Nuova legge elettorale italiana: svolta proporzionale con premio di maggioranza
Domani la Camera dei Deputati si pronuncerà in via definitiva sulla riforma della legge elettorale italiana. Il voto, a scrutinio segreto, rappresenta un momento cruciale per il futuro politico del Paese. In caso di bocciatura, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha già annunciato l'intenzione di sciogliere le Camere e indire elezioni anticipate.
Un sistema proporzionale con premio di maggioranza
La nuova legge introduce un sistema proporzionale con premio di maggioranza. Il premio consiste in 70 seggi alla Camera e 35 al Senato, con un tetto massimo di 220 deputati e 113 senatori. Scatta se una lista o coalizione raggiunge almeno il 42% dei voti in entrambe le Camere. Sotto questa soglia, i seggi vengono assegnati in modo puramente proporzionale.
Addio ai collegi uninominali
Spariscono tutti i collegi uninominali, fatta eccezione per l'Alto Adige e la Valle d'Aosta, che mantengono un sistema elettorale distinto.
Preferenze e capilista bloccati
Ogni lista presenta un capolista bloccato e altri sei candidati. Gli elettori possono esprimere fino a tre preferenze, rispettando l'alternanza di genere.
Soglie di sbarramento
Le soglie di sbarramento sono fissate al 3% per le liste e al 10% per le coalizioni. È previsto un ripescaggio per la lista più votata sotto il 3%.
Candidato premier
Ogni partito o coalizione deve indicare un candidato premier, il cui nome non comparirà sulla scheda elettorale.
Voto all'estero
Per il voto all'estero, le ripartizioni geografiche passano da quattro a due alla Camera (Europa e non-Europa) e a una sola al Senato.
Voto dei fuorisede
I fuorisede potranno votare nel luogo in cui sono temporaneamente domiciliati da almeno nove mesi (o tre per chi si cura). Dovranno iscriversi in un albo entro 30 giorni dalla maturazione dei requisiti e almeno 45 giorni prima delle elezioni. La possibilità è estesa ai caregiver di familiari ricoverati in una regione non di residenza.
Raccolta firme
Per le forze senza rappresentanza parlamentare, il numero minimo di firme sale da 1.500 a 6.000 per collegio. Per gli italiani all'estero ne servono 500-1.000. Non è consentita la raccolta delle firme in formato elettronico.
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