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Catanzaro Ascoli, Gorgone tra dubbi e attese alla vigilia del Ceravolo. Video

Redazione
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Catanzaro Ascoli, Gorgone tra dubbi e attese alla vigilia del Ceravolo. Video
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Catanzaro Ascoli Gorgone chiede coraggio e prepara le scelte senza Pecorino e Giovane

Il tecnico giallorosso vuole una squadra più propositiva dopo Verona e affronta i temi della fiducia del modulo e delle palle inattive Alla vigilia del Ceravolo resta aperta la scelta degli interpreti

Il Catanzaro si avvicina alla sfida con l’Ascoli con la necessità di trasformare la reazione caratteriale mostrata a Verona in una prestazione più completa. Giorgio Gorgone indica una priorità precisa: ritrovare il coraggio di giocare, senza lasciare che il peso dei risultati condizioni ogni scelta.

Le assenze di Pecorino e Giovane obbligano l’allenatore a rivedere alcune soluzioni. Il problema, però, va oltre gli uomini disponibili e il sistema tattico. Contro un avversario organizzato, il Catanzaro dovrà essere più intraprendente nel possesso e più attento nelle situazioni che hanno già compromesso diverse partite.

Pecorino e Giovane indisponibili cambiano le opzioni

Pecorino e Giovane non saranno a disposizione contro l’Ascoli. Due assenze che pesano anche alla luce delle risposte offerte nell’ultima uscita, nella quale entrambi avevano interpretato compiti differenti rispetto ad altre gare.

Gorgone considera comunque riproponibili le idee utilizzate a Verona. La loro applicazione dipenderà dagli interpreti e dalle esigenze della partita: nessuna indicazione definitiva sulla formazione, ma la possibilità di conservare alcuni principi anche cambiando uomini.

La squadra, nelle valutazioni del tecnico, è consapevole della difficoltà del momento e conserva la convinzione di poter risalire.

Da Verona una reazione da completare con il gioco

Il punto di partenza è la disponibilità a lottare mostrata contro un avversario giudicato di alto livello. Gorgone riconosce però che, nelle ultime due partite, il Catanzaro ha perso qualcosa sul piano della costruzione e della proposta offensiva.

La maggiore attenzione al risultato ha ridotto la spontaneità delle giocate. Le occasioni sfumate e i punti lasciati nei finali hanno alimentato il timore di subire un’altra beffa, rendendo più difficile affrontare con lucidità anche i momenti favorevoli.

Contro l’Ascoli l’obiettivo è quindi unire solidità e qualità nel possesso palla. Davanti al proprio pubblico, limitarsi ad aspettare non sarebbe sufficiente né per cercare la vittoria né per coinvolgere lo stadio.

Il ruolo di Pafundi tra mezzala e trequarti

Tra le possibilità esaminate c’è l’impiego di Simone Pafundi in una posizione intermedia tra mezzala offensiva e trequartista, anche all’interno del 3 5 2 utilizzato a Verona.

Il suo ingresso ha lasciato indicazioni positive, soprattutto per la capacità di produrre una giocata determinante. Per Gorgone, tuttavia, valorizzare i calciatori di qualità richiede uno sforzo collettivo e una partecipazione adeguata alla fase di non possesso.

Pafundi può ricoprire quel ruolo, ma deve migliorare alcuni aspetti del lavoro senza palla. In una squadra che cerca fiducia, l’equilibrio resta una condizione essenziale per sostenere il talento offensivo.

Ascoli avversario organizzato da affrontare con pazienza

Gorgone descrive l’Ascoli come una formazione dall’identità riconoscibile, costruita sulla continuità di un gruppo che ha conquistato la promozione e mantenuto riferimenti chiari.

La qualità nel palleggio e la compattezza difensiva impongono al Catanzaro una gara attenta. Ci saranno fasi nelle quali i giallorossi dovranno accettare l’iniziativa avversaria senza perdere ordine o farsi prendere dalla frenesia.

Allo stesso tempo, la ricerca della costruzione può aprire spazi nelle transizioni. Riconoscerli e sfruttarli sarà uno dei temi tattici della sfida.

Nel ragionamento dell’allenatore trova spazio anche il profondo rinnovamento del Catanzaro: i 17 giocatori cambiati rendono poco utile sovrapporre automaticamente il percorso attuale a quello della squadra arrivata in semifinale nella stagione precedente.

Gorgone difende il gruppo e si assume le responsabilità

Sul rapporto con lo spogliatoio, la posizione dell’allenatore è netta: non vede una squadra che agisce contro di lui.

Le difficoltà vengono ricondotte alla scarsa serenità, a prestazioni inferiori alle possibilità del gruppo e anche a indicazioni che potrebbero non essere state trasmesse con sufficiente efficacia. Gorgone si assume la propria parte di responsabilità e considera legittime le critiche rivolte al suo lavoro.

Il confronto sulle parole del direttore sportivo Ciro Polito viene letto in questa prospettiva: la distanza tra quanto preparato durante la settimana e quanto effettivamente mostrato in partita.

La richiesta ai calciatori riguarda soprattutto la personalità nelle scelte. Cercare il pallone, offrire una soluzione al compagno e assumersi un rischio diventano comportamenti decisivi quando i risultati riducono la fiducia.

Centrocampo e formazione contano anche le caratteristiche fisiche

Gorgone riconosce che il centrocampo dispone di più interpreti portati alla costruzione rispetto a elementi con caratteristiche da incontrista. Contro l’Ascoli, però, l’attenzione si concentra soprattutto sulla capacità di proporre gioco.

La scelta della formazione terrà conto anche della struttura fisica, un aspetto diventato particolarmente rilevante nella valutazione delle palle inattive.

L’equilibrio da trovare riguarda dunque più fattori: qualità tecnica, copertura degli spazi, presenza nei duelli e pericolosità offensiva.

Palle inattive un problema da correggere contro l’Ascoli

I gol subiti su calcio piazzato rappresentano uno dei punti più delicati. L’allenatore riconosce che i numeri richiedono una risposta concreta, tanto più contro un avversario indicato in conferenza tra i più efficaci in queste situazioni.

La soluzione non viene ridotta alla scelta tra marcatura a uomo e difesa a zona. Servono concentrazione, responsabilità individuale e capacità di affrontare i duelli.

Anche la statura degli interpreti entra nelle valutazioni: in determinate circostanze il Catanzaro paga una minore presenza fisica, elemento che può incidere sulle decisioni iniziali.

Arditi e le alternative aspettano una possibilità

L’assenza di Pecorino apre interrogativi sull’attacco e sulle possibilità di Arditi, apprezzato per l’atteggiamento mostrato entrando dalla panchina.

Gorgone ha valutato questa soluzione senza anticipare le scelte. Il principio vale anche per chi ha trovato meno spazio, come Cassa e Buso: il lavoro negli allenamenti viene riconosciuto, ma la pressione del momento può spingere a privilegiare intese già consolidate.

Le tre partite in una settimana potranno offrire ulteriori opportunità. La priorità immediata resta comunque l’Ascoli.

Al Ceravolo la richiesta di sostegno fino alla fine

Il tecnico considera comprensibile il dissenso dei tifosi dopo una prestazione negativa. Non chiede di cancellare le critiche, ma di accompagnare la squadra durante la partita, anche quando il gioco attraversa passaggi difficili.

La risposta dovrà arrivare soprattutto dal campo. I calciatori sono chiamati a sostenere la pressione e a trasformare la tensione in partecipazione, evitando che diventi paura.

Per Catanzaro Ascoli, il messaggio centrale è questo: recuperare iniziativa, affrontare gli errori senza bloccarsi e cercare con convinzione una prestazione capace di cambiare il momento della squadra.

VIDEO INTEGRALE - PRESS AREA | MISTER GORGONE NEL PRE-GARA CATANZARO-ASCOLI


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