Tutto questo è inevitabilmente collegato al concetto di competenza: solo questo potrà salvare la nostra terra. Senza competenze non andremo mai lontano; l'incompetenza ci sta uccidendo. La prima industria in Calabria deve essere la cultura, che genera le competenze necessarie per poter governare e amministrare la nostra regione".

*** "La Presila e la Sila hanno un futuro innovativo e con grandi potenzialità davanti. C'è bisogno però del coraggio di immaginarlo e volerlo realizzare". Lo sostiene Felice D'Alessandro, candidato nella circoscrizione Nord con la lista DeMa a sostegno di Luigi de Magistris presidente. "Dal punto di vista sociale ed economico tutta l'area che parte dai comuni limitrofi a Cosenza fino a San Giovanni in Fiore - aggiunge D'Alessandro - deve sfruttare i nuovi trend che la pandemia ha imposto. La nostra area è di fatto un'area urbana che può rispondere a tutti i bisogni che il Covid 19 ha fatto emergere: aria pulita e spazi verdi vivibili e ancora incontaminati; piccoli borghi che offrono tutti i servizi necessari e che finalmente sono raggiunti in buona parte anche dalla banda larga (in attesa che arrivi la vera fibra e la banda ultralarga); spazi di cultura e storia capaci di trasferire il proprio valore; capacità di garantire in pochi minuti l'accesso ad aree urbane più ampie (Cosenza-Rende) e al mare sia sul Tirreno che sullo Ionio. Sono caratteristiche uniche che devono essere messe al centro dell'impegno dei fondi del Pnrr per le aree interne, non solo quelle del cosentino, ma quelle di tante altre zone della Calabria. Oltre a ciò la nostra area, visti gli effetti del cambiamento climatico, deve essere messa in sicurezza e deve diventare una nuova frontiera di sperimentazione per l'agricoltura sostenibile".

***"Da decenni, i residenti nella zona Sud di Reggio Calabria, si trovano a convivere con una problematica a tratti scomoda, molto più spesso drammatica con cui convivere: gli odori nauseabondi diffusi dal depuratore di Ravagnese". Lo afferma Nino Gullì, candidato alle Regionali nella lista di Forza Italia nella Circoscrizione Sud. "Diciamo immediatamente - aggiunge - che il funzionamento dell'impianto di depurazione già di per sé lascia molto a desiderare, come accade purtroppo per molti depuratori della nostra stupenda ma bistrattata Calabria. In questo senso, sono serviti a poco il sequestro di una trentina di depuratori giusto tre anni fa, e gli avvisi di garanzia dell'inchiesta Maladepurazione che colpirono 53 soggetti tra i quali lo stesso sindaco di Reggio Calabria in carica, i decennali strali degli ecologisti, le invettive dei politici di turno. Nel caso di Ravagnese, anche il pur apprezzabile operato del Comitato spontaneo del quartiere non ha trovato l'ascolto sperato nelle Istituzioni competenti, dalla Regione ai Comuni Resta l'esasperazione degli abitanti per un depuratore maleodorante di giorno e di notte. Situazione ardua per i cittadini, ma se è per questo anche per i tanti esercenti della zona. L'impianto di depurazione di Ravagnese va spostato in una zona decentrata e non così densamente popolata, magari a valle. Così, si restituiranno i residenti a una vita normale e si lascerà libera un'area preziosa a supporto dell'Aeroporto dello Stretto, che potrà ospitare servizi al cittadino e preziosi posti-auto di prossimità".

*** "La lotta agli 'sprechi' della Regione sembra essere un tema scomparso dall'agenda politica di questa campagna elettorale regionale, bypassato anche da quelle forze politiche che fino a qualche anno fa ne facevano un cavallo di battaglia". Lo afferma Rosario Piccioni, candidato nella lista "de Magistris Presidente" nella circoscrizione Centro. "Non si tratta - aggiunge Piccioni - di fare populismo o demagogia: siamo ben consapevoli che i processi democratici hanno dei costi e riteniamo un valore dare la possibilità a tutti, a prescindere dalla loro situazione economica, di poter esercitare liberamente il loro servizio alla collettività nelle istituzioni. Il tema centrale è un altro ed è quello messo nero su bianco dallo stesso Bilancio di previsione 2021-2023 approvato a fine 2020 dal Consiglio regionale, che parla di una spesa per il funzionamento del consiglio che nel 2021 dovrebbe superare i 53 milioni e arriva a 56 milioni di euro nei due anni successivi. A pesare di più tra le voci del bilancio, le spese collegate alle indennità dei consiglieri regionali e degli assessori esterni, agli assegni vitalizi e di reversibilità e alle spese di funzionamento dei gruppi consiliari. Tutto questo è inaccettabile in una situazione sociale ed economicamente drammatica come quella che sta vivendo la nostra Regione e in un Consiglio regionale che in questi due anni si è contraddistinto per una scarsissima attività istituzionale e produzione legislativa e purtroppo per tanti scandali finiti alla ribalta nazionale. Lanciamo subito una proposta politica di rottura di questo sistema che negli ultimi decenni ha visto il più totale e silenzioso consociativismo tra centrodestra e centrosinistra, come un unico grande comitato d'affari sulla pelle dei calabresi. Un'azione da realizzare subito, nei primi mesi della nuova consiliatura: riduzione drastica delle indennità dei consiglieri regionali e delle spese per il funzionamento del Consiglio regionale. E' sacrosanto che chi sospende la propria attività professionale per mettersi a servizio della collettività riceva un giusto emolumento ma è inconcepibile che un consigliere regionale, tra indennità di base e altri emolumenti collegati, arrivi a guadagnare quasi come un parlamentare".