Cerca

Giovanni Scifoni si mette a nudo per InfoOggi. Intervista all'attore

Giulia Farneti
Condividi:
Giovanni Scifoni si mette a nudo per InfoOggi. Intervista all'attore
Notizia in evidenza
Occhio alla notizia
Tempo di lettura: ~8 min

Rimani sempre aggiornato!

Unisciti al nostro canale Telegram per ricevere notizie in tempo reale, esclusive ed aggiornamenti direttamente sul tuo smartphone.

FORLI', 12 MAGGIO 2012 - Giovanni Scifoni nasce a Roma il 23 maggio 1976, è un giovane attore e autore teatrale. Per diversi anni studia pianoforte e jazz. Nel 1997 fonda la Compagnia teatrale e musicale Musici & Comici, per poi diplomarsi all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica Silvio D'Amico. Intraprende tournée teatrali con artisti della scena nazionale, tra cui P. Poli, S. Lo Monaco, P.Gastaldi, M. Foschi e tanti altri; collabora anche con la compagnia internazionale Gen Rosso, partecipando sia come attore sia come regista teatrale.

La notorietà arriva nel 2003 con la miniserie tv e film di Rai Uno La meglio gioventù, regia di M. T. Giordana, dove interpreta magistralmente il ruolo di Berto. Gli anni successivi sono una continua ascesa: nel 2005 è protagonista nella fiction tv Mio Figlio con Lando Buzzanca, nel 2006 è nel cast della miniserie di Canale 5 L’onore e il rispetto, regia di S. Sampieri, poi nuovamente su Rai Uno con la terza stagione di Un caso di coscienza, regia di L. Perelli e la serie tv Don Matteo 6, regia di E. Marchetti. Dopo essere stato invitato a Roma come attore, regista e autore del testo per l’esecuzione de Le ultime sette parole di Cristo di Haydn, scrive un testo teatrale portando in scena lo spettacolo Le ultime sette parole di Cristo (minestra di fede per cialtrone e strumenti antichi), ottenendo meritatamente successo a Roma, con molti mesi di repliche e una tournée nel resto d'Italia. Nel 2011 è una delle new entry di Un medico in famiglia 7, nel ruolo dello psicologo Francesco Matteucci. Attualmente è in scena nei teatri italiani con un nuovo spettacolo, Guai a voi ricchi![MORE]

Come hai fatto a capire che il mestiere che volevi fare nella vita era quello di attore? Chi è o è stato il tuo modello?

Era la cosa che mi riusciva meglio. Da bambino ero pazzo per Dick van Dyke, lo spazzacamino di Mary Poppins. Non era un grande attore, ma mi colpiva la sua totale follia. Cercavo di imitare le sue boccacce, i passi di danza. Poi crescendo ovviamente ho capito che c’erano in cinema e teatro attori meravigliosi e sublimi, ho copiato da tutti, ma ho smesso di avere un modello.

Quale fine ha l'attore nei confronti della vita?

Molto banalmente: raccontarla. E in realtà un attore non può fare altro che raccontare la propria di vita, anche attraverso personaggi diversi da se, vite che non ha vissuto, storie che non ha mai conosciuto, ma tutto attraverso la propria storia personale.

Tra tutti i personaggi da te interpretati, qual è quello che ricordi con maggior piacere?

Probabilmente Berto ne La meglio gioventù, perché è il mio primo lavoro cinematografico, ed è stata un’esperienza particolarmente emozionante.

Tra i vari ruoli, quale si avvicina di più alla tua personalità e al tuo carattere?

Il mio ultimo lavoro teatrale Le ultime sette parole di Cristo. Non è un vero e proprio ruolo, è un narratore. Mi ritrovo molto nei panni del narratore, cioè colui che senza fingere immedesimazione racconta onestamente al pubblico una storia che a lui preme molto raccontare e accenna l’interpretazione dei personaggi della storia che va raccontando.

C'è una tematica che vorresti trasmettere alla gente e che ancora non hai avuto la possibilità di fare?

L’insuccesso dei perdenti.

Hai qualche rimpianto riguardo la sua formazione professionale?

Mi sarebbe piaciuto viaggiare di più e fare esperienze di formazione a Londra e Parigi, ma il lavoro e la vita hanno preso un’altra piega.

Cosa vorresti augurare a quei giovani che si affacciano alla vita adulta?

Di avere creatività. La creatività necessaria per inventarsi il lavoro (perché ormai non esiste quasi più) la creatività e il coraggio necessari per tirare su famiglia (perché tutti li contrasteranno e nessuno li aiuterà)

Sei in scena con Le ultime sette parole di Cristo- minestra di fede per cialtrone e strumenti antichi, tratto dall'opera di F.J.Hadyin. Hai deciso di dare una nuova e intima interpretazione al suo monologo. Come ti sei preparato per questa nuova interpretazione? Come ti rapporti alla religione? In che modo riusciresti a convincere i giovani che ancora non hanno avuto possibilità ad andare a vedere il tuo spettacolo?

È il lavoro più complesso e il più bello della mia vita finora. Ho scritto questo monologo perché commissionato da un’orchestra che doveva eseguire Haydn, appunto. Poi lo spettacolo ha preso un’altra piega e mi sono affiancato a due musicisti che eseguono musica medievale e semitica. La fede nella mia vita ha rappresentato tutto. Come anche le crisi di fede e l’ateismo. In questo spettacolo racconto questo: fede purissima, ateismo purissimo, superstizione purissima, attraverso storie e personaggi di tutte le epoche: santi, idioti, cialtroni. Si può ridere e piangere di qualunque argomento, questa è la legge del racconto teatrale, e ho scoperto con questo spettacolo che soprattutto i giovani hanno voglia di interrogarsi, ridere e piangere sulle domande fondamentali dell’esistenza umana.


Ultimamente ti abbiamo potuto ammirare nel ruolo dello psicologo Francesco Matteucci nella amatissima serie Un medico in famiglia, un personaggio di molte sfaccettature, come racchiuso in una sorta di bolla di sapone. Cosa pensi di aver trasmesso al pubblico? È la fiction per eccellenza che tratta della famiglia, come ti sei trovato con il cast? Com'è oggi la famiglia e come dovrebbe essere per te?

Mi è piaciuto interpretare Francesco perché è un perdente, e quindi un personaggio fortemente umano, con cui trasmettere emozioni vere. Per me la famiglia è il centro dell’esistenza umana, è il luogo fondamentale dove imparare a comunicare, ad amare e a odiare. E infatti è il luogo dove avvengono le cose più belle e più atroci. Nei salotti televisivi si dicono idiozie inaudite sul tema della famiglia. Ottusità di ogni genere. Non ne posso più.

Nel programma Vieni via con me di Fazio e Saviano, molti interventi si basavano sulla dicotomia "resto perché - vado via perché" riguardante il fatto di rimanere in Italia o meno. Per quali motivi tu resteresti e per quali, invece, te ne andresti?

Me ne vado perché in questo paese il merito, l’amore, il talento e l’ingegno sono triturati dalla burocrazia, dall’amichetteria, dal caos, perché per avere una risonanza magnetica al ginocchio devi giocare a tennis col primario. Resto perché questa è la mia lingua, e raccontare le storie con questa lingua è troppo bello, perché voglio che i miei figli conoscano questa terra, la amino e la migliorino, seguendo il mio esempio.

Oggigiorno i neolaureati lasciano in gran parte l'Italia alla ricerca di un futuro professionale migliore, convinti che in questo paese non ci sia più una giusta meritocrazia, cosa ne pensi?

Se lo fanno vuol dire che non hanno scelta, che ci hanno provato e non c’è stato altro da fare. Credo che lasciare un paese bello come il nostro lo si può fare solo se si è costretti. Ho due fratelli che vivono in Germania.

L'ex ministro Tremonti qualche tempo fa ha dichiarato che «con la cultura non si mangia». Condividi questo pensiero?

Tremonti è pazzo. Si autodistruggerà. Come il suo pensiero.

Negli ultimi anni, la televisione è completamente cambiata. I reality show hanno dominato il panorama televisivo e hanno inaugurato un periodo in cui la tv urlata prevale a discapito dei programmi culturali ed educativi. Credi che ci siano ancora dei programmi in grado di veicolare valori positivi? La televisione, infatti, dovrebbe anche essere portatrice di cultura.

La televisione non è né portatrice di cultura né del contrario. La tv è la piazza, il baretto sotto casa, lo spogliatoio in palestra. Rappresenta quello che siamo, nei nostri aspetti più ovvi, nelle nostre abitudini più ordinarie. Ma lo farà ancora per poco, presto sarà completamente sostituita da altri mezzi di comunicazione.

Nella tua carriera hai recitato molto anche in teatro (sei tra i più noti autori teatrali di oggi), cosa ti trasmette di diverso esibirti sul palcoscenico, piuttosto che davanti ad una telecamera? Che cos'è per te il teatro?

Intanto non esageriamo, non sono assolutamente tra i più noti autori teatrali, sono uno che fa una fatica mostruosa a lavorare e a stare a galla, indipendente e senza l’appoggio di alcuna cricca culturale e senza essere figlio d’arte. Detto questo: Il palcoscenico è il mio luogo preferito. Mi da quella libertà assoluta che la macchina da presa non può offrire. Il palcoscenico, quando accetta la sua nudità, quando non è sovraccarico per egocentrismo o nevrosi, usa la fantasia del pubblico per creare i suoi ambienti e le sue immagini, ed è quindi onnipotente.

Sei una persona molto impegnata, sei riuscito a realizzare il suo sogno di diventare un Attore, cosa consiglieresti a quei giovani che vorrebbero intraprendere la carriera della recitazione?

Di studiare tantissimo, di leggere tutto, di vedere tutto, di scoprire esattamente la propria personalità. E soprattutto di farsi tanti amici.

Hai lavorato con alcuni dei più grandi attori italiani e non solo. C'è un attore con il quale ti sentiresti onorato di lavorare? Quale ruolo ti piacerebbe interpretare?

Adoro una gran quantità di attori straordinari in circolazione, vorrei lavorare con ognuno di loro e rubare qualcosa da ciascuno. Vorrei scoprire qual è il segreto di Sean Penn. Mi piacerebbe interpretare Peer Gynt di Ibsen.

Sei un attore affermato di cinema, teatro e televisione. Hai, tuttavia, ancora un sogno che ti piacerebbe realizzare?

Ho un’intera cabina armadi piena di cassetti e di sogni. Mi piacerebbe vivere in un paese dove i sogni vengano un po’ meno derisi.

Sembri una persona abbastanza soddisfatta di te stesso, ma cosa ti fa più paura oggi, cosa speri per te stesso e cosa non rinunceresti mai nella vita?

La cosa che mi fa più paura è la mia pigrizia, che potrebbe farmi brutti scherzi. Spero di non perdere il coraggio. Non rinuncerei mai alla mia famiglia. 

(immagine da www.movieplayer.it)

Giulia Farneti 


Vuoi restare sempre aggiornato con le notizie più importanti?

Iscriviti ai nostri canali ufficiali:

Riceverai in tempo reale tutti gli aggiornamenti direttamente sul tuo smartphone.

Rimani sempre aggiornato!

Unisciti al nostro canale Telegram per ricevere notizie in tempo reale, esclusive ed aggiornamenti direttamente sul tuo smartphone.

Scritto da Giulia Farneti

Leggi altri articoli

Rimani sempre aggiornato!

Unisciti ai nostri canali Telegram e WhatsApp per ricevere notizie in tempo reale, esclusive ed aggiornamenti direttamente sul tuo smartphone.

Contenuto partner

Il metodo, verificato giorno per giorno

Negli ultimi 30 giorni i modelli statistici di Method Tipster sono stati confermati 5 volte su 13. Oggi sono analizzate 26 partite su 6 competizioni.

Vedi come funziona il metodo →