Calcio Sicilia: il punto sulla 1^ giornata

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PALERMO, 27 AGOSTO 2013 - Per il calcio siciliano quella appena iniziata è una stagione ...

PALERMO, 27 AGOSTO 2013 - Per il calcio siciliano quella appena iniziata è una stagione particolare con diverse novità, più o meno liete.

Innanzitutto, dopo 10 anni di permanenza nella massima serie il Palermo si ritrova in serie B. Un campionato ostico quello cadetto dove oltre alla qualità contano l’agonismo e la determinazione che si mettono in campo. A tal proposito un allenatore come “Ringhio” Gattuso, ammesso che il patron Zamparini abbia la pazienza necessaria, potrebbe essere la medicina giusta nei vari momenti di difficoltà che la squadra rosanero sarà costretta gioco forza ad affrontare. D’altronde contro quella che viene definita come la squadra favorita per la vittoria finale, e quindi da battere, ogni avversario giocherà fino all’esaurimento delle sue forze e delle sue capacità.

Ed è ciò che è accaduto sabato sera allo stadio "Braglia" di Modena dove i padroni di casa hanno giocato una partita audace, senza alcun timore reverenziale, mettendo in seria difficoltà un Palermo inoffensivo e mai in partita. Eppure la squadra di mister Gattuso alla fine del primo tempo era perfino passata in vantaggio. Quasi allo scadere dei primi 45’ minuti di gioco, durante i quali era comunque evidente la maggiore intraprendenza dei canarini di mister Novellino, vedi traversa colpita al 38’ da Mazzarani, da un calcio d’angolo dei rosanero, Andelkovic, preferito in difesa all’argentino Munoz, stacca di testa e manda la palla in rete. Nel secondo tempo si attende un Palermo rinvigorito dall’inaspettato quanto immeritato vantaggio ed invece è ancora il Modena ad essere pericoloso. Al 55’ altra occasione mancata dagli emiliani: Mazzarani si muove indisturbato tra le maglie rosanero, tira e colpisce ancora una volta la traversa. Per il Modena sembra una serata davvero stregata. Ma dinanzi un Palermo a corto di idee, poco propositivo ed attento solo a non correre rischi e a far passere i minuti, la squadra di Novellino capisce che il pareggio è a portata di mano. È l’85’ quando Signori tira da buona posizione ma manda la palla fuori. È comunque il preludio al gol che arriva poco dopo: cross del solito Mazzarani e Surraco, entrato al 67’ al posto di Rizzo, colpisce di testa e trafigge Sorrentino. Finisce così con un pari una partita che il Modena avrebbe probabilmente meritato di vincere. In casa Palermo invece è già tempo di analisi e critiche per Gattuso e i suoi giocatori. Sotto il profilo del gioco è stato infatti evidente il passo indietro compiuto dai rosanero rispetto alla precedenti partite di Coppa Italia con Cremonese e Modena. Se l’obiettivo prefissato è la promozione sarà necessario cambiare fin da subito passo. Inoltre è da registrare l’aut aut che a fine partita l’allenatore Gattuso ha lanciato alla “Joya” Hernandez, lasciato per l’intera gare in panchina: «Hernandez deve dire se vuole restare a Palermo. Non posso regalare niente a nessuno altrimenti non esiste più la mia coerenza. Non è accettabile – ha spiegato Ringhio – Hernandez non si può allenare come si sta allenando in questo periodo».

Ma il campionato cadetto, quest’anno, riserva una nota davvero felice: il Trapani. La squadra granata, protagonista di ben 4 promozioni nelle ultime 6 stagioni, sta vivendo oramai da anni un vera e propria favola calcistica. Una favola che vuole continuare a vivere ad occhi aperti in una categoria, quale la serie B, prima d’ora mai disputata nella pur lunga storia del club. Ma chi conosce la tempra e la preparazione di mister Roberto Boscaglia, comandante indiscusso dei granata dalla stagione 2009-2010, sa benissimo che il Trapani, per qualità di gioco e per ardore agonistico, non ha la benché minima intenzione di recitare il ruolo della “Cenerantola” di turno. Piuttosto vorrà essere la mina vagante a cui si dovrà prestare molta attenzione.

E per informazioni a riguardo rivolgersi al Padova che nel giro di una settimana, tra Tim Cup e prima giornata di campionato, si è vista infliggere dai granata due sonore sconfitte. Ultima in ordine cronologico, per l’appunto, il 2 a 0 di sabato sera. Allo stadio "Egauneo" i granata non si sono di certo fatti tradire dall’emozione degli esordienti, giocando una partita gagliarda ed a viso aperto. Durante un primo tempo piuttosto equilibrato il Trapani ha avuto subito la possibilità di portarsi in vantaggio. Al 13’, infatti, Cionek atterra in piena area di rigore l’attaccante granata Mancosu. Dal dischetto tira Madonia che malamente spedisce la sfera fuori, alla destra del portiere scudato Colombi. Dall’altra parte il Padova si è affidato nelle sue manovre offensive al solito Vantaggiato che prima al 21’ e poi al 37’ ha tentato invano di colpire la porta difesa dal sempre attento Nordi. Il primo tempo si chiude così 0 a 0. Nella ripresa col passare dei minuti il Padova inizia ad accusare la stanchezza e sale in cattedra un sempre più volenteroso Trapani. È il 64’ quando, grazie ad una ripartenza innescata dall’inossidabile Caccetta, Mancosu si invola verso l’area di rigore trafiggendo con un efficace rasoterra Colombi. Il Padova subisce il colpo e Marcolin dalla panchina tenta di rimediare gettando nella mischia forze fresche. Tuttavia l’ingresso di Raimondi e Jelenic rispettivamente per Pasquato e Ciano, non sortisce l’effetto sperato. La squadra di Boscaglia gestisce agevolmente la partita e allo scadere della gara colpisce con il cinismo che la contraddistingue. Contropiede granata guidato dal solito ed eccellente Mancosu che dal limite dell’area di rigore lascia partire un velenoso diagonale che si insacca alla destra del portiere. Finisce dunque con una meritata vittoria l’esordio stagionale di un Trapani che oramai esegue alla perfezione i dettami tattici imparti da mister Boscaglia.

Ma se la serie B vede quest’anno la presenza di due squadre siciliane, nella massima serie ad onorare il calcio isolano vi sarà soltanto il Catania. La squadra del presidente Pulvirenti si è presentata ai nastri di partenza con la consapevolezza di chi è ormai diventata una tra le migliori realtà del calcio italiano. Una certezza acquisita per continuità e qualità di gioco. Ma è noto come riconfermarsi sia sempre difficile. E lo sa bene anche mister Rolando Maran (nella foto di copertina), al suo secondo anno sulla panchina rossoazzurra, che per tutto il periodo della preparazione estiva ha predicato prudenza, ricordando all’intero ambiente catanese che il primo obiettivo stagionale è mantenere la categoria. Ma dopo la fantastica stagione dell’anno scorso, alla fine della quale il Catania ha totalizzato ben 56 punti firmando il record storico di punti in serie A, i tifosi ripongono grandi aspettative in questa squadra. La compagine etnea anche quest’anno si è arricchita di altri argentini, vedi i difensori Monzon e Peruzzi, del centrocampista greco Tachtsidis (per referenze chiedere a Zeman), e confida nella definitiva consacrazione di talenti puri come Barrientos e Castro. Tuttavia ha di contro perso due importanti elementi come Ciccio Lodi e l’attaccante Gomez, giocatori fondamentali nello scacchiere disegnato da Maran e che nelle ultime stagioni hanno fatto le fortune della squadra rossoazzurra.

Tra certezze e speranze è dunque iniziato anche il campionato del Catania. Un esordio difficile quello che il calendario ha riservato, ieri sera, alla squadra etnea considerato che ha dovuto subito affrontare una delle favorite per lo scudetto: la Fiorentina dell’ex Montella. Una partita fin dall’inizio in salita per gli etnei. È, infatti, il 14’ quando dopo una buona occasione per Tachtsidis, che non approfitta di una svista della retroguardia viola sparando il pallone in curva, la Fiorentina trova il vantaggio. Sul rovesciamento di fronte Aquilani lancia sulla fascia destra uno straripante Cuadrado (la sua velocità martellante costerà a fine primo tempo la sostituzione dell’esordiente Monzon), che mette in mezzo per l’accorrente Giuseppe Rossi che indisturbato ha tutto il tempo di prendere la mira e segnare dopo un digiuno lungo quasi due anni. Ma il carattere a questo Catania non manca e senza scomporsi o lasciarsi prendere dallo scoramento rimette subito la partita nel giusto binario. Al 22’ Leto si invola sulla fascia sinistra e offre un invitante pallone a Barrientos che di prima intenzione calcia alla sinistra del portiere viola mettendo la palla in rete: 1 a 1. Ma non passano nemmeno sei minuti che la Fiorentina è nuovamente in vantaggio. Monzon non riesce a controllare l’ennesima sfuriata sulla fascia di Cuadrado e dopo un incerto rinvio della difesa rossoazzurra la palla viene raccolta al limite d’area da Pizzaro che, dopo aver superato due avversari, calcia violentemente sotto l’incrocio dei pali di Andujar: è il gol del 2 a 1. Sul finale di primo tempo, dopo una buona occasione per Bergessio che a due passi da Neto gli tira addosso, la squadra di Montella può perfino mettere in cassaforte il risultato. Dopo un errore dell’arbitro che non fischia un netto fallo a favore degli etnei, Pepito Rossi lancia una ripartenza micidiale e serve al neoacquisto Mario Gomez il pallone del 3 a 1. Ma il tedesco a porta sguarnita colpisce incredibilmente il palo. La ripresa non riserva grandi emozioni. Maran cerca di mischiare le carte inserendo Rolin, Biagianti e Maxi Lopez, ma la squadra etnea pur dimostrando un grande ordine tattico non riesce a cambiare le sorti della gara. Inizia così con una sconfitta il campionato di un Catania che non ha di certo sfigurato e che domenica prossima, allo stadio Massimino, darà battaglia all’Inter di Mazzarri.

(Immagine da gazzetta.it)

Giovanni Maria Elia

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