Live della conferenza stampa di fine anno del Presidente Conte

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ROMA, 28 DICEMBRE - Tre ore davanti ai giornalisti per spiegare e difendere una legge di bilanc...

ROMA, 28 DICEMBRE - Tre ore davanti ai giornalisti per spiegare e difendere una legge di bilancio che "non e' stata stravolta" ma "scritta in Italia, non a Bruxelles" e "non aumenta la pressione fiscale sui cittadini". Giuseppe Conte incontra i cronisti per la tradizionale conferenza stampa di fine anno mentre alla Camera e' in corso l'esame della manovra. Nel lungo confronto con la stampa, nella sala polifunzionale di Galleria Colonna, il presidente del Consiglio elenca i risultati finora ottenuti dal suo governo, che - tiene a precisare - non e' "delle lobby" ma un esecutivo con un'agenda "dettata dai cittadini", costruito su un "amalgama tra giallo e verde", ovvero M5s e Lega, "non una mescolanza, sono due colori ben riconoscibili e distinti, ma in equilibrio chimico perfetto", al quale si e' detto fiero di contribuire. Il premier si dice "orgoglioso" della misura del reddito di cittadinanza, difende Luigi Di Maio per come si e' battuto per ottenerla e invece e' stato, a suo giudizio, ingiustamente "crocifisso" per aver festeggiato sul balcone di Palazzo Chigi. Conte non esclude un 'tagliando' al contratto di governo. Poi, a domanda diretta, sembra non derubricare neanche l'ipotesi di un 'rimpasto' nella squadra di governo, parlando di un tema che, se le formazioni politiche lo porranno, sara' valutato. Ma, poco dopo, arriva la precisazione di Palazzo Chigi: il rimpasto e' una ipotesi "inesistente, non all'ordine del giorno", tanto che il premier parla di "periodo ipotetico del terzo, quarto o quinto grado".

Conte chiarisce poi che, per rispetto del suo ruolo, si terra' fuori dalla campagna elettorale in vista delle europee del 26 maggio e che lascera' la "poltrona" quanto terminera' il suo incarico a Palazzo Chigi a conclusione di legislatura. Il capo del governo inoltre si prende la "piena responsabilita'" del raddoppio dell'Ires al non profit, "errore" che sara' corretto presto dopo il confronto col Terzo settore. Cerca "ferro da toccare" contro lo spauracchio dell'esercizio provvisorio evocato da un giornalista e garantisce che, da parte del governo, non vi e' stata alcuna "deliberata volonta'" di non rispettare il Parlamento e di comprimere il dibattito sulla manovra ma la "necessita' di evitare la procedura di infrazione" da parte dell'Ue, "grande risultato di cui beneficera' l'intero sistema Paese, e che ha imposto l'arrivo in zona Cesarini". Correzione del suo staff anche in merito alla frase a commento della protesta dei pensionati sulla manovra. "Li ricordo silenti quando fu approvata la legge Fornero", attacca il premier in conferenza stampa. "Il presidente faceva riferimento alle sigle sindacali e non ai pensionati stessi", puntualizza Palazzo Chigi.

"Una volta si facevano promesse ma non si traducevano in un contratto, di volta in volta venivano valutate le iniziative da attuare. Noi abbiamo fatto tutto alla luce del sole, in trasparenza, con un 'modus procedendi' che condizionera' qualsiasi esperienza futura di governo", scandisce Conte. "Non siamo il governo delle lobby, la nostra agenda e' dettata dagli interessi e dai bisogni dei cittadini". "Se i sondaggi a distanza di mesi ci danno ancora molto apprezzati dai cittadini e' forse dovuto a alla continuita'' e alla coerenza nell'azione di governo. Stiamo contribuendo a ridurre la frattura tra classe politica e cittadini".

"L'esperienza di governo funziona e funzionera' perche' si regge su un amalgama perfetto tra giallo e verde. Non una mescolanza, sono due colori ben riconoscibili e distinti, ma un equilibrio chimico perfetto, al quale contribuisco anche io. Una perfetta sintonia tra due forze politiche e i loro leader con me", sostiene. "Nessuno e' portatore di interessi lobbistici o particolari - ha aggiunto -. Finche' l'amalgama si conservera', io ritengo per 5 anni, sarebbe un grave errore tradire una prospettiva cosi' riformatrice anche agli occhi dei cittadini". E a chi gli chiede quale 'colore' preferisce, Conte la butta sul calcio: "Io sono giallorosso, sono tifoso della Roma".

"La possibilita' di un tagliando", al contratto di governo "non e' da escludere - chiarisce -. Quando si cammina insieme, si fa un percorso insieme, e' bene fermarsi un attimo a riflettere, vedere cosa fare meglio e incrementare il programma". "Rimpasto? E' un discorso che esula alla sensibilita' del presidente del Consiglio. Questa esigenza, se ci sara'', maturera' in seno a una delle parti politiche. Se e quando si porra' il problema, lo valuteremo, ma siamo al periodo ipotetico del terzo, quarto o quinto grado", afferma. A chi gli chiede del paragone con Arnaldo Forlani, azzardato oggi su un quotidiano, il presidente del Consiglio risponde: "Senza presunzione, io mi chiamo Giuseppe Conte, i paragoni li lascio ai commentatori".

Poi si parte sui temi della manovra. Il reddito di cittadinanza e' una riforma "da parte di alcuni sempre osteggiata nel dibattito politico e di cui sono orgoglioso, che allinea il nostro Paese a tante democrazie avanzate", rivendica. "Avete crocifisso Di Maio quando si e' affacciato dal balcone: era la genuina immagine di chi esponente di una forza politica che per anni si e' battuto per una misura di civilta' sociale, e' stato crocifisso perche' si e' affacciato al balcone e avete rievocato figure oscure del nostro passato che non vogliamo ritornino. Io plaudo alla forza con cui Di Maio ha portato avanti questa battaglia quando tutti erano contrari, lo ha portato nel contratto di governo. Una misura che ho apprezzato, ho pensato da subito giusta, una misura di cui il Paese ha bisogno e sono orgoglioso che realizzeremo".

Riguardo alla manovra, Conte sostiene: "Quello che c'e' stato suggerito da Bruxelles e' stata la clausola di congelamento finale. Ci hanno suggerito una misura di contenimento della spesa di minore impatto rispetto a quella piu' radicale che avevamo pensato". "Da Bruxelles - insiste - ci hanno suggerito di limitare questa formula solo a 2 miliardi tanto che in manovra c'e' un meccanismo di congelamento della spesa pari a 2 miliardi che individua una serie di capitoli di spesa e fino a luglio accantoniamo una piccola percentuale in modo da ottenere 2 miliardi. A luglio se il trend e' in linea con le nostre previsioni sbloccheremo". L'interlocuzione con l'Ue "ha riguardato i saldi finali quindi un problema di sistema ma mai di impostazione delle misure contenute nella manovra. L'opposizione accarezza questa idea della manovra scritta a Bruxelles, non e' affatto vero, e' stata scritta in Italia", rivendica. Sul fatto che nella manovra non si aumenti la pressione fiscale sui cittadini e' irremovibile: "Non ho il dato finale, non ho fatto il conteggio. Ma se anche dovessimo confermare il dato dell'Ufficio Parlamentare di Bilancio, non significa che stiamo aumentando la pressione fiscale sui cittadini". Conte cita misure come le minori deduzioni sulle perdite delle banche, le assicurazioni, la web tax "per i giganti del Web e non per tutte le aziende", le imprese che operano nel gioco d'azzardo. "Questo complesso di misure nel saldo complessivo potrebbe portare a un aumento, ma e' successo che persone autonome fino al 65 milioni di fatturato e piccole imprese pagheranno solo il 15 per cento dell'aliquota, abbiamo ridotto il costo del lavoro, il famoso cuneo fiscale, abbiamo raddoppiato la deduzione sui capannoni industriali, abbiamo anche portato una cedolare secca al 21 per cento in caso di nuovo contratto di locazione.

Tutte queste misure vanno conteggiate in questa contabilita'. La pressione fiscale per i cittadini l'abbiamo alleggerita, un disegno di politica economica e fiscale non dettata da Bruxelles, anzi negoziata duramente con Bruxelles, come deve fare un governo". Poi focus sulla crescita. "L'uno per cento di crescita e' la soglia minima, noi dobbiamo andare molto oltre", assicura Conte. "Vogliamo riformare, rivoltare questo Paese come un calzino. Questo Paese non cresce, non c'e' crescita economica e difficilmente si puo' promuovere lo sviluppo sociale". Il premier ribadisce che il governo confida di "evitare l'aumento dell'Iva anche nel 2020 e nel 2021". "Le clausole salvaguardia recano dei numeri importanti - riconosce - ma non vorrei fosse trascurato il fatto che in pochi mesi abbiamo recuperato 12,5 miliardi per neutralizzare l'incremento dell'Iva, eredita' del governo precedente".

"Quando la manovra sara' realizzata battero' palmo a palmo il nostro territorio, incontrero' tutto il mondo imprenditoriale per spiegare bene questa manovra. La manovra e' ancora in discussione e secondo me molte misure non si conoscono, ma messe tutte insieme danno la misura di grande attenzione, di grandi chanche e opportunita' che offriamo al mondo delle imprese. E' la prima tappa di un grande processo riformatore". Infine, a chi gli chiede della proteste dei sindacati dei pensionati alla manovra, poi Conte risponde, tranchant: "I pensionati scendono in campo ma li ricordo silenti quando fu approvata la legge Fornero. Oggi, nel pieno rispetto del governo, sono in strada a protestare. Facciano la loro protesta ma non mi sembra assolutamente che abbiamo attentato a trattamenti pensionistici, abbiamo operato con molto discernimento".

Durante la conferenza stampa diversi i temi affrontati: dall'immigrazione, al calcio, alla Tav. Sui migranti il premier chiarisce: "Non credo che io o il governo abbiamo accusato i migranti di tutti i mali, se abbiamo pensato a tutti i mali e' contro i trafficanti. Ci dobbiamo preoccupare delle vite, non solo degli sbarchi. I migranti non sono il problema, spesso sono le vere vittime. Bisogna rafforzare i corridoi umanitari per farli venire direttamente in Italia".

Sulla legittima difesa, Conte si dice convinto di "riuscire a varare un progetto riformatore equilibrato tra l'esigenza della tutela dell'integrita' fisica e quella di difendere se stessi e i propri familiari da aggressioni violente e ingiustificate nel proprio domicilio. Estremizzare in un senso o nell'altro il grumo degli interessi di disciplina significherebbe avere una disciplina incostituzionale". Per quanto riguarda la riforma costituzionale, annunciata dai 5 stelle, Conte sostiene che a suo avviso il governo si dovrebbe sfilare lasciando la discussione al Parlamento, che e' la "sede piu' indicata".

"Sulla Tav siamo nell'ambito di una procedura istruttoria", spiega, rispondendo a una domanda a proposito dell'Alta velocita' Torino-Lione, tema che divide gli alleati di governo. "A fine dicembre la commissione ci dara' l'esito e il governo lo esaminera'. Il governo fara' di tutto per comunicare questo esito prima delle elezioni Europee". Dopo i cori e le violenze che hanno infiammato il mondo del tifo e del calcio, il premier chiede di "un segnale di cesura forte anche ricorrendo a una pausa nelle manifestazioni sportive, per una proficua riflessione di chi vi prende parte, ma lascio alle autorita' competenti la valutazione".

Infine, sollecitato a piu' riprese dai cronisti sul rispetto del pluralismo dell'informazione, minacciato dagli annunciati tagli dei contributi all'editoria, garantisce: "Un tavolo sull'informazione c'e', con il nostro sottosegretario Vito Crimi, e senz'altro mi fara' piacere partecipare ma per discutere non solo di fondi all'editoria ma anche di tante altre cose" come "l'equo compenso" per i giornalisti. Il taglio sara' "progressivo", ricorda, "diamo la possibilita' a queste testate di poter con calma trovare sistemi alternativi di finanziamento".





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