La nuova edizione del "5 maggio" in riva allo Stretto
Si continua sempre a parlare sempre di lui, del grande corso, Napoleone Bonaparte, uomo del sud, rappresenta una di quelle figure tra le più affascinanti e discusse che la letteratura storiografica ci ha lasciato in eredità.[MORE]
Ha suscitato nel corso dello sfoglio delle pagine della storia in molti personaggi della cultura ma anche in persone semplici sia ammirazione che antipatia: Napoleone Bonaparte rappresenta uno di quei personaggi intorno al quale ruota una consistente letteratura storiografica dovuta alle sue imprese militari, ai suoi successi politici, alle riforme in campo amministrativo, ne fanno una figura che a quasi due secoli dalla sua morte tra le più affascinati tanto da lasciare un profondo segno nell’immaginario collettivo.
La leggenda di Napoleone Bonaparte rappresenta un continuo dibattimento sia per le sue gesta sia per le cause della sua morte e prosegue a tutt'oggi sfidando sia il tempo che lo spazio e si assiste al continuo confronto tra estimatori ed antibonapartisti. Il mito di Napoleone Bonaparte continua anche dopo la sua morte ed il continuo dibattimento sulle cause della stessa ne aumentano lo spessore.
“Nuove ipotesi sulla morte di Napoleone” è stato il tema affrontato nel corso della nona edizione del “5 maggio”, la giornata di studi napoleonici, organizzata a Reggio Calabria dal Circolo Culturale “L'Agorà” e dal Centro studi “Gioacchino e Napoleone” .
Il tema sopra menzionato è stato discusso da Gianni Aiello, presidente del sodalizio organizzatore e le cifre di tale dibattimento sono pubblicate sul sito intenet del sodalizio reggino e pubblicate alla pagina http://www.circoloculturalelagora.it/5maggio11.htm
In buona sostanza si è trattato di una ampio excursus cronoligico relativo alle varie interpretazioni che si sono susseguite nel corso degli anni inerenti alle cause della morte di Napoleone Bonaparte, avvenuta il 5 maggio del 1821 in quel di Sant'Elena. Un continuo susseguirsi di motivazioni relative alla causa mortis e che si attestano al bivio posto tra cause naturali e motivazioni relative ad un omicidio per avvelenamento, il tutto contornato tra smentite e riconferme a riguardo le cause del decesso di Napoleone Bonaparte avvenuto in quel pomeriggio del 5 maggio del 1821.
I primi dubbi si ebbero quando lo stesso Bonaparte cominciò ad accusare i primi stati di malessere come evidenzia lo stesso Gianni Aiello, leggendo a tal proposito alcuni passaggi del "Memoriale di Sant'Elena" di Emmanuel de Las Cases, ma anche una diversificazione di vedute a tal riguardo proprio dai cinque medici britannici che contrastavano il parere dei tre colleghi transalpini.Al momento della riesumazione della salma dell'Imperatore dei francesi, siamo in data del 16 ottobre del 1840 si venne a constatare con notevole stupore il suo perfetto stato di conservazione.
E naturalmente i dubbi aumentarono e fino al momento tra conferme e smentite ancor oggi non si ha un referto chiaro e definitivo a riguardo le cause della morte di Napoleone, come tra l'altro evidenziato dalla ricerca effettuata dall'equipe di specialisti di Medicina Legale del prof. Pier Luigi Bollome che da tali risultati affermano che la morte avvenne per veneficio, quindi ingerimento di dosi di arsenico, così come riportato dall'agenzia di stampa ANSA il 25 marzo 2011.
E tali analisi smentiscono le indagini del giugno 2003 pubblicate sulla nota rivista scientifica “Minerva Medica” che invece sostiene la causa relativa ad una forma di neoplasia dello stomaco. C'è da evidenziare, come ricorda Gianni Aiello, che nel secolo scorso si è assistito a diverse ricerche su tale caso e, naturalmente, ci si è trovati ad un'alternanza di conclusioni scientifiche, come ad esempio attestato dagli studi del medico legale scozzese prof. Smith che nel 1961 pubblicò su un'altra importante rivista scientifica, “Nature” i suoi dati che indicavano grandi quantità di arsenico nei capelli di Napoleone Bonaparte.
Venti anni dopo si ebbero altre ricerche che attestavano forti quantità di arsenico sulla carta da parti nel luogo dove soggiornava Napoleone Bonaparte, come attestato dai lavori dei ricercatore Jones e Ledingham.
Nel 2001 il docente universitario Pascal Kintz, professore di tossicologia presso l'Istituto di medicina legale di Strasburgo sposa la tesi di avvelenamento, ma viene smentito nel 2002 da una ricerca da parte di Ivan Ricordel, componente del reparto di tossicologia della Gendarmeria di Parigi.
Il gennaio del 2003 viene pubblicata sul quotidiano inglese "Sunday Times" un'intervista dello storico David G. Chandler, una tra le massime espressioni del periodo napoleonico, il quale dichiarò: «È per me chiaro, ora, che Napoleone è stato avvelenato. Oggi accetto questa conclusione, sebbene per molti anni abbia fortemente dubitato sull'intera questione.»
Qualche anno dopo, siamo nel 2007, la pubblicazione di un articolo sulla rivista scientifica "Nature Clinical Practice Gastroenterology and Hepatology" , dove invece si parlava un cancro allo stomaco causato da un batterio, tale”Helicobacter pylori”.
Nel 2008 altri dati riportano la presenza di tracce di arsenico e che lo stesso non sarebbe stato la causa di morte, come evidenziato dai risultati riportati a seguito delle ricerche presso i laboratori dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare di Milano e Pavia. Infine i dati relativi alla ricerca del team del professore Pier Luigi Bellome che sostiene il caso di avvelenamento di Napoleone Bonaparte.
Gianni Aiello prima di concludere il suo intervento legge un altro passo del famoso memoriale proprio con le parole dell'Imperatore Bonaparte: "Tutti nascono anonimi come me, in una anonima Ajaccio, in un'anonima isola, in un anonimo 15 agosto, di un anonimo 1769, da due anonimi Carlo e Letizia Ramolino; solo dopo diventano qualcuno; e se prima di ogni altra cosa sono capaci di non deludere se stessi, anche la volontà divina si manifesta sull'uomo."
(notizia segnalata da Giovanni Aiello)
Vuoi restare sempre aggiornato con le notizie più importanti?
Iscriviti ai nostri canali ufficiali:
Riceverai in tempo reale tutti gli aggiornamenti direttamente sul tuo smartphone.