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Usa, nasce il Facebook dei ricercatori italiani in America

Riccardo Marcucci
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HOUSTON, 6 NOVEMBRE 2011 – Debutta oggi all'Italian Communities Cultural Center il social network interamente dedicato ai ricercatori italiani in America. Si chiama Young-Issnaf, acronimo di Italian Scientist and Scholars of North American Foundation, ed è la nuova risposta del mondo scientifico alla dispersione della ricerca italiana all'estero. Battezzata stamane a Houston, la piattaforma nasce come punto di incontro per tutti quei ricercatori italiani emigrati Oltreoceano al fine di migliorare la qualità del contributo scientifico e mantenere i contatti con il mondo accademico in Italia.[MORE]

In realtà il progetto è una costola dell'omonima associazione Issnaf, nata nel 2008 dallo sforzo di 37 studiosi italiani di fama mondiale. Composta da illustri accademici e ricercatori italiani tra cui i premi Nobel Renato Dulbecco e Riccardo Giacconi, l'associazione conta oggi migliaia di membri ed ha partecipato alla cerimonia inaugurale di stamane tramite l'intervento del suo fondatore Prof. Vito Campese, affiancato dal Console italiano a Houston Fabrizio Nava.

Il servizio offerto dallo Young-Issnaf è destinato agli oltre 300.000 italiani che dopo la laurea hanno abbandonato lo Stivale per proseguire la propria attività di ricerca all'estero, in questo caso negli Usa. Quegli stessi ricercatori che il ministro degli Esteri Frattini preferì chiamare “ambasciatori italiani nel mondo” per evitare di ricadere puntualmente sulla scomoda questione del Brain Drain, anche detta fuga dei cervelli, in cui l'Italia è campione con medaglia nera.

La dottoressa Chiara Gabbi, da cinque anni ricercatrice nel campo delle malattie metaboliche del fegato, è una delle promotrici dello Young-Issnaf e spiega i motivi alla base del suo impegno: "in questi miei cinque anni all'estero - racconta la Gabbi - ho incontrato tantissimi giovani italiani di spessore, con grande energia e voglia di fare che, come me, condividono il sogno di far progredire la ricerca e vivono una speranza, benchè lontani dal loro Paese e dagli affetti''

Il social newtork è stato concepito da alcune delle menti che si trovavano a svolgere la propria attività di ricerca negli ambienti accademici della città di Houston. Ed è proprio qui che il prossimo 3 dicembre si terrà la Conferenza dei Ricercatori Italiani nel Mondo, un'iniziativa promossa dal Comites (Comitato Italiani all'Estero) e patrocinata dal Consolato italiano di Houston. La rete è stata progettata su misura per tutti quei ricercatori italiani “under 40” emigrati negli States e fornirà un servizio di Mentorship pensato per supportare i neoricercatori dal punto di vista logistico, professionale e radazionale. Oltre a fungere da ponte levatoio con il mondo della ricerca in Italia, il social network permetterà così ai professionisti della ricerca italiana negli Usa di condividere le proprie conoscenze con i più giovani.

''Da espatriati - spiega la dott.ssa Gabbi - nasce il bisogno di restare collegati, cosa che negli Usa ancora non accadeva fra i più giovani, e si avverte anche il dovere morale di mettere le nostre conoscenze a servizio della ricerca e della medicina nel nostro Paese d'origine''.

Essere italiani under 40, laureati e svolgere attività di ricerca in un'Università americana da almeno un anno, queste le precondizioni necessarie per l'ammissione allo Young-Issnaf. Anche se per il momento l'idea nasce dall'esigenza di tenere in contatto i ricercatori italiani che svolgono la propria attività in America, è possibile che la rete sarà accessibile anche al mondo degli studenti italiani, che negli Usa hanno trascorso solo un periodo, e a quei ricercatori italiani che hanno deciso di tornare a casa.

Grande entusiasmo anche per il lancio della piattaforma Web, che la Dott.ssa Gabbi commenta così: “da giugno ad oggi le iscrizioni alla rete Issnaf sono aumentate del 30%, e in tutti i casi si tratta di ''under 40''. ''In pochi mesi - aggiunge la ricercatrice - le adesioni sono state un centinaio. Un risultato assolutamente inaspettato''.
'Help me I'm lost', 'Forum' e 'Find research collaborators'. Queste alcune tra le sezioni che costituiscono il cuore della piattaforma messa in rete da un gruppo di volontari. Oltre a fornire un servizio di tutoraggio per i neofiti della ricerca e dare la possibilità di mettersi in contatto con altri colleghi, il sito consente agli iscritti di trovare progetti, avviare collaborazioni scientifiche ed eventualmente fruire di finanziamenti per le ricerche multicentriche.

Riccardo Marcucci
 


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Scritto da Riccardo Marcucci

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