Inchiesta arbitri Serie A aggiornamento: Rocchi indagato e bufera sul sistema arbitrale
Indagini della Procura di Milano sulle designazioni arbitrali, autosospensione di Rocchi e posizione dell’Inter: cosa sta emergendo e quali scenari si aprono
La nuova inchiesta sugli arbitri in Serie A scuote il calcio italiano e riporta al centro del dibattito il tema della trasparenza nel sistema arbitrale. L’indagine della Procura di Milano, che coinvolge figure chiave come il designatore Gianluca Rocchi, apre interrogativi pesanti su possibili irregolarità nelle designazioni e sulla gestione del VAR.
Indagine arbitri: cosa sta succedendo
L’inchiesta, coordinata dal pubblico ministero Maurizio Ascione, nasce da un esposto presentato dall’ex assistente arbitrale Domenico Rocca. Nella sua testimonianza, l’ex guardalinee ha descritto un presunto sistema capace di alterare le designazioni arbitrali per favorire determinate squadre e proteggere specifici direttori di gara.
Secondo quanto emerso, sarebbero stati violati principi fondamentali come lealtà, correttezza e trasparenza, pilastri del regolamento sportivo. Le accuse parlano di un meccanismo strutturato, non di episodi isolati, e questo è uno degli elementi che sta ampliando il raggio delle indagini.
Rocchi e Gervasoni: autosospensione e accuse
Nel registro degli indagati figurano il designatore arbitrale Gianluca Rocchi e il supervisore VAR Andrea Gervasoni, entrambi autosospesi. Le accuse sono di concorso in frode sportiva, un reato che potrebbe avere conseguenze molto gravi sia sul piano penale che sportivo.
Tra gli episodi sotto esame c’è anche il presunto intervento durante la partita Udinese-Parma del marzo 2025, con le cosiddette “bussate al vetro” della sala VAR, interpretate dagli inquirenti come possibile forma di condizionamento.
Favori e designazioni: il caso Inter
Uno dei punti più delicati riguarda un presunto favoritismo verso l’Inter. Secondo l’accusa, Rocchi avrebbe designato un arbitro ritenuto “gradito” per una gara a Bologna nell’aprile 2025. Inoltre, si ipotizza un accordo per evitare la presenza dell’arbitro Daniele Doveri in partite decisive per i nerazzurri.
Il presidente dell’Inter, Giuseppe Marotta, ha respinto ogni coinvolgimento:
“Siamo totalmente estranei e lo saremo anche in futuro. Non esistono arbitri graditi o non graditi”.
Una presa di posizione netta che punta a tutelare l’immagine del club in una vicenda ancora tutta da chiarire.
Altri indagati e sviluppi dell’inchiesta
L’inchiesta potrebbe allargarsi. Gli inquirenti parlano infatti di “altre persone” coinvolte, non ancora identificate ufficialmente. Tra i nomi emersi c’è anche quello di Daniele Paterna, inizialmente ascoltato come testimone e poi indagato per falsa testimonianza.
Le difese degli indagati stanno valutando la strategia da adottare. Non è esclusa la possibilità che Rocchi e Gervasoni scelgano di non rispondere agli interrogatori, anche a causa della mancanza di elementi completi negli atti.
La posizione della giustizia sportiva
Un passaggio importante riguarda la precedente archiviazione da parte della giustizia sportiva FIGC. Il procuratore federale Giuseppe Chinè aveva infatti escluso irregolarità disciplinari in merito all’episodio Udinese-Parma.
Tuttavia, la nuova indagine penale sembra basarsi su un quadro più ampio, con ulteriori partite e situazioni sospette citate nella documentazione.
Reazioni istituzionali e rischio commissariamento
La vicenda ha avuto anche risvolti politici. Alcuni esponenti della Lega hanno chiesto il commissariamento della FIGC, parlando di un sistema in crisi tra scandali e risultati sportivi deludenti.
Più prudente la posizione del presidente della Lega Serie A, Ezio Simonelli, che ha invitato ad attendere l’esito delle indagini prima di esprimere giudizi definitivi.
Un sistema sotto esame
Questa nuova bufera rilancia un tema ricorrente nel calcio italiano: la fiducia nel sistema arbitrale. Se le accuse dovessero trovare conferma, si aprirebbe uno scenario complesso, con possibili ripercussioni su classifiche, risultati e credibilità dell’intero movimento.
Al momento, vale il principio della presunzione di innocenza, ma è evidente che l’indagine rappresenta uno snodo cruciale per il futuro della Serie A e della governance arbitrale.
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