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Calcio Sicilia: il punto sulla giornata

Sicilia

PALERMO, 4 NOVEMBRE 2013 - Nell’11^ giornata di serie A il Catania perde per 2 a 1 contro il Napoli ma esce a testa alta dal San Paolo. In serie B il Palermo ragiona da grande e vince ad Avellino. Pesante sconfitta interna invece per il Trapani che si arrende al Carpi per 1 a 0 .[MORE]

La risalita in classifica del Catania non passerà di certo da campi come il San Paolo, ma ogni partita vale gli stessi punti e la squadra etnea se gioca come è nelle sue corde può dire la sua ovunque. Così pur tornando da Napoli a mani vuote, mister De Canio può ritenersi quantomeno rinfrancato dalla prestazione offerta dalla sua squadra che, seppur falcidiata dagli infortuni, è apparsa tonica e vivace dando segnali di ripresa.

Una gara difficile fin dalle prima battute con i partenopei che impongono subito il loro ritmo. E se al 10’ un colpo di testa di Higuain finisce di poco sopra la traversa al 15’ è il vantaggio: Callejon riceve palla dopo uno bello scambio e lo spagnolo dalla sinistra si accentra e fa partire un tiro che si insacca all’incrocio. Nemmeno il tempo di ragionare ed il Catania si ritrova sotto di due gol: al 20’ Insigne scende sulla sinistra, giunge al limite d’area e scarica per Hamsik che di sinistro, senza pensarci due volte, fulmina Andujar. Ed ecco la reazione che non ti aspetti. Gli etnei, infatti, non si scompongono ma con ordine si proiettano in avanti ed accorciano le distanze al 26’: Maxi Lopez innesca con un colpo di tacco Biraghi che dalla sinistra effettua un cross rasoterra che trova in piena area di rigore il piatto di Castro. A questo punto, col risultato di 2 a 1 già nella prima mezz’ora, i padroni di casa cercano di non rischiare e controllano il gioco fino alla fine del primo tempo.

Nella ripresa il Napoli riparte con la chiara intenzione di chiudere il prima possibile la gara. La prima vera occasione da rete giunge al 16’ sull’asse Insigne-Higuain, con l’argentino che servito in profondità tira di prima intenzione ma Andujar è bravo a respingere. Il portiere etneo si ripete nel giro di pochi minuti prima su una conclusione da fuori area di Hamsik, ma soprattutto su un colpo di testa di Albiol dagli sviluppi di un calcio di punizione. La pressione degli uomini di Benitez è costante e alla mezz’ora è Higuain a sfiorare la rete con un diagonale in corsa che fa la barba al palo. Subito dopo è invece Callejon a provarci ma il suo bel tiro a giro dal limite si spegne di pochissimo sul fondo. E il Catania? È sempre lì attento a non concedere troppi spazi e pronto ad approfittarne quando può. E poco ci manca che gli uomini di De Canio non riescono a far valere una delle leggi non scritte ma più antiche del calcio: gol sbagliato, gol subito. Infatti, dopo le diverse occasioni mancate dai padroni di casa al 36’ parte in contropiede la staffetta rossazzurra con Castro che offre un buon pallone a Keko che col sinistro sfiora il secondo palo. È questa l’ultima occasione di un match che il Napoli ha sempre controllato ma che non ha mai avuto davvero in pugno per merito di un Catania combattivo. Sarà adesso compito dei rossazzurri far seguire ad una buona prestazione un buon risultato, a partire da sabato prossimo nel difficile anticipo casalingo contro l’Udinese.

La 12^ giornata di serie B dice che il Palermo inizia a puntare con decisione i piani alti della classifica. Ma non è tutto. Il risultato del “Partenio” è di quelli che contano non soltanto perché conquistato contro una diretta avversaria, ma perché la squadra di Iachini ha dato finalmente la chiara impressione di ragionare e giocare da big. Per inciso le trame di gioco non sono ancora fluide e avvolgenti, e forse non lo saranno mai, ma il campionato cadetto è questo e, come si è più volte precisato, richiede ben altre prerogative come ad esempio corsa, grinta e scaltrezza.

Qualità che i rosanero hanno, per l’appunto, dimostrato di possedere contro l’Avellino per tutti i 90 minuti. Sempre attenti nella fase difensiva, tanto da non concedere praticamente nulla all’avversario, ed evidenziando ancora una volta una lucidità sotto porta davvero importante. Ne è chiara dimostrazione la prima frazione di gioco. I rosa non soffrono mai l’offensiva dei padroni di casa ma pur tenendo bene il campo riescono ad impensierire l’avversario soltanto con delle conclusioni da fuori. Ed allora per sbloccare la partita ci vuole un errore, come accade al 27’ del primo tempo: Pisano mette in mezzo un pallone tutto sommato innocuo ma che Arini liscia clamorosamente dando il via libera a Lafferty il quale tutto solo può comodamente mettere in rete.

Nella ripresa il copione non cambia con i due allenatori impegnati a cambiare gli interpreti ove necessario, specie mister Rastelli che al 70’ ha già effettuato tutti i cambi a disposizione. Iachini, invece, effettua la sostituzione vincente all’80’ quando manda in campo Hernandez proprio al posto dell’autore del gol Lafferty. Vincente perché la “Joya” ci mette appena 3 minuti per andare a segno: all’83’, infatti, Barreto lancia in profondità l’uruguaiano che in velocità supera il portiere Seculin e deposita in rete. È il 2 a 0 che chiude la partita. Con la vittoria di Avellino, il Palermo di Iachini fa registrare il suo sesto risultato utile di fila, con quattro vittorie e due pareggi, dieci reti realizzate e tre subite. L’obbligo è di continuare su questi ritmi, a cominciare da sabato prossimo quando al “Barbera” andrà in scena l’atteso derby contro il Trapani.

Ed è proprio dalla squadra di mister Boscaglia che arriva la nota dolente di questa giornata. I granata per la prima volta dall’inizio della stagione sono apparsi in netta difficoltà. Se la ripresa di Bari era suonata come un campanello di allarme, contro il Carpi il Trapani ha fatto di peggio: non è mai stato in partita, subendo per l’intera gara l’iniziativa degli emiliani. E se alla fine il passivo è solo di 1 a 0 lo si deve ad un superlativo Nordi autore di autentici miracoli.

È già il 5’ quando Di Gaudio spara dal limite d’area con il portiere granata che prima respinge e poi è lesto a ribadirsi anche su Concas. Al 9’ altro tiro da fuori da parte degli ospiti: questa volta è Memushaj a provarci ma Nordi si oppone. Il Carpi gioca a ritmi forsennati ed il Trapani sembra un pugile suonato, incapace di reagire. Al 35’ è Di Gaudio a concludere a botta sicura da posizione ravvicinata ma trova ancora l’immenso Nordi. Portiere granata che si ripete al 37’ su Mbakogu. L’unico lampo di orgoglio la spaesata squadra di Boscaglia lo riserva al 46’ quando Mancosu viene lanciato in profondità ma non riesce a concludere a dovere. Il primo tempo si chiude 0 a 0.

La ripresa si apre con il gol del più che meritato vantaggio del Carpi: al 12’ Mbakogu lavora un pallone sul fondo, appoggia dietro per l’accorrente Lollo che di sinistro trafigge Nordi. A questo punto Boscaglia cerca di dare la scossa ai suoi e nel giro di pochi minuti manda in campo Garufo, Iunco e Gambino. Tuttavia l’inerzia della gara non muta. Il Trapani cerca di affacciarsi in avanti ma è incapace di impensierire la retroguardia ospite. L’ultima emozione arriva in pieno recupero con Sgrigna che da fuori area impegna Nordi, l’unico vero giocatore in campo per i granata. Il Carpi vince così in maniera netta al “Provinciale”, con il pubblico di casa che per la prima volta fischia i suoi beniamini. Per mister Boscaglia, in vista del derby, si annuncia una settimana intensa.

(Immagine da palermocalcio.it)

Giovanni Maria Elia