Nella fabbrica dell'IPad un operaio guadagna 1,78 dollari l'ora
CHENGDU, 23 FEBBRAIO 2012 – Due giorni fa la ABC è entrata con le sue telecamere nella fabbrica cinese di Foxconn a Chengdu. In questo complesso vengono costruiti i componenti di prodotti come Ipad e Iphone, Xbox e Playstation. Che le condizioni dei lavoratori in Cina non siano delle migliori lo si sa da tempo, in particolare, l’azienda in questione è da anni, sott’accusa per lo sfruttamento dei suoi dipendenti. Solo negli ultimi 24 mesi, 18 operai hanno deciso di togliersi la vita, e poco più di un mese fa, il 3 gennaio, 300 dipendenti hanno minacciato un suicidio di massa, perché non avevano ricevuto una buonuscita a loro spettante. La vicenda era nata dalla richiesta da parte di un centinaio di operai di un aumento di stipendio, richiesta, alla quale l’azienda aveva risposto con un ultimatum: o tornate a lavoro o vi dimettete e prendete una buonuscita (un mese di stipendio per ogni anno di lavoro). Molti dipendenti hanno accettato di dimettersi ma non hanno poi ricevuto quanto gli era stato promesso, per questo hanno minacciato il suicidio. [MORE]
Il documentario della ABC, ha messo in evidenza come questi operai debbano lavorare in condizioni al limite della schiavitù, vengono retribuiti 1,78 dollari l’ora, con turni che arrivano fino a 12 ore (la fabbrica non si ferma mai), e con dei dormitori, dove i dipendenti si riposano a turno, simili a delle prigioni, con alle finestre le sbarre e all’interno luoghi spogli e freddi. Questo è il mercato del lavoro cinese, un mercato a cui moltissimi produttori Hi-Tech si rivolgono, per tenere i costi della manodopera bassi e incrementare così i loro guadagni. Costi talmente inferiori, con i quali il resto del mondo, in particolare quello occidentale, non può competere. Non si può competere con chi tratta i lavoratori come automi e non li tutela.
Risulta contrastante la posizione di Apple sull’argomento, l’unica va detto che ha permesso l’ingresso delle telecamere nei suoi laboratori. Se da un lato l’azienda di Cupertino, prima con Jobs e poi con Cook, ha sempre dichiarato il suo impegno per garantire le condizioni umane dei lavoratori, aderendo anche alla Fair Labor Association (associazione indipendente che si occupa di vigilare sulle condizioni dei lavoratori), dall’altro, nonostante tutti questi buoni propostiti, continua a produrre i propri componenti in un’azienda in cui le condizioni umane dei lavoratori non possono nemmeno definirsi accettabili.
Purtroppo nonostante le belle parole, per ora, è ancora la legge economica a vincere e la maggior parte delle aziende, non solo dell’Hi-Teck, decidono comunque di rivolgersi a questi mercati, incrementando così la pratica dello sfruttamento.
Fonte immagine: gottabemobile.com
Stefania Schirru
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