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Omicidio Ancona, padre della ragazza in coma irreversibile. Il fidanzato killer aveva tre caricatori

Tiziano Rugi
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Omicidio Ancona, padre della ragazza in coma irreversibile. Il fidanzato killer aveva tre caricatori
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ANCONA, 9 NOVEMBRE 2015 - È in coma irreversibile, nel reparto di rianimazione dell'ospedale di Torrette ad Ancona, Fabio Giacconi, il sottufficiale dell'Aeronautica ferito a colpi di pistola dal fidanzato della figlia, Antonio Tagliata, 18 anni, in stato di fermo con la sedicenne, per l'omicidio della madre della giovane, Roberta Pierini e il ferimento del padre. L'udienza di convalida del fermo dovrebbe tenersi domani, giorno in cui è fissata anche l'autopsia sul cadavere della Pierini. 

I pm, Andrea Laurino per Tagliata, e Anna Weger della procura dei minori per la sedicenne, continuano intanto a raccogliere le testimonianze di vicini e familiari dei Giacconi e di Tagliata. Si cerca di completare il quadro dello scenario in cui è maturato il delitto, scatenato, sembra, dalla contrarietà dei Giacconi alla storia d'amore dei due ragazzi. [MORE]

Il ragazzo ha confessato l’omicido, “ho sparato io”, ha detto Antonio durante l’interrogatorio, poi si sarebbe difeso: "Non volevo uccidere, volevo solo un chiarimento con i genitori della mia ragazza: ma il padre ha avuto un atteggiamento aggressivo, mi è venuto addosso, e io ho sparato. Non ricordo nient'altro". Ma a quel “chiarimento”, Antonio si sarebbe presentato con una pistola, un caricatore con 15 colpi inserito, altri due pronti e ancora proiettili nelle tasche.

Il padre di Antonio, Carlo Tagliata, pregiudicato con un passato turbolento da minore in Sicilia difende il figlio: ''L'hanno descritto come un mostro, ma mio figlio è un ragazzo buono: lei lo ha plagiato. La porta di casa dei genitori l'ha aperta lei. C'è stata una colluttazione, e lei ha detto sparagli!..''. Il padre ha anche raccontato che, in passato, i due fidanzati avevano tentato di uccidersi proprio a causa di quella loro relazione ostacolata. “La ragazza due volte, ha i segni ai polsi. Mio figlio si stava buttando dalla finestra”, ha spiegato.Una versione tutta da verificare.

Restano da definire le responsabilità della ragazza: “Quando Antonio ha sparato sono rimasta impietrita: non doveva finire così. Eravamo andati dai miei per un chiarimento...'', ha invece detto nell'interrogatorio la sedicenne, in stato di fermo con l’accusa di concorso in omicidio. ''Dopo ho seguito Antonio perché avevo paura''. La ragazza ha pianto, ha sostenuto di non aver toccato la pistola, e ha chiesto del padre.

I due coniugi, entrambi di 49 anni, sono stati aggrediti da Tagliata in casa, un appartamento al terzo piano di via Crivelli, una zona tranquilla a due passi dal centro. Poi i due sono andati in autobus fino alla stazione di Falconara Marittima, e da lì il ragazzo ha telefonato ai genitori, che nel frattempo si erano recati alla caserma dei carabinieri, e avrebbe detto "mandate qualcuno a prendermi".

L'intenzione insomma era quella di costituirsi, ma sono stati trovati prima da una pattuglia di carabinieri. Sarebbe stato poi lo stesso diciottenne a far ritrovare la pistola in un cassonetto di Via Buonarroti. Al momento però non si sia come se la sia procurata. Sull’arma sono stati eseguiti anche accertamenti relativi alle impronte e al Dna di chi l’ha maneggiata. Esami di laboratorio cercheranno di risalire anche al numero di matricola della pistola, cancellato.

 


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Scritto da Tiziano Rugi

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