Nuove sfide per la Federazione Italiana delle Associazioni Partigiane, rinnovato pure l'organigramma nazionale
Tre giornate di approfondimento storico, confronto culturale e dibattito politico con in chiusura nella giornata di sabato i lavori del Consiglio Federale Nazionale della FIAP, la Federazione Italiana delle Associazioni Partigiana.
A Desenzano del Garda, dal 29 al 31 ottobre, l'ente morale fondato dal celebre “comandante Maurizio”, si è dato appuntamento per un importante momento di verifica del percorso di rilancio della Federazione attraverso il rinnovo delle cariche nazionali e la definizione dei suoi orientamenti per il prossimo triennio.
L'iniziativa nazionale, con la partecipazione di delegazioni provenienti da tutta Italia, ha avuto inizio giovedì 29 con la proiezione di “Storia delle Resistenze”, documentario di taglio storico-divulgativo, con soggetto di Isabella Insolvibile e regia di Alessandro Arangio Ruiz e la partecipazione di Neri Marcorè. L'opera, pensata in particolare come strumento didattico, è stata promossa congiuntamente dalle maggiori associazioni antifasciste e della Resistenza e realizzata con il contributo della Fondazione Cariplo.
Al centro del documentario il carattere plurale della Resistenza italiana: un fenomeno articolato, al quale parteciparono donne e uomini di differenti provenienze politiche, sociali, geografiche e generazionali, accomunati dalla lotta per la liberazione dal fascismo e dall'occupazione nazista. Un'esperienza collettiva che restituisce la complessità della storia della Liberazione e il valore dell'unità nella diversità.
Il venerdì è stato dedicato allo svolgimento delle due sessioni del convegno di studi “Azionisti e Assemblea Costituente. Voci, temi, eredità” sul contributo politico e culturale del Partito d'Azione alla costruzione della Repubblica e alla stesura della Costituzione. Gli interventi degli studiosi hanno consentito di ricostruire le diverse declinazioni dell'eredità azionista attraverso alcune delle sue figure più rappresentative. Paolo Soddu, dell'Università degli Studi di Torino, ha approfondito il ruolo di Ugo La Malfa e Ferruccio Parri come coscienze critiche del Paese dopo la dissoluzione dell'esperienza azionista. Giovanni Scirocco, dell'Università degli Studi di Bergamo, ha illustrato il pensiero di Riccardo Lombardi, per il quale la riforma della democrazia costituiva una condizione indispensabile per realizzare le riforme democratiche. Andrea Ricciardi, della Fondazione Ernesto Rossi e Gaetano Salvemini, ha ripercorso la posizione di Leo Valiani, secondo cui la vittoria della Repubblica non aveva ancora comportato e concluso il necessario rinnovamento dello Stato. Alessandro Giacone, dell'Università degli Studi di Bologna, ha approfondito il pensiero di Vittorio Foa, la sua critica alla logica dei blocchi internazionali contrapposti e la prospettiva di una rivoluzione democratica e sociale fondata sull'esperienza del Comitato di Liberazione Nazionale. Fiorella Imprenti, della Fondazione Aldo Aniasi, ha affrontato la battaglia di Piero Calamandrei in sede costituente per una scuola pubblica e democratica, Mirco Carrattieri, di Liberation Route Italia, ha ricostruito la figura di Alberto Cianca, ultimo segretario del Partito d'Azione, ricordandone il ruolo di interprete e cantore della Resistenza e dei martiri della libertà. Aldo Borghesi, dell'Istituto per la Storia dell'Antifascismo e dell'Età contemporanea nella Sardegna centrale, ha illustrato il contributo di Emilio Lussu e Pietro Mastino, protagonisti dell'impegno del Partito Sardo d'Azione all'Assemblea Costituente. Andrea Becherucci, degli Historical Archives of the European Union, ha evidenziato il ruolo di Tristano Codignola a difesa della scuola pubblica mediante gli articoli 33 e 34 della Costituzione.
La giornata ha avuto in chiusura la rappresentazione dal vivo dello spettacolo musicale tratto dal podcast “Ferruccio Parri. Un partigiano qualunque” dedicato alla figura del fondatore della FIAP e alla trasmissione della memoria resistenziale attraverso linguaggi e forme espressive capaci di coinvolgere anche le nuove generazioni.
Sabato 31 ottobre, giornata conclusiva dell'intensa tre giorni in riva al Garda, si è aperta con la relazione del presidente nazionale Luca Aniasi a partire dal titolo evocativo “Per una Europa libera in un mondo libero”, ispirato alle parole di Parri pronunciate durante uno storico congresso della FIAP. Il presidente ha tracciato il bilancio dell'attività svolta, delineando le prospettive politiche, culturali e organizzative della Federazione. Nel suo intervento Aniasi ha ricordato il percorso di rilancio avviato negli ultimi tre anni, sottolineando la difficile fase segnata dalla scomparsa di molti protagonisti della Resistenza e dalle conseguenze della pandemia sull'associazionismo, a una nuova stagione di partecipazione e crescita, testimoniata dall'approvazione delle modifiche statutarie per consentire l'adeguamento al Codice del Terzo Settore, ed anche dai numeri dell'attività culturale, con 60 presentazioni editoriali, 38 convegni e dibattiti, iniziative artistiche, manifestazioni, commemorazioni, oltre alla pubblicazione di libri, podcast e più di 200 articoli sulla rivista “Lettera ai Compagni”. Tutto senza dimenticare la metafora dell'indispensabile “sguardo strabico” legato all'impegno del “comandante Maurizio", un modo per tenere insieme l'occhio al passato e l'occhio al presente ed al futuro:
«Anne Applebaum – ha ricordato Luca Aniasi – spiega che facciamo tutti un errore nel considerare la democrazia come inevitabile e nel pensare che non dobbiamo fare nulla di particolare per preservarla. Qualcuno ha definito gli USA di oggi uno Stato ibrido, un leader fascista dentro una Costituzione liberale, ma fermarsi a Trump sarebbe un errore. Accanto a lui, e a volte davanti a lui, c’è un potere nuovo, che nessuno ha eletto. Quello dei pochi uomini che possiedono le piazze dove oggi si forma l’opinione pubblica. Con l’AI il salto di qualità è netto. Chi controlla quelle macchine, controlla il filtro attraverso cui milioni di persone guardano il mondo. L’intelligenza artificiale non è più un attrezzo nelle nostre mani, è un agente di cui possiamo perdere il controllo molto più in fretta di quanto pensiamo. E se è di proprietà di pochi che non rispondono a nessuno, il problema non è più solo tecnologico, è democratico».
Nella propria relazione il presidente ha inoltre affrontato la necessità di contrastare il riemergere dell'antisemitismo ed il tema della difesa europea con il sostegno alla resistenza ucraina contro l'aggressione russa. Una guerra ibrida nel cuore dell'Europa dove la parola “ibrida” non rappresenta un aggettivo che ne diminuisce la gravità e pericolosità, e che vede la Russia condurre violazioni dello spazio aereo dell'Unione Europea costringendo i caccia della NATO a 570 missioni di intercettazione dall’inizio dell’anno, e poi sabotaggi come nel caso del drone armato a Lipsia, attacchi informatici a reti elettriche e cavi sottomarini, tentati omicidi e campagne di disinformazione per sostenere i partiti filorussi. Una strategia, quella di Putin, volta a vincere la guerra contro l’Europa senza carri armati, dividendola dall'interno. Su questi argomenti Aniasi ha ribadito la posizione della FIAP, richiamando la responsabilità delle associazioni partigiane nel difendere la libertà, i diritti umani e i principi democratici, senza rinunciare al pluralismo e all'autonomia delle associazioni federate. La sessione mattutina è proseguita con tre panel di approfondimento dai titoli chiari ed evocativi, “Papà, a cosa serve la storia”, con Sonia Marzetti, Mirco Carrattieri e Andrea Ricciardi, “Ucraina chiama Europa”, con Chiara Squarcione, Marco Setaccioli e Olena Ponomareva ed infine “Vecchi e nuovi antisemitismi”, con Bianca Lami Cimiotta, Luciano Belli Paci e Pino Pelloni. Tre momenti di confronto dedicati rispettivamente al valore della conoscenza storica e della sua trasmissione, alla libertà e all'indipendenza dell'Ucraina in Europa e all'analisi dei nuovi fenomeni dell'avversione ebraica alla luce delle trasformazioni contemporanee.
La sessione pomeridiana, aperta dagli interventi dei vicepresidenti nazionali Antonio Caputo, Bianca Lami Cimiotta e Ferruccio Parri, ha visto la presentazione dei rapporti delle associazioni federate, l'approvazione all'unanimità del bilancio di esercizio e il rinnovo degli organismi associativi, con la nomina della Presidenza onoraria composta da Giorgio Benvenuto, Giorgio Cavalca, Giancarla Codrignani, Paola Del Din, Antonio Duva, Paolo Galantini, Andrea Milner, Italo Pattarini e Valdo Spini, del Revisore dei Conti, Giampietro Teodori e la nomina del Collegio dei Probiviri composto da Paolo Galantini, Italo Pattarini e Giuseppe Trambaiolo. Rinnovato, infine, il Consiglio Direttivo nazionale che vede le conferme a presidente nazionale di Luca Aniasi, di Bianca Lami Cimiotta in qualità di vicepresidente vicaria, di Antonio Caputo e Ferruccio Parri a vicepresidenti, insieme all'elezione di Paolo Ballestrazzi, Luciano Gianluca Calì, Oreste Gallo, Fiorella Imprenti, Sonia Marzetti, Enrico Maria Pedrelli e Sandro Vitale.
Nel delineare il futuro della Federazione, Aniasi ha quindi ribadito il valore della sua natura pluralista e federativa, sottolineando la necessità di una gestione collegiale, di una maggiore partecipazione delle associazioni e della necessità di un Comitato scientifico autonomo, a garanzia della libertà della ricerca e dell'indipendenza delle attività culturali.
La FIAP intende così proseguire il proprio percorso di rilancio e crescita, mantenendo al centro la pluralità delle culture politiche che hanno animato la Resistenza e contribuito alla nascita della Repubblica grazie al contributo di liberalsocialisti, repubblicani, socialisti democratici, mazziniani, azionisti, anarchici e antifascisti di diverse tradizioni.
In conclusione dei lavori, il presidente nazionale Luca Aniasi ha voluto rammentare alla platea l'ammonimento di Ferruccio Parri, che costituisce anche una preziosa indicazione per il futuro della Federazione: “È permesso essere scorati, non ci è permesso essere rassegnati”. Un richiamo che sintetizza il senso dell'impegno della FIAP, ovvero custodire la memoria della Resistenza non come patrimonio da celebrare, ma come responsabilità da esercitare nel presente, per difendere e rendere effettivi i valori di libertà, democrazia, giustizia e solidarietà sui quali è stata fondata la Repubblica italiana.
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