Cerca

Il punto sulla Serie A dopo la 25ma giornata

Alessio Crapanzano
Condividi:
Il punto sulla Serie A dopo la 25ma giornata
Notizia in evidenza
Occhio alla notizia
Tempo di lettura: ~4 min

Rimani sempre aggiornato!

Unisciti al nostro canale Telegram per ricevere notizie in tempo reale, esclusive ed aggiornamenti direttamente sul tuo smartphone.

ROMA, 15 FEBBRAIO 2016 – La 25ma giornata della Serie A ha sostanzialmente emesso due verdetti. Il primo è che la Juventus, vincitrice degli ultimi quattro campionati italiani, vuole vincere anche il quinto, e lo ha ribatito, sabato sera, anche alla sua principale contendente, il Napoli. Il secondo verdetto, riguardante l’ultimo posto disponibile per andare in Champions l’anno prossimo, ci dice invece che ci sono almeno quattro squadre in lizza: la Fiorentina (che ha battuto ieri sera l’Inter per 2-1), la nuova Roma di Luciano Spalletti, i nerazzurri appunto, e il Milan. Ma, al di là di questo o quel verdetto, la verità è che la scena, in questa giornata, è stata tutta per le squadre di Allegri e di Sarri. E dopo una settimana di polemiche, di chiacchiere da bar, di sfottò, di corsi e ricorsi storici, di assenze ed infortuni, si è giocata, finalmente, quella che è stata definita dai più come la “partita dell’anno”. Una partita non spettacolare, a tratti noiosa e bruttina, non c’è dubbio. Ma, forse, per una volta bisognerebbe andare oltre l’estetica e leggere il match con occhi diversi. Se si è capaci di farlo, ecco che dall’incontro possono essere messe in evidenza parecchie cose interessanti. Prima di tutto, la tensione evidente e percepibile tra i protagonisti (tensione nel senso buono, perchè la partita è stata all’insegna della più assoluta correttezza) e che forse ha condizionato qualcuno in maniera eccessiva (vedi Higuain e Dybala). Segno che la posta in gioco era alta. Forse più per la Juve, perché se avessero vinto gli azzurri la mazzata, da un punto di vista psicologico, sarebbe stata durissima per Buffon e compagni. Ma è stato anche evidente il fatto di come le due squadre si rispettavano e si temevano. Raramente si sono viste così poche occasioni da gol prodotte dagli attacchi in questione.

[MORE]

A scontrarsi erano il miglior attacco (Napoli) e la miglior difesa (Juve). Ha vinto quest’ultima anche perché è la migliore d’Italia. Ha vinto la Juve, certamente in maniera un po’ fortunosa, è vero; ma la fortuna, si sa, aiuta gli audaci. E se è vero che la deviazione sul gol di Simone Zaza è stata decisiva, è anche vero che l’attaccante bianconero (subentrato al desolante Morata) con rabbia è andato a cercarsi l’occasione propizia. Sabato sera la Juventus non è stata superiore al Napoli per gioco, né per voglia di vincere, né per grinta. Ma ha dimostrato di essere superiore in due aspetti. Nella mentalità vincente che, purtroppo per tutte le sue concorrenti, non si acquisisce facilmente e non la si compra al supermercato. I bianconeri, per mentalità, sono avanti anni luce a tutti. E poi la rosa. La rosa della Juve non ce l’ha nessuno, in Italia, e la dimostrazione è avvenuta contro i partenopei. Fuori Bonucci (per l’ennesimo infortunio), Dybala e Morata, dentro Rugani (oggetto mai nascosto dei desideri degli azzurri), Alex Sandro (decisivo sull’azione del gol) e Zaza. Questa è la Juve, capace di andarsi a riprendere la vetta della classifica dopo aver realizzato 15 vittorie di fila, ma anche dopo essersi resa protagonista di una delle partenze più brutte di tutta la sua storia. Ne è passata di acqua sotto i ponti da quel Sassuolo-Juventus, finito 1-0 per i padroni di casa, e dallo sfogo a fine gara di capitan Buffon.

E il Napoli? Come esce dalla gara di Torino? Certamente la delusione deve essere stata enorme. Ma, attenzione, il Napoli non ne esce assolutamente ridimensionato, anzi. E i giocatori della Juve lo sanno. Il Napoli è maturo per giocarsi lo scudetto già da quest’anno. Lo ha detto la buona prestazione dello Stadium, una prestazione di maturità e di personalità, una prestazione alla quale, forse, è mancata quel pizzico di coraggio che serve per acquistare la consapevolezza di poter essere maturi per compiere l’impresa. Ma, in ogni caso, e comunque vada la stagione degli azzurri, bisognerà fare un grande plauso a Maurizio Sarri e alla società per come sono riusciti a far diventare così competitiva la squadra e in così poco tempo.

Detto ciò, il campionato finisce a maggio. Ci sono ancora tredici partite e tanti punti a disposizione. Il duello è appena cominciato e a noi spettatori non resta altro da fare che godercelo.
 

Alessio Crapanzano
 


Vuoi restare sempre aggiornato con le notizie più importanti?

Iscriviti ai nostri canali ufficiali:

Riceverai in tempo reale tutti gli aggiornamenti direttamente sul tuo smartphone.

Rimani sempre aggiornato!

Unisciti al nostro canale Telegram per ricevere notizie in tempo reale, esclusive ed aggiornamenti direttamente sul tuo smartphone.

Scritto da Alessio Crapanzano

Leggi altri articoli

Rimani sempre aggiornato!

Unisciti ai nostri canali Telegram e WhatsApp per ricevere notizie in tempo reale, esclusive ed aggiornamenti direttamente sul tuo smartphone.