MILANO, 17 AGOSTO 2011- Il contributo di solidarieta' sui redditi oltre i 90.000 ed i 150.000 euro sta diventando il pomo della discordia fra calciatori e societa' sportive di appartenenza. A gettare acqua sul fuoco, ci pensa l’amministratore delegato del Milan, Adriano Galliani, che dichiara, "Qualunque cosa ci sia scritto sulla manovra del governo sul contributo di solidarieta', anticipo che per noi gravera' al 100% sui calciatori. Se non sara' cosi' facciano lo sciopero tutta la vita. E' un aspetto sul quale non si transige. E' una tassa che pagheranno loro e non le società”. [MORE]
Pienamente concorde con Galiani, il presidente del Palermo, Maurizio Zamparini: "Certamente il contributo del 10% pesera' per intero sugli stipendi dei calciatori".
A tal proposito, non si è fatta attendere la replica dei giocatori arrivata attraverso il loro leader Damiano Tommasi, "Ogni calciatore, sul proprio contratto, ha ben definito come devono essere corrisposti gli emolumenti (al netto delle imposte, ndr). La cosa che mi da' fastidio e' il collegare questa cosa con l'inizio del campionato, mi sembra assolutamente fuori luogo".
Per Galiani, “Questa cosa va al di la' dei contratti, del netto e del lordo. Tutti i club che ho sentito, sono d'accordo con me e spero che il presidente dell'Aic Damiano Tommasi capisca, altrimenti puo' anche scioperare per sempre”. L’amministratore del Milan ha continuato dicendo, "E’ una tassa straordinaria e non ha niente a che vedere con il netto o il lordo. Il problema non esiste. Perché un lavoratore che guadagna 3500 euro al mese con a carico moglie e figli deve tirar fuori di tasca sua il contributo di solidarietà e un calciatore che ne guadagna 20 mila, no? Il mondo è cambiato. I calciatori non possono pensare di starsene in una torre d'avorio mentre il mondo crolla. La mia intenzione è non sborsare un euro. Se qualcuno non è d'accordo può sempre farmi causa".
In merito alla vicenda, il ministro della Semplificazione normativa, Roberto Calderoli, ha sostenuto che, ''Se dovessero continuare a minacciare scioperi o ritorsione proporro' che come ai politici anche ai calciatori venga raddoppiata l'aliquota del contributo di solidarieta''.
Infine, facendo mie le stesse parole di Galiani, mi chiedo e vi chiedo: “Perche' certi 'signorini' che guadagnano 10 milioni di euro l'anno non vogliono pagare il loro contributo allo Stato? ". Poverini, come faranno ad arrivare a fine mese? Dovremmo autotassarci noi, comuni cittadini, al fine d’istituire un “contributo Solidarietà” pro calciatori. Tanto, siamo abituati ad essere tartassati.
Rosy Merola
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