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Crotone-Inter U23, Greco prepara la sfida: «Identità chiara, ora dobbiamo concretizzare». Video

Redazione
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Crotone-Inter U23, Greco prepara la sfida: «Identità chiara, ora dobbiamo concretizzare». Video
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Il tecnico rossoblù presenta la gara dello Scida e chiede continuità nel gioco maggiore incisività sotto porta e una risposta importante da tutto il gruppo

Il Crotone si prepara ad affrontare l’Inter U23 con l’obiettivo di trasformare le buone prestazioni delle ultime settimane in un risultato pieno. Alla vigilia della partita, mister Greco ha analizzato il momento della squadra, soffermandosi sulla crescita del gruppo, sulle possibili rotazioni e sulla necessità di migliorare nella fase conclusiva.

La gara, valida per la quinta giornata di Serie C, si disputerà martedì 15 settembre alle 18:30 allo stadio Ezio Scida.

Greco soddisfatto dell’identità costruita dal Crotone

Il principale motivo di soddisfazione per Greco riguarda l’identità che il Crotone sta costruendo nonostante i numerosi cambiamenti affrontati durante l’estate. La squadra ha mostrato una proposta di gioco riconoscibile, un buon volume offensivo e la capacità di reagire nei momenti più complicati.

Il rammarico nasce invece dai pochi punti raccolti rispetto a quanto prodotto sul terreno di gioco. Secondo l’allenatore, un risultato positivo potrebbe accelerare il percorso di crescita e rafforzare ulteriormente la fiducia dei calciatori.

«Il dispiacere è soprattutto per la squadra, perché queste prestazioni e questo volume di gioco non erano scontati. I ragazzi stanno creando una bella identità, anche se c’è ancora tanto da fare. Ora dobbiamo concretizzare quello che produciamo».

Possibili cambi nella formazione contro l’Inter U23

La partita arriva a pochi giorni dalla trasferta contro il Savoia e obbliga lo staff tecnico a valutare attentamente le condizioni della rosa. Greco non esclude alcune novità nell’undici iniziale, ma preferisce attendere la rifinitura prima di prendere decisioni definitive.

L’obiettivo è coinvolgere un numero maggiore di calciatori, concedere minutaggio a chi finora ha giocato meno e verificare quali soluzioni possano offrire nuove alternative sul piano tecnico e tattico.

Il principio indicato dall’allenatore è chiaro: chi parte dall’inizio è importante, mentre chi entra durante la gara può diventare determinante. Proprio il contributo dei subentrati ha permesso al Crotone di cambiare l’inerzia delle ultime partite.

Tra i calciatori citati figura Tordini, considerato particolarmente efficace quando entra a gara in corso grazie alla capacità di aumentare ritmo e imprevedibilità. Una qualità che, in alcuni casi, può spingere il tecnico a utilizzarlo come arma nel secondo tempo anziché schierarlo immediatamente.

Inter U23 avversario giovane ma ricco di qualità

Greco ha definito l’Inter U23 una formazione dotata di notevoli qualità individuali e di una struttura capace di adattarsi alle caratteristiche dei calciatori disponibili.

La seconda squadra nerazzurra arriva da due sconfitte e, proprio per questo, potrebbe presentarsi allo Scida con un livello di attenzione particolarmente elevato. Il tecnico del Crotone si aspetta quindi un confronto complesso, nel quale serviranno concentrazione, intensità e lucidità.

«Se affronta le partite nel modo giusto, l’Inter U23 ha la qualità e la forza per ambire a posizioni importanti. Troveremo una squadra molto concentrata e il coefficiente di difficoltà sarà alto».

Il Crotone, tuttavia, non intende rinunciare alla propria filosofia. L’obiettivo sarà provare a controllare il gioco, imporre ritmo e personalità e sfruttare con maggiore precisione le occasioni costruite.

La crescita mentale dopo le rimonte con Barletta e Savoia

I pareggi ottenuti contro Barletta e Savoia hanno offerto indicazioni importanti soprattutto dal punto di vista caratteriale. In entrambe le occasioni il Crotone ha reagito dopo essere passato in svantaggio, dimostrando di possedere le risorse necessarie per rientrare in partita.

Per Greco, queste reazioni rappresentano un ulteriore passo nella costruzione dell’autostima collettiva. Il gruppo è giovane e profondamente rinnovato, perciò deve ancora acquisire piena consapevolezza delle proprie potenzialità.

La squadra dovrà però imparare a gestire meglio la frustrazione. Creare occasioni senza riuscire a concretizzarle può incidere sul piano emotivo, ma non deve modificare l’atteggiamento.

«Dobbiamo diventare dei rulli compressori dal punto di vista mentale. Vittoria, pareggio o sconfitta non devono scalfire ciò che vogliamo fare. Il nostro obiettivo è diventare squadra, far crescere i giovani e andare a caccia dei risultati attraverso questa crescita».

Il problema della concretezza non riguarda soltanto Musso

Uno dei temi centrali della conferenza è stato il rapporto tra il volume di gioco prodotto e il numero di reti segnate. Il Crotone riesce ad arrivare con continuità negli ultimi metri, ma non sempre trova la scelta corretta o la necessaria precisione.

L’attenzione si concentra inevitabilmente su Antonino Musso, al quale sono capitate diverse occasioni. Greco, però, ha difeso il suo attaccante e ha allargato l’analisi all’intera fase offensiva.

Il tecnico vuole aiutare Musso anche sotto l’aspetto emotivo, permettendogli di giocare con maggiore serenità e con un peso inferiore sulle spalle. Allo stesso tempo, esterni e centrocampisti dovranno attaccare maggiormente l’area e assumersi più responsabilità in zona gol.

«Non possiamo concentrare tutto sull’attaccante centrale. Abbiamo avuto occasioni con gli esterni e con i centrocampisti, diversi uno contro uno in area e molte transizioni nate da recuperi alti. Dobbiamo aumentare la cattiveria e la qualità delle conclusioni».

Moduli variabili ma identità invariata

Greco ha chiarito che i cambiamenti tattici osservati nelle prime giornate non corrispondono a un’assenza di identità. Il modulo può variare durante la partita, ma i principi restano gli stessi.

Il Crotone può passare dalla difesa a tre al 4-2-3-1, modificando l’occupazione degli spazi in base all’avversario e all’andamento della gara. Questa flessibilità è favorita dalla presenza di calciatori capaci di ricoprire più ruoli.

Tordini può agire da esterno o trequartista, Azunna può giocare sulla fascia oppure da attaccante e Grosso può essere utilizzato sia da mediano sia da mezzala. Una duttilità che offre allo staff diverse soluzioni senza snaturare il progetto tecnico.

Spadoni indisponibile e valutazioni dopo la rifinitura

Per quanto riguarda la situazione dell’organico, Spadoni è l’unico calciatore indicato con certezza tra gli indisponibili. Gli altri hanno concluso regolarmente l’ultima partita, ma le valutazioni definitive saranno effettuate al termine della rifinitura.

Il terreno sintetico e le temperature affrontate nella precedente trasferta potrebbero incidere sulle scelte iniziali. Greco ha comunque sottolineato la buona condizione atletica della squadra, capace di mantenere intensità fino agli ultimi minuti.

Il rapporto con Crotone e il progetto per il futuro

Nel corso della conferenza, l’allenatore ha parlato anche del legame che sta costruendo con la città. Greco ha raccontato di frequentare spesso il lungomare, di apprezzare l’affetto ricevuto dai tifosi e di voler vivere pienamente la realtà crotonese.

Il desiderio è costruire qualcosa di duraturo insieme alla squadra e alla società, riportando progressivamente il club verso livelli più competitivi.

«Mi piacerebbe costruire qualcosa di bello con questa squadra e con questa società. So che sarà un anno difficile e che nel calcio servono i risultati, ma sono convinto che il Crotone possa ritornare ad altri livelli».

Il confronto con l’Inter U23 rappresenta quindi un nuovo esame per verificare i progressi compiuti. Il gioco e l’identità iniziano a essere visibili; adesso il Crotone deve aggiungere concretezza, continuità e quella vittoria capace di dare maggiore forza all’intero percorso.

Il testo integrale della conferenza stampa di mister Greco

Alla vigilia di Crotone Inter U23, in programma martedì alle 18:30, mister Greco ha risposto alle domande dei giornalisti.

Mister, il Crotone sta producendo molto, ma spesso subisce gol alla prima occasione avversaria e fatica a segnare per primo. Qual è la sua valutazione?

«La ringrazio. Il dispiacere è soprattutto per la squadra, perché queste prestazioni e questo volume di gioco non erano scontati. Bisogna considerare il percorso di quest’anno, i tanti cambiamenti e le difficoltà con le quali dobbiamo convivere.

I complimenti vanno fatti ai ragazzi, perché sono loro a scendere in campo e a fornire le prestazioni. Stanno costruendo una bella identità. C’è ancora tanto da fare e dispiace aver raccolto veramente poco, perché qualche risultato in più accelererebbe il processo che stiamo portando avanti.

Si percepisce ciò che la squadra sta trasmettendo e questo mi rende orgoglioso. È chiaro, però, che dobbiamo concretizzare quello che produciamo. Dobbiamo migliorare nell’ultimo passaggio e nella conclusione. Ci stiamo lavorando e sono convinto che, continuando con questa serietà e disponibilità, raccoglieremo ciò che meritiamo».

Il turno ravvicinato potrebbe portarla ad attuare un turnover, magari schierando dall’inizio Andreoni o Brignola?

«Vedremo. Ieri chi aveva giocato ha svolto un lavoro di recupero, considerando anche il viaggio, mentre gli altri si sono allenati con maggiore intensità.

L’idea è coinvolgere tutti perché abbiamo bisogno dell’intero gruppo. Vogliamo concedere minutaggio ad altri ragazzi, osservarli e capire cosa possono darci dal punto di vista qualitativo e quali nuove soluzioni possiamo trovare.

Tutti devono farsi trovare pronti e sentirsi importanti. Dico sempre alla squadra che chi comincia è importante e chi subentra è determinante. È un aspetto che mi è piaciuto nelle ultime due partite, perché siamo riusciti a cambiarle grazie ai giocatori entrati dalla panchina. È un altro mattoncino aggiunto al nostro percorso.

Valuteremo chi avrà recuperato meglio, quale partita vogliamo disputare e chi schierare dal primo minuto».

Il Crotone ha recuperato le partite contro Barletta e Savoia anche grazie ai correttivi adottati nel secondo tempo. Potrebbe dare subito spazio a chi è entrato bene?

«Non è detto. Tordini, per esempio, è un giocatore che quando entra riesce a spaccare le partite grazie alle sue caratteristiche. Le valutazioni dipendono anche da ciò che pensi possa accadere durante la gara.

Bisogna considerare se la squadra potrebbe trovarsi in vantaggio o in svantaggio e in quale modo i cambi possano modificarne l’andamento. Alcuni calciatori vengono quasi penalizzati perché meriterebbero di cominciare, ma egoisticamente preferisci sfruttarli in un determinato momento.

Faremo le nostre scelte in base al recupero fisico, alle caratteristiche dell’avversario e al tipo di partita che intendiamo disputare. La squadra, comunque, sta molto bene».

Che partita si aspetta contro l’Inter U23?

«Affronteremo un avversario di grandissima qualità. Quando interpreta bene le partite, l’Inter U23 può ambire anche a vincere il campionato per qualità e forza. Come tutte le squadre, naturalmente, possiede pregi e difetti.

Arriva da due sconfitte e conosco molto bene il suo allenatore, che considero importante per la categoria. Avrà sicuramente alzato il livello di attenzione del gruppo. I giovani, quando vengono sollecitati sotto questo aspetto, normalmente rispondono bene.

Sarà una partita molto complicata, come del resto lo sono tutte. Vogliamo dare continuità alle nostre prestazioni, essere noi stessi e confermare la volontà di imporre e controllare il gioco. Dovremo però concretizzare le occasioni che riusciremo a costruire».

Nelle ultime due partite il Crotone ha segnato tre gol, colpito due pali e conquistato un rigore. È aumentata l’autostima oppure è cambiato qualcosa nella fase offensiva?

«Il lavoro che abbiamo svolto è stato impegnativo soprattutto dal punto di vista mentale. Abbiamo dovuto mostrare ai ragazzi le loro stesse prestazioni. È un gruppo nuovo e, almeno nelle gare precedenti, i calciatori non avevano ancora una piena consapevolezza di ciò che possono essere e diventare.

Le ultime prestazioni hanno rafforzato questa convinzione. Il risultato rimane un elemento fondamentale per accelerare il processo e aumentare autostima e fiducia.

Il modo in cui abbiamo recuperato contro Barletta e Savoia, attraverso forza e carattere, ha aggiunto un altro tassello. La squadra ha compreso di possedere le qualità necessarie non soltanto per recuperare le partite, ma anche per ribaltarle. È un passaggio importante per la nostra crescita e per il nostro futuro».

È questo il Crotone che sta cercando di costruire?

«Sì. Domenica, a un certo punto, ho visto qualche ragazzo cominciare ad abbassare la testa. Quando giochi, costruisci e crei opportunità senza riuscire a segnare può emergere un senso di frustrazione, ma non dobbiamo permettere che accada.

Vogliamo diventare dei rulli compressori dal punto di vista mentale. Una vittoria, un pareggio o una sconfitta non devono scalfire ciò che dobbiamo fare.

Abbiamo un obiettivo chiaro: diventare squadra sotto ogni punto di vista, far crescere i nostri giovani e aumentare la loro autostima. Attraverso questo percorso dobbiamo andare alla ricerca dei risultati.

Alla lunga sono convinto che diventeremo una formazione forte e competitiva. Da gennaio in avanti vedremo in quale posizione di classifica ci troveremo e potremo definire meglio il campionato da affrontare».

Qual è la situazione degli infortunati? Spadoni sarà ancora assente?

«Tutti hanno concluso bene la precedente partita e oggi svolgeremo un altro allenamento. Spadoni è l’unico sicuramente indisponibile. Dopo la rifinitura faremo un ulteriore punto della situazione».

Quanto potrebbe cambiare la formazione iniziale? Potrebbe schierare anche chi finora ha giocato poco?

«Dobbiamo coinvolgere tutti. Abbiamo giocato su un campo sintetico e con temperature elevate, anche se la squadra ha corso fino all’ultimo. È stata un’altra risposta molto positiva.

Il gruppo sta bene, ma abbiamo la necessità di coinvolgere tutti i ragazzi e farli sentire importanti. Il campionato è difficile e impegnativo, quindi dobbiamo restare un blocco unico.

Sarà utile anche per me valutare il livello generale del lavoro e della crescita. Decideremo dopo la rifinitura, verificando chi ha recuperato e definendo la partita che vogliamo disputare».

Il Crotone ha già mostrato una propria identità e, quando mantiene un’intensità elevata, può diventare un rullo compressore. Nei momenti di calo, però, emergono alcune difficoltà. È soprattutto una questione mentale? Si può mantenere questa intensità per novanta minuti?

«Non è sempre possibile, perché bisogna considerare anche il valore e il comportamento degli avversari. La nostra idea è avanzare e attaccare con continuità, ma non sempre si riesce a farlo.

Nel primo tempo contro il Barletta, per diversi motivi, non siamo stati qualitativi come nelle altre partite e neppure particolarmente reattivi sul piano fisico. I ragazzi non sono macchine e una determinata mentalità si costruisce nel tempo.

Sono rimasto sorpreso positivamente perché abbiamo svolto un grande lavoro e i calciatori sono stati straordinari e molto ricettivi. Non è soltanto una questione tattica. Entrano in gioco le motivazioni, il senso di appartenenza e la responsabilità verso la città e i tifosi.

Per ricompattare l’ambiente dovevamo dare dei segnali e dobbiamo continuare a farlo. Quell’intensità possiede anche una componente emotiva. Ogni partita, però, presenta difficoltà differenti: il Savoia è un avversario, il Barletta un altro e l’Inter U23 proporrà caratteristiche ancora diverse.

Vogliamo mantenere sempre un’intensità elevata, ma so che non riusciremo in ogni gara a creare lo stesso numero di occasioni o ad avere il 72 per cento di possesso palla, come accaduto nel secondo tempo contro il Savoia.

Dobbiamo imparare a comportarci anche quando siamo costretti a fare qualcosa che non ci piace. Sono curioso di vedere come reagiremo in quelle situazioni, perché sotto questo aspetto abbiamo ancora molti margini di crescita».

Il Crotone realizza pochi gol rispetto alla quantità di gioco sviluppata. State lavorando per portare in area più calciatori e non dipendere soltanto da Musso?

«Dipende anche dalle caratteristiche della squadra. Abbiamo molti palleggiatori, calciatori che devono essere stimolati ad attaccare maggiormente l’area, e stiamo lavorando proprio su questo.

In questo momento l’attenzione è inevitabilmente rivolta ad Antonino, perché gli sono capitate diverse occasioni. A me, però, piacerebbe aggiungere un altro elemento all’analisi. È vero che la squadra deve portare il pallone all’attaccante nella posizione migliore e che poi lui deve concludere, ma vorrei anche capire come aiutare Antonino dal punto di vista emotivo.

Dobbiamo permettergli di sbloccarsi, sentirsi più sicuro e avvertire meno responsabilità. In queste partite, comunque, abbiamo costruito molte occasioni anche con gli esterni e con alcuni centrocampisti.

Domenica ci sono stati numerosi uno contro uno dentro l’area che, considerando la qualità dei nostri giocatori, avremmo dovuto sfruttare diversamente. All’occhio resta soprattutto l’occasione sbagliata da Nino, ma rivedendo la gara emergono molte altre situazioni dalle quali dobbiamo ricavare dei gol.

Abbiamo avuto anche diverse transizioni nate da recuperi alti e numerose conclusioni. Dobbiamo aumentare il livello di cattiveria e la qualità del tiro. Il focus viene posto sull’attaccante centrale, ma il mio raggio d’azione è più ampio».

Dopo queste prime settimane, che impressione le ha fatto la città di Crotone?

«Mi piace vivere la città e la sto visitando. Frequento spesso il lungomare e, vivendo qui da solo, vado abitualmente a cena fuori. Mi stanno facendo conoscere diversi locali.

Mi piace stare tra la gente e ascoltarla. Durante le passeggiate sul lungomare molte persone mi fermano e percepisco un affetto che mi fa molto piacere. Ho assaggiato anche la polpetta con la ’nduja: è qualcosa di eccezionale.

Mi piacerebbe costruire qualcosa di bello con questa squadra e con questa società. So che sarà un anno difficile e che nel calcio bisogna ottenere risultati. Come ho già detto al presidente e al direttore, in futuro mi piacerebbe avere l’opportunità di lavorare con una squadra che abbia già alle spalle un anno di percorso.

Vorrei contribuire a ricostruire quella competitività che qui è sempre esistita, perché sono convinto che questa società possa tornare ad altri livelli. È il mio grande desiderio. Nel frattempo rimango concentrato sul lavoro quotidiano e vivo una città che apprezzo molto».

Che tipo di capitano è Davide? È un trascinatore anche prima delle partite?

«Ogni calciatore possiede il proprio carattere e io lo rispetto. Davide non è una persona che parla moltissimo o che tiene lunghi discorsi motivazionali, ma possiede la sua leadership.

In questa squadra ci sono diversi ragazzi capaci di incidere sotto questo punto di vista, ognuno attraverso il proprio carattere e il proprio modo di essere.

La squadra diventerà leader attraverso il gioco e la crescita complessiva dei calciatori. Siamo un gruppo giovane e non abbiamo un unico riferimento vecchio stampo come potevano esserlo, in passato, giocatori come Guido o Di Pasquale. Esistono però diversi elementi in grado di trascinare gli altri con il proprio comportamento.

Nino, per esempio, durante gli allenamenti trasmette energia, parla, spinge e corre. Brignola può diventare un leader tecnico, mentre i giovani portano entusiasmo e grande qualità. Saranno le relazioni interne e la crescita del gruppo a rendere questa squadra leader di se stessa».

Ha cambiato spesso modulo. Le scelte dipendono dagli avversari oppure dai calciatori disponibili?

«Il modulo è stato modificato in base agli avversari e alla tipologia delle partite. Domenica abbiamo concluso con il 4-2-3-1, mentre contro il Barletta abbiamo terminato con una difesa a tre.

L’idea e l’identità rimangono sempre le stesse. Non è una semplice questione di modulo, ma di spazi, di come vogliamo occuparli e delle caratteristiche da inserire nella partita.

Non sono fissato con un solo sistema di gioco. Ho la fortuna di allenare calciatori intelligenti, capaci di svolgere più compiti. Tordini può giocare da esterno e da trequartista, Azunna può agire sulla fascia o da punta, mentre Grosso può fare il mediano oppure la mezzala. Quando hai a disposizione ragazzi capaci di interpretare più ruoli, il lavoro diventa più semplice».

Anche l’Inter U23 ha cambiato spesso modulo. È una squadra difficile da interpretare?

«Ha mantenuto prevalentemente una difesa a tre, passando dal 3-5-2 al 3-4-3 in base ai giocatori disponibili e agli avversari affrontati. La struttura generale è rimasta abbastanza stabile.

La difficoltà principale sarà rappresentata dalla notevole qualità dei suoi calciatori e dal modo in cui si presenteranno allo Scida. Credo che troveremo una squadra molto concentrata, considerando il momento che sta attraversando. Per noi il livello di difficoltà sarà elevato».

Mister Greco alla vigilia di  Crotone InterU23


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