CAGLIARI, 31 OTTOBRE 2011 - La paternità di Halloween viene solitamente attribuita agli Stati Uniti, ma le origini di questa festa, celebrata in concomitanza con la commemorazione dei defunti, che oramai ha conquistato tutto il mondo, sono antichissime e risalgono al più remoto passato delle tradizioni europee. [MORE]
Quella del 31 ottobre è una ricorrenza tipica della cultura dei popoli del Nord Europa che invadendo l’America Settentrionale si è poi diffusa in Europa e negli altri continenti, assumendo i tratti di una sorta “carnevale” notturno completamente slegato dai riti religiosi. Ben prima che Halloween fosse importata anche in Italia, da secoli esistevano, in ogni parte del nostro Paese, differenti rituali per la commemorazione dei defunti, ma la Sardegna ne rivendica la paternità!
Sorgono e Tonara, due paesi della Barbagia, lungi dal chiedere i diritti d’autore al governo degli Stati Uniti, sono certi che Halloween sia nata proprio in Sardegna. Era una ricorrenza che in lingua Sarda veniva indicata con differenti nomi a seconda del dialetto della zona: “Su bene ‘e is animas” (il bene delle anime), su “Mortu Mortu”, nel nuorese, “Is Animeddas” e “Is Panixeddas” nel sud dell’isola e via dicendo. A prescindere dal nome, è certo che i rituali di questa zona della Barbagia abbiano impressionanti analogie con quelli della festa americana: c’erano le zucche intagliate ed illuminate, anche in Sardegna i bambini vestiti di stracci bianchi, bussavano di casa in casa chiedendo doni “per le piccole anime”, ma se oggi alla domanda di rito “dolcetto o scherzetto?”, si ricevono caramelle e cioccolatini, una volta gli adulti preparavano i dolci tipici del periodo (pabassinas, ossus de mortu, pani de sapa, etc…) per poi donarli ai bambini insieme ad altri doni come melagrane, melacotogne, castagne e frutta secca.
Chiaramente anche la formula “dolcetto o scherzetto?” era differente, sostituita in lingua sarda da “seus benius po is animeddas” (sono venuto per le piccole anime), e che anche in questo caso cambiava a seconda del dialetto del luogo.”mi das fait po praxeri is animeddas”, “seu su mortu mortu” e tante altre.
Insomma, a prescindere da chi effettivamente abbia inventato Halloween, ciò che è certo è che “Paese che vai usanza che trovi!”.
Sara Marci
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