ROMA, 02 DICEMBRE 2011 – E’ crisi anche per il servizio pubblico, e stavolta non soltanto per gli ascolti a picco registrati dal TG1. Rimane da capire perchè se una trasmissione registra cali di ascolto viene cancellata (Mi manda Raitre) mentre se a farlo è un telegiornale niente si muove. La vera novità? l'applicazione repentina dei tagli già approvati dal Cda di Viale Mazzini. A proporli il direttore generale Lorenza Lei. [MORE]
La manovra, che prevede un taglio di 85 milioni di euro, è da considerarsi in aggiunta alla manovra da 70 milioni già varata il maggio scorso. In primis si cercherà di “rafforzare l’offerta all-news della Rai attraverso l’integrazione di testate giornalistiche Rai News e Televideo al fine di creare un polo in grado di competere piu’ efficacemente nel settore”, queste le parole del comunicato Rai. Secondo quanto pubblicato da Repubblica il nuovo servizio All News Rai, nato appunto dalla fusione di Rai Italia e Televideo, raggrugrupperà circa 200 giornalisti e dovrebbe vedere la luce il prossimo febbraio 2012. Il risultato? La creazione di un sito unico per un totale accorpamento delle singole testate.
A farne le spese soprattutto la corrispondenza estera, e' infatti previsto un forte ridimensionamento che necessiterà anche della chiusura di alcune sedi. “Ottimizzazione della presenza all’estero” queste le parole con cui il Cda fa sapere che la gestione degli esteri verrà affidata ad un agenzia che operi a livello mondiale, fornendo cosi' il supporto logistico a tutti i corrispodenti. il tutto frutto della “negoziazione di un accordo strategico”. Si parlarebbe di una riduzione delle sedi da 15 a 10, di giornalisti da 26 a meno di 15. A restare le corrispodenze di Berlino, Cairo, Gerusalemme, Bruxelles, Londra, Parigi, New York, Washington e Pechino. Fatte fuori Madrid, Nairobi, Buenos Aires, Nuova Delhi e, con ogni probabilita’, Beirut e Instanbul.
Fra i cambiamenti previsti anche la riorganizzazione di RaiItalia: “prevediamo di utilizzare I migliori prodotti della programmazione dei canali generalisti e specializzati, razionalizzando le riprese esterne, riducendo i costi di gestione del partrimonio immobiliare nonchè i costi non direttamente correlati ai prodotti". Tra questi la drastica riduzione dei costi per l’utilizzo delle auto blu e altre spese superflue, come benefit o arredamenti.
A far sentrie la propri voce i dipendenti di Rai Corporation (New York) con una lettera indirizzata a Napolitano, nonchè ai Presidenti di Camera e Senato. Nella lettera si parla specialmente degli effetti che avrebbe l’esternalizzazione dei servizi offerti da Rai Corporation: “nell’attuare questa decisione si provvederebbe a licenziare in blocco il personale di Rai Corporation utilizzando formule in vigore negli Stati Uniti anzichè riservare ai dipendenti un trattamento pari a quello dei colleghi che lavorano in Italia”.
“No al taglio indiscriminanto dei posti di lavoro” spiegano i dipendenti di Rai Corporation, che affibbiano la responsabilità del fallimento ad anni di cattiva gestione. “Chiudere una società del gruppo non sarebbe altro che un segno di incapacità” prosegue la lettera. Sindacati in rivolta, Usigrai pretende delle spiegazioni e cerchera' di tutelare anche i dipendenti esteri.
Cecilia Andrea Bacci
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